• giovedì , 19 ottobre 2017

Un curricolo per orientarsi

La necessità di strategie organizzative e didattiche per proporre criteri scientifici d’interpretazione della realtà. Perché gli alunni siano “cittadini”

 

di Rita Bortone

 

orientarsiAbstract

La pratica orientativa generalmente diffusa nelle scuole, e tendenzialmente volta ad orientare il successivo percorso di studi dello studente, è del tutto inadeguata ai bisogni di orientamento dei giovani nella società complessa. Occorrono strategie didattiche e organizzative che caratterizzino l’intero curricolo verticale in direzione orientativa.

 

Argomenti

La complessità del sociale, la fragilità degli adulti e  la difficoltà dei giovani ad orientarsi. La disparità tra le indicazioni contenute nella norma e le riduttive interpretazioni delle scuole. Il curricolo orientativo. Le possibili strategie organizzative e didattiche. La necessità di criteri scientifici di lettura della realtà. L’esercizio del pensiero critico  e le “scelte di parte”. Il bisogno di exempla. La lettura come strumento di conoscenza di sé e di autorientamento. La riflessione sul lavoro.

 

Un mondo che disorienta

 

La difficoltà di comprendere

Se concepiamo la partecipazione alla vita sociale come possibilità strumentale di “dire la nostra” di fronte agli eventi della quotidianità e come possibilità di scambiare, sui social network, cose che chiamiamo opinioni e pareri, certo possiamo affermare che questa partecipazione, sul piano quantitativo, oggi è molto aumentata rispetto al passato. Se invece concepiamo la partecipazione alla vita sociale come possibilità di comprendere e interpretare criticamente gli eventi e i fenomeni che si manifestano nella quotidianità, e come possibilità di dare risposte personali seguendo criteri razionalmente e consapevolmente scelti, allora possiamo constatare che questa partecipazione, sul piano qualitativo, diminuisce di giorno in giorno, perché diminuisce la nostra capacità di comprendere le ragioni degli eventi, di decodificare  i comportamenti, di scoprire gli scopi e i sovrascopi, di smascherare le falsità, di decentrare i nostri punti di vista a seconda dei contesti e dei tempi, di spaziare mentalmente – nonostante le reti e le nuvole planetarie – oltre il nostro microcosmo esperienziale. PER CONTINUARE A LEGGERE QUESTO ARTICOLO DEVI ESSERE ABBONATO! Clicca qui per sottoscrivere l’abbonamento

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