• mercoledì , 18 ottobre 2017

Prospettive, problemi…e buoni propositi per il nuovo anno

Disegnando il futuro. Partendo dai sogni di 20 insegnanti “qualunque”

Di Rita Bortone

Ci piaccia o no, questa è la nostra scuola

Fa ancora caldo e i pensieri sono ancora liquefatti. La mente fatica a rimettersi in moto per cose che non siano marmellate di fichi o zuppe di pesce. Ci prova, ma non è detto che ci riuscirà, e comunquesceglie percorsi facili.

Il percorso facile che individuo per costruire una qualche idea su cui lavorare(o meglio discorrere) consta di tre tappe.

La prima consiste nella lettura del numero 54 di Scuola7, dal titolo “News alla moviola. La scuola del 2017 in 100 fotogrammi”,che la Tecnodid mi ha inviato con una mail dell’8 agosto, ma che io intenzionalmente non ho mai aperto finora per la convinta decisione di non pensare nemmeno un attimo alla scuola.

Che cosa, nell’anno appena iniziato, vuoi/non vuoi fare, ti prefiggi, ritieni importante, vuoi correggere nell’Istituto e nelle classi? Lo abbiamo chiesto agli insegnanti

Oggi dunque la apro e mi trovo, come promesso dalla copertina, di fronte allerapide ma efficaci sintesi dei temi che lo scorso anno hanno percorso le menti, riempito le carte, assorbito le energie, inasprito gli animi, messo a dura prova le pazienze…

Nonostanteil richiamo fortissimo del mare di maestrale, della potenza delle sue onde e della luce dei suoi azzurri, pigramente mi sforzo di richiamare in memoria questioni che riguardano aspetti diversissimi tra loro,e le parole che leggomi generano un lieve senso di nausea, certamente per colpa della violenza con cui mi vengono sottrattiil maestrale e la marmellata di fichi. Ripercorro dunque itinerari che vannodai modelli formativi per i docenti neo-assuntiin ruolo alle procedure per la valutazione dei dirigenti; dallaformazione in servizio delle nuove reti d’ambito allapromozione dell’innovazione educativa e delle nuove tecnologie per la didattica; dall’alternanza scuola-lavoro all’inclusione; dal sistema nazionale di valutazione alla cultura dell’autovalutazionee del miglioramento d’Istituto: contro ogni sua volontà la mia mente è costretta a richiamare in memoriaquanto ricco e vario sia il contenuto che bolle in pentola nella scuola italiana.

Il notiziario che leggo non nasconde i problemi che accompagnano tali bollori, e per ciascun argomento segnala gli aspetti della incompiutezza, o della problematicità, o della necessità di miglioramento: “Questa è la nostra scuola- dice Giancarlo Cerini, coordinatore del notiziario – fatta di molti problemi, di routine, di bisogni, ma anche di tante idee, di progetti, di impegni. Dalle pagine digitali di “Scuola7.it” cerchiamo di dare luce a questo caleidoscopio in movimento, sperando di mettere un po’ d’ordine”.

E come potremmo non essere d’accordo sull’immagine della nostra scuola come caleidoscopio in movimento?

Ma sono molte le domande che si affollano nella mia testa, e tutte confusamente ruotano, pur nellasostanziale condivisione di ciò che leggo, intorno ad una sensazionedi non detto, di sottaciuto,di politicallycorrect adottato in coerenza coipunti di vista scelti, quello della informazione e quello della propositività politica.

Anch’io penso che il complesso e faticoso cammino delle riforme debba esser guardato con occhio critico ma propositivo, e che il disfattismo e il benaltrismo siano nemici giurati del cambiamento.

Anch’io penso che occorre valutarele trasformazioni in atto guardandosia i contesti, gli eventi, il breve termine, le logiche micro (spesso insoddisfacenti)sia i processi in atto, le prospettive, il lungo termine, le logiche macro (soddisfacenti?).

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