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Anticorruzione e scuola

Nuove linee guida dell’ANAC

di Agata Scarafilo

Sono state chiarite le responsabilità e gli ambiti di competenza dei Dirigenti scolastici, ma anche dei Direttori degli Uffici Scolastici Regionali (USR), grazie alla Delibera ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) n. 430 del 13/04/2016, che fornisce indicazioni volte a orientare le istituzioni scolastiche nell’applicazione della normativa afferente l’anticorruzione e la trasparenza.
Si tratta, in buona sostanza, di linee guida atte a dare delucidazioni alle istituzioni scolastiche sulla corretta applicazione, altresì, di alcune misure organizzative per consentire una piena attuazione (non formalistica) del disposto normativo di cui alla Legge 190/2012 e al D. lgs. 33/2013.
L’ANAC ha voluto calibrare l’intervento regolatorio, tenuto conto delle peculiarità che caratterizzano l’intero sistema scolastico.
Intanto, l’Autorità precisa che debbono essere individuati:
a)il Responsabile della Prevenzione della Corruzione (RPC), che dovrà redigere il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC);
b)il Responsabile della Trasparenza (RT), che dovrà redigere, invece, il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità (PTTI).
IL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E IL PTPC
Tireranno un respiro di sollievo i Dirigenti scolastici nell’apprendere che l’Autorità ha attribuito il ruolo di Responsabile della Prevenzione della Corruzione al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale. Infatti, l’Autorità ha ritenuto che i Dirigenti scolastici, essendo le uniche figure dirigenziali presenti nelle istituzioni scolastiche, siano già di per sé responsabili di attività che potrebbero essere a rischio di fenomeni corruttivi.
Così, valutando che l’attribuzione dell’incarico di RPC al Dirigente scolastico potrebbe comportare uno svolgimento non sempre corretto delle funzioni e dei compiti, la suddetta Autorità ha previsto l’assegnazione del ruolo di RPC, come si diceva, ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali.
Considerato, poi, l’ambito territoriale particolarmente esteso, al fine di agevolare il Responsabile della Prevenzione della Corruzione, i Dirigenti di Ambito Territoriale opereranno, altresì, quali referenti di queste nuove figure istituzionali.
Se da un lato però il RPC coordinerà e monitorerà le attività di prevenzione della corruzione assumendosene le responsabilità, i Dirigenti scolastici saranno comunque i soggetti a cui competerà l’attuazione delle misure individuate nel Piano. Tali misure si sostanziano in interventi di tipo organizzativo e di gestione delle ordinarie attività amministrative, da attuare laddove il rischio corruttivo è più elevato.
Ciascun Direttore o Coordinatore regionale svolgerà le funzioni di RPC per tutte le istituzioni scolastiche statali che rientrano nella propria sfera di competenza. Ciascun RPC curerà, anche, l’elaborazione della proposta di Piano di prevenzione della corruzione, avvalendosi della collaborazione dei referenti di Ambito Territoriale e dei Dirigenti scolastici del territorio di appartenenza.
I Piani di prevenzione della corruzione regionali (PTPC) dovranno essere articolati in sezioni dedicate alle diverse tipologie di istituzioni scolastiche statali e dovranno, anche, essere approvati dal Ministro ai sensi dell’art. 1, co. 8, della Legge n. 190/2012.


Ai fini della migliore predisposizione delle misure organizzative di prevenzione della corruzione, i referenti e i Dirigenti scolastici dovranno tenere conto, inoltre, delle analisi svolte e dei documenti prodotti dagli organi di controllo, a partire da quelli dei revisori dei conti del MIUR e del MEF.
Il Piano triennale di prevenzione della corruzione sarà pubblicato nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale dell’Ufficio Scolastico Regionale e in quello del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR).
Ogni istituzione scolastica provvederà ad inserire nella sezione “Amministrazione trasparente” un link con un rinvio al Piano pubblicato dall’USR di pertinenza.

IL RESPONSABILE DELLA TRASPARENZA E IL PTTI
L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha ritenuto, invece, di individuare il Dirigente scolastico quale Responsabile della trasparenza di ogni istituzione scolastica. Il tutto si pone in linea di continuità con le attività realizzate da parte delle istituzioni scolastiche che, in molti casi, hanno già costituito la sezione “Amministrazione trasparente” e pubblicato i dati e le informazioni previste dal D.lgs. n. 33/2013.
Il Dirigente scolastico, in qualità di Responsabile della trasparenza (art. 5, co. 2, del D.lgs. n. 33/2013), si pronuncerà in ordine alla richiesta di accesso civico e ne controllerà e assicurerà la regolare attuazione. Nel caso in cui il RT (Dirigente scolastico) non ottemperi alla richiesta, il titolare del potere sostitutivo di cui all’art. 5, co. 4, è individuato nel Dirigente dell’Ambito Territoriale.
I due ambiti, corruzione e trasparenza, sia pur distinti, non sono indipendenti l’uno dall’altro e hanno anche dei punti di contatto molto importanti. Non a caso, il Responsabile della prevenzione della corruzione (RPC) dell’Ufficio Scolastico Regionale, nel predisporre il PTPC, cura anche il coordinamento delle misure di trasparenza, verificando, tra l’altro, attraverso i referenti di Ambito Territoriale, che tutte le istituzioni scolastiche rientranti nella propria sfera di competenza abbiano:
– istituito la sezione “Amministrazione trasparente”, posizionata in modo chiaramente visibile nella homepage e mantenuta costantemente aggiornata;
– adottato il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità (PTTI).
Nel Piano deve essere prevista un’apposita sezione finalizzata ad incrementare e rendere più efficiente il sistema dei controlli sulle istituzioni scolastiche.
Il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità dovrà essere pubblicato esclusivamente nel sito istituzionale di ogni scuola nella sezione “Disposizioni Generali” di “Amministrazione trasparente”, dove dovrà essere previsto uno specifico segmento ad esso dedicato, secondo quanto previsto dall’allegato A al D.lgs. n. 33/2013. Si ricorda che si dovrà utilizzare un formato aperto di pubblicazione (ad esempio, HTML o PDF/A).
La delibera n. 50 del 2013 dell’ANAC forniva precise indicazioni a cui le P.A. dovevano attenersi nella stesura del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, fornendo anche un indice finalizzato a garantire anche l’uniformità e, dunque, la comparabilità dei Programmi stessi.
È appena il caso di ricordare che il Dirigente scolastico dovrà formulare un “atto di indirizzo”, sulla base del quale il Consiglio di Istituto adotterà il Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità (PTTI).
Al fine di agevolare le istituzioni scolastiche nella predisposizione e adozione del PTTI, si riportano di seguito i punti essenziali a cui esse dovranno attenersi nella sua stesura.
Punto 1 – PARTE INTRODUTTIVA
Si dovrà fare riferimento all’ organizzazione e alle funzioni dell’amministrazione, anche in relazione a particolari strutture interne e agli uffici periferici, laddove presenti.
PUNTO 2- NOVITA’
Si dovrà fare riferimento alle principali novità o cambiamenti intervenuti rispetto al Programma precedente, se redatto.
PUNTO 3 – PROCEDIMENTO DI ELABORAZIONE ED ADOZIONE DEL PROGRAMMA
Si dovranno specificare:
• gli obiettivi strategici in materia di trasparenza, posti dagli organi di vertice negli atti di indirizzo;
• i collegamenti con il Piano della performance o con analoghi strumenti di programmazione previsti da normative di settore;
• i soggetti coinvolti per l’individuazione dei contenuti del Programma;
• le modalità di coinvolgimento degli stakeholder (portatori di interessi) e i risultati di tale coinvolgimento;
• i termini e le modalità di adozione del Programma.
PUNTO 4 – INIZIATIVE DI COMUNICAZIONE DELLA TRASPARENZA
Si dovranno illustrare:
• le iniziative e gli strumenti di comunicazione per la diffusione dei contenuti del Programma e dei dati pubblicati;
• l’organizzazione e risultati attesi e la programmazione della Giornata dedicata alla trasparenza.
PUNTO 5 – PROCESSO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA
Si dovranno indicare :
• il responsabile della trasmissione, immissione e confluenza dei dati;
• il responsabile della pubblicazione e dell’aggiornamento dei dati;
• il referente per la trasparenza, unitamente con la specificazione delle modalità di coordinamento con il Responsabile della trasparenza;
• le misure organizzative volte ad assicurare la regolarità e la tempestività dei flussi informativi;
• le misure di monitoraggio e di vigilanza sull’attuazione degli obblighi di trasparenza a supporto;
• le misure dell’attività di controllo dell’adempimento da parte del responsabile della trasparenza;
• gli strumenti e le tecniche di rilevazione dell’effettivo utilizzo dei dati da parte degli utenti della sezione “Amministrazione Trasparente”;
• le misure per assicurare l’efficacia dell’istituto dell’accesso civico.
PUNTO 6 – DATI ULTERIORI
Si dovrà dare indicazione dei dati ulteriori (in tabelle in formato aperto) che l’istituzione scolastica si impegna a pubblicare entro la fine dell’anno e nel triennio, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 4, c. 3, del D.lgs. n. 33/2013.
CONCLUSIONI
Fermo restando che gli obblighi di trasparenza decorrono dalla data di entrata in vigore del D.lgs. n. 33/2013, la predisposizione e adozione del PTTI e PTPC eccezionalmente è stata fissata al 30 maggio 2016. Mentre, invece, il termine per l’attuazione delle misure previste nei PTPC e nei PTTI decorrerà dal 1° settembre 2016 per agevolare l’adeguamento in tempi brevi alla normativa in materia di prevenzione della corruzione e coordinarne l’attuazione con l’avvio del prossimo anno scolastico 2016/2017.
Così anche l’attività di vigilanza dell’ANAC, al fine dell’esercizio dei poteri sanzionatori, verrà avviata dal 1° settembre 2016.
Al fine di consentire la piena attuazione delle misure, il primo aggiornamento ordinario del PTPC e del PTTI potrà essere effettuato entro il 31 gennaio 2018.
Il Programma triennale è innanzitutto uno strumento rivolto ai cittadini e alle imprese con cui le amministrazioni rendono noti gli impegni in materia di trasparenza. Ne consegue che i Dirigenti scolastici, nella stesura del documento, dovranno privilegiare la chiarezza e la semplicità espositiva per dare la possibilità ad ogni cittadino, a prescindere dal suo livello culturale, di comprenderne i contenuti.

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