• mercoledì , 13 dicembre 2017

Piani di formazione e bisogni formativi: l’urgenza della didattica disciplinare

Come formare gli insegnanti, “mattoncino su mattoncino”

I numerosi errori indotti dagli stessi documenti ministeri. E’ grave ritenere che lo sviluppo delle competenze sia possibile senza nuovi modi di guardare alle conoscenze

Per gli studi sociali il bisogno formativo dei lavoratori insegnanti è da intendersi come carenza da superare rispetto ad un modello dato o come idealità da perseguire. Dunque, qual è quello degli insegnanti?

Nonostante gli sforzi congiunti di dirigenti, insegnanti e formatori, la scuola resta spesso in un mare di ambiguità. Da rimuovere

Quando durante una lezione capita di affermare ad alta voce che le conoscenze sono l’elemento basilare su cui fondare le competenze, gli applausi sono garantiti, e a prima vista può sembrare che siamo tutti d’accordo

In molti insegnanti, la mancanza di strumenti per adempiere autonomamente alle nuove richieste  produce disorientamento e angoscia

La competenza, nella nostra scuola, è ancora come la Titina della canzone:  la cerco e non la trovo, chissà dove sarà

Agli insegnanti va insegnato oggi ad usare le discipline come le costruzioni “Lego”: se conosci i singoli pezzi e sai come possono essere combinati puoi utilizzarli e reimpiegarli e costruire case e castelli diversi

E’ diventata urgente una formazione orientata ad una didattica disciplinare intenzionale e consapevole, senza la quale le innovazioni richieste continueranno a cadere nel nulla

di Rita Bortone

 

Abstract

Il testo problematizza le strategie di rilevazione dei bisogni formativi degli insegnanti e propone, ai fini di una efficace progettazione dei Piani di formazione, l’assunzione del punto di vista disciplinare come metodologia di superamento delle carenze e delle ambiguità concettuali oggi diffuse nella cosiddetta scuola delle competenze.

 

Argomenti

L’inattendibilità delle strategie di rilevazione dei bisogni. Gli errori compiuti nella recente formazione degli insegnanti e la persistenza di ambiguità concettuali e operative.  La inadeguatezza della didattica disciplinare. L’urgenza di qualificare la didattica disciplinare. Gli approcci necessari in una formazione volta al miglioramento della didattica disciplinare

 

albero matita farfalleCorreggere gli errori compiuti: si può?

Non so quanto gli insegnanti lo indicheranno come bisogno, ma credo che siano urgenti dei bei percorsi di didattica disciplinare.

I bagni di questi anni nel mare delle competenze, dei curricoli, delle valutazioni e delle certificazioni dovrebbero aver dimostrato una cosa: che le tecniche per la progettazione e per la verifica, la didattica per competenze e le innovazioni metodologiche, le prove di prestazione e le pratiche di certificazione possono essere acquisite e formalmente applicate, ma non porteranno nessun miglioramento formativo se non sono “riempite” di sapere disciplinare. PER CONTINUARE A LEGGERE QUESTO ARTICOLO DEVI ESSERE ABBONATO! Clicca qui per sottoscrivere l’abbonamento