• mercoledì , 13 dicembre 2017

TINO E RINA – AMBASCIATORI DELLA SALUTE

Incontrare le scolaresche non è una novità per Tino, Rina e  i gemelli Alby e Bea creati  da Manuela Pulimeno (in arte PRIMALBA), che ha già coordinato la campagna “Lasciamo che i bambini siano bambini”, promossa dall’ISBEM – Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo. Anche in quel caso, un progetto di formazione a doppio binario, focalizzato su un tema specifico, quello delle videodipendenze. Da tempo si susseguono gli studi sulla dipendenza da smartphone e sulle ricadute comportamentali, ma si continua a sottovalutare il concreto pericolo per la salute fisica: “La cancerogenicità delle onde elettromagnetiche emesse dai cellulari  è  stata certificata dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione già nel 2011. Sono soprattutto i bambini sotto i 14 anni ad essere più a rischio, a causa di ossa craniche più sottili e un contenuto in acqua del cervello più elevato rispetto agli adulti. Di tutto questo i genitori quasi sempre non sono a conoscenza”. Ecco perché il coinvolgimento dell’intero gruppo familiare si è rivelato come la strada vincente: in orario scolastico, bambini e ragazzi vengono invitati, attraverso la presentazione delle avventure di Tino e Rina – La fantastica Avventura della Vita e della successiva serie Myrian contro Raymond – La Ragazza del Destino e Il Principe del Mondo, a riflettere su opportunità e rischi delle nuove tecnologie; un ragionamento sulla stessa tematica, ma ovviamente con un approccio diverso, viene avviato con i genitori durante gli incontri pomeridiani, “in modo che le famiglie e la scuola remino nella stessa direzione per la prevenzione delle videodipendenze”, spiega Manuela Pulimeno.

“Nonostante i bambini di oggi abbiano tutto – continua Primalba – devono reclamare insieme ai genitori e alle altre agenzie educative, i loro nuovi diritti all’interno della società dei consumi, per essere considerati soggetti di diritto e non oggetti di consumo. Il gioco libero e spontaneo, il gioco di fantasia e all’aria aperta, l’interazione reale con i coetanei: sono questi i diritti che come adulti dobbiamo garantire ai bambini di oggi”.

Nella prima campagna condotta da Primalba, un’intera classe dell’Istituto Comprensivo San Giovanni Bosco di Ginosa (TA), dopo aver partecipato al progetto “Lasciamo che i bambini siano bambini”, ha avuto l’opportunità di trascorrere tre giorni presso il Centro di preparazione olimpica di Formia, vivendo una delle prime iniziative italiane per bambini senza smartphone, tablet e cellulari. “Sembra incredibile, ma è la prima volta nella loro vita che questi bambini di nove anni trascorrono tre giorni lontano dai telefonini e dai videoschermi” – commentava l’insegnante Mina De Biasi, organizzatrice dell’esperimento al ritorno da Formia.

Alimentazione sana e tanto sport, sotto l’attenta supervisione dello staff tecnico del CONI: così Tino e Rina sono diventati “ambasciatori della salute”, con un messaggio importante da condividere con tutti i bambini, i loro  familiari e gli amici, come in una staffetta in cui a vincere è la società intera.

Anche in questo caso, una fetta consistente del processo educativo è parte integrante del lavoro dell’insegnante, la cui missione è riassunta nella poesia “Cara Maestra”:

Cara maestra,

non siamo più i bambini di una volta…che correvano liberi sui prati e si sporcavano di terra sull’erba folta. Siamo sempre rinchiusi tra quattro mura e non viviamo alla luce del sole immersi nella natura…

Rapiti da Internet, videogiochi e Tv, non ci muoviamo quasi più. Telefonini al guinzaglio, vestiamo abiti firmati, sempre alle prese con impegni strutturati. Siamo iper-protetti, viziati o all’opposto trascurati.

Non ci sfoghiamo all’aria aperta e forse è per questo che non riusciamo a stare fermi in classe come ci si aspetta. Qualcuno dice che non esistono più i bambini e che siamo diventati manichini.

Il mondo vuol farci adulti troppo presto e nessuno impedisce tutto questo: ci hanno tolto l’allegria insieme alla fantasia e privati perfino del libero gioco… eppure ci basterebbe poco: affetto, comprensione e amore. Ascoltateci e scoprirete i tesori del nostro cuore:

– Ogni bambino è unico: tirate fuori il meglio di noi, rispettandoi ritmi e le capacità di ciascuno;

– Aiutateci a crescere in un ambiente sereno;

– Prestate particolare attenzione a chi ne ha più bisogno;

– Dateci una mano a superare le nostre grandi o piccole difficoltà;

– Aiutateci a capire la realtà e a trovare risposta ai nostri perché;

– Difendeteci quando siamo in pericolo: nessuno ha diritto di farci del male, trattarci come giocattoli o sfruttarci… in nessun modo;

– Non correte troppo con i vostri programmi. Trasmetteteci il piacere della conoscenza.

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