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Attività di potenziamento

di Fabio ScrimitoreIl quesito, proposto da un docente, riguarda la partecipazione agli scrutini di insegnanti incaricati a tempo indeterminato su posti dell’organico potenziato.

Per il potenziamento dell’offerta formativa, all’Istituto comprensivo dal quale proviene il quesito il competente Ufficio Scolastico Regionale ha assegnato tre insegnanti di scuola primaria, insieme con un insegnante di musica, tutti destinati alle classi della scuola secondaria di primo grado.
Il Dirigente scolastico ha assegnato le tre insegnanti di scuola primaria alle attività formative rivolte all’alfabetizzazione ed al rinforzo linguistico degli alunni di nazionalità non italiana, inseriti nelle classi della scuola secondaria di primo grado. Nelle predette attività, che si svolgono in orario curricolare, ciascuna delle tre insegnanti di scuola primaria è impegnata per 4 ore settimanali. In sostanza, l’organizzazione delle attività didattiche antimeridiane prevede che, durante le ore dedicate all’ alfabetizzazione ed al rinforzo linguistico, gli alunni di nazionalità non italiana debbano lasciare le rispettive classi, per costituire dei gruppi autonomi di apprendimento.
Il redattore del quesito ha posto due domande: con la prima ha chiesto di sapere se le tre insegnanti di scuola primaria possano partecipare alle riunioni dei Consigli di classe che accolgono gli alunni stranieri a loro assegnati; con la seconda, ha chiesto se vi sia qualche modalità didattica che consenta agli insegnanti delle materie curricolari, impegnati nelle classi cui appartengono gli studenti stranieri, di espletare al meglio la loro funzione educativo-istruttiva, funzione che potrebbe apparire di fatto molto limitata da un’organizzazione che sottrae quattro ore per settimana alle attività didattiche previste dal piano di studio delle classi stesse.
Orbene, in merito alla prima domanda, è opportuno che, in primo luogo, si faccia riferimento a quel che prescrive, in materia di scrutini, il Regolamento sulla valutazione degli apprendimenti, che è stato approvato con il D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009, il cui articolo 2, dedicato alla valutazione degli apprendimenti nel primo ciclo di istruzione, così recita: La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata nella scuola primaria dal docente ovvero collegialmente dai docenti contitolari della classe e, nella scuola secondaria di primo grado, dal Consiglio di classe, presieduto dal dirigente scolastico, o da un suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza.
Si potrà ammettere, quindi, che i docenti, che siano stati incaricati dell’espletamento di attività didattiche rivolte al potenziamento dell’offerta formativa (nel caso in esame, all’alfabetizzazione degli alunni stranieri) potranno essere ammessi alle operazioni di scrutinio se verrà loro riconosciuta la qualifica di componenti del Consiglio di classe.
Appare, perciò, necessario riferirsi al Testo Unico delle leggi sulla scuola, approvato con il D.P.R. n. 297, del 16 aprile 1994, il cui art. 5, dispone che il Consiglio di classe della scuola secondaria debba essere composto dai docenti di ogni singola classe.


L’evoluzione legislativa, giunta sino alla Legge 13 luglio 2015, n. 107, riconoscendo l’autonomia organizzativa alla singola scuola, declinata anche in termini di flessibilità, ha ammesso anche la possibilità che le attività didattiche si svolgano per gruppi di classi e per gruppi di alunni che presentino omogenei bisogni educativi.
Considerato, poi, che qualunque forma di attività didattica richiede che la scuola predisponga un piano programmatico che individui non soltanto gli obiettivi di apprendimento e i criteri per la loro valutazione, ma anche i relativi percorsi didattici, se ne dovrà trarre la conclusione che tutti gli insegnanti, anche coloro ai quali siano stati affidati insegnamenti o comunque attività educative, ritenute necessarie per la formazione degli alunni accolti nelle singole classi o nei diversi gruppi, hanno il diritto-dovere d’essere integrati nel collegio (Consiglio di classe) convocato per gli scrutini intermedi e finali. Sarebbe, infatti, irrealistico un sistema educativo che non desse rilievo alla funzione valutativa dell’insegnante al quale siano state affidate attività didattiche, in considerazione della rilevanza che la valutazione riveste nel processo formativo dell’alunno.
Spetterà al Collegio dei docenti stabilire, poi, le modalità concrete sulla cui base dovranno essere condotte le operazioni di scrutinio. Tanto lo si afferma, ai sensi del comma 5° dell’art. 1 del già citato Regolamento sulla valutazione degli alunni, secondo il quale spetta al Collegio definire modalità e criteri per assicurare omogeneità, equità e trasparenza della valutazione, nel rispetto del principio della libertà di insegnamento.
Sarà compito, quindi, del Collegio valutare quale funzione debba essere riconosciuta ai docenti che siano stati incaricati delle attività di potenziamento dell’offerta formativa, nel contesto operativo dei Consigli di classe, riuniti per le operazioni di scrutinio. Il Collegio, evidentemente, assumerà le proprie determinazioni in relazione al rilievo formativo che esso stesso avrà dato alle programmate attività di potenziamento dell’offerta formativa.
E’ verosimile pensare che, in via generale, agli insegnanti delle attività di potenziamento potrà essere assegnata una funzione meramente consultiva, non soltanto per quel che riguarda l’assegnazione non soltanto del voto in comportamento, ma anche di quello in discipline che siano ritenute affini agli insegnamenti compresi nel piano di studi delle materie curricolari.
Non si potrà, peraltro, escludere categoricamente che l’insegnante di attività di potenziamento sia chiamato a proporre autonomamente l’assegnazione del voto; ciò accadrà quando l’attività didattica che gli sia stata assegnata sia stata fatta rientrare, a pieno titolo, nel piano di studi della classe o del gruppo.
Quanto alla seconda domanda, si può suggerire agli insegnanti delle discipline curricolari delle classi che accolgono alunni stranieri di proporre al Dirigente scolastico una forma organizzativa che eviti di far coincidere sistematicamente le ore dedicate alle attività di alfabetizzazione e di rinforzo linguistico di questi alunni con le ore che il calendario settimanale delle lezioni assegna alla stessa disciplina.
Non ci sarebbe necessità alcuna di ristrutturare l’orario settimanale delle lezioni se, come accadeva un tempo, le attività rivolte al potenziamento dell’offerta formativa si svolgessero in orario pomeridiano. L’attuale prassi, che non può penalizzare gli insegnanti titolari delle attività di potenziamento, rispetto ai colleghi delle discipline curricolari, obbliga il Dirigente scolastico a individuare forme organizzative che, come si è detto, non limitino le funzioni di alcuni docenti soltanto.

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