• lunedì , 30 maggio 2016

Informatica senza il computer

(m.l.)

Tra i vari obiettivi che il DdL Scuola – presentato in questi giorni – ha posto troviamo anche lo “sviluppo delle competenze digitali degli studenti, con particolare riguardo al pensiero computazionale”. È proprio partendo da questo spunto che vi presentiamo l’intervista al prof. Giuseppe Albano, Responsabile coordinamento azione LOGIC.
Vuole spiegarci come e perché nasce il programma LOGIC?
Se le “Competenze Digitali”, nel quadro tracciato dal documento comunitario relativo a “Competenze chiave per l’educazione Permanente” del febbraio 2006, rappresentano un ineludibile punto di riferimento come sviluppo della capacità di utilizzare “con dimestichezza e spirito critico” le “Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione”, uguale rilevanza assumono in campo educativo le competenze pertinenti agli ambiti definiti del “Coding” e “Computational Thinking”, più propriamente facenti capo alla scienza informatica.
Ben lo sa il MIUR che nel 2010 ha pubblicato il “Syllabus di Elementi di Informatica”, destinato a tracciare le linee guida per sollecitare, sin dalla scuola primaria, accanto ad una opportuna dimestichezza con lo strumento informatico per eccellenza – il computer –, lo sviluppo di competenze a carattere logico-procedurale e dell’impiego di codici formali, indicando possibili percorsi da sviluppare e applicare in contesti quali il problem solving.
A ulteriore conferma della doverosa attenzione verso i linguaggi informatici e il loro aspetto metacognitivo, il progetto “Programma il futuro”, recentemente promosso dal MIUR in collaborazione con il CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica), rappresenta una proposta di indiscusso interesse per le scuole: il progetto sollecita infatti una doverosa attenzione verso quanto da tempo accade al di fuori dei confini nazionali, adottando i contenuti della piattaforma internazionale “Code.org” opportunamente integrati da materiali di consultazione fruibili da tutti. Fra questi spiccano, per la loro significatività, quelli in grado di supportare una vera e propria “Informatica senza il computer”, concentrata cioè sugli aspetti logici della progettazione e realizzazione di algoritmi: il tutto attraverso attività didattiche di facile realizzazione e l’impiego di materiali “non strutturati”, così come si conviene per iniziare l’allievo, sin dalla scuola primaria, al complesso mondo del pensiero procedurale e computazionale.

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