• venerdì , 10 Luglio 2020

Come cambia il Piano di formazione

 

di Rita Bortone

Le novità introdotte e la Nota ministeriale del 15/9/2016, “Prime indicazioni per la progettazione delle attività di formazione destinate al personale scolastico”

 

Le prime indicazioni ministeriali

Ci interessiamo ancora di formazione dei docenti poiché il Piano nazionale non è ancora arrivato, ma è arrivata nelle scuole la Nota ministeriale del 15/9/2016, Prime indicazioni per la progettazione delle attività di formazione destinate al personale scolastico, che ne anticipa alcuni  passaggi significativi.

 

I punti affrontati sono tutti importanti:

  1. a) principi da condividere

– una obbligatorietà legata alla realizzazione del Ptof, alla responsabilità professionale di ogni docente, alla possibilità di fruizione di percorsi differenziati

– la formazione come ambiente di apprendimento continuo e teso al miglioramento

– la coerenza con il piano nazionale e con un piano triennale d’Istituto, parte integrante del Ptof e rispondente ai bisogni del contesto

– la fruizione individuale di una carta elettronica per la formazione e i consumi culturali

– il riconoscimento delle attività di formazione e ricerca ai fini della valorizzazione e dell’incentivazione delle professionalità

  1. b) logiche da interpretare

– una cultura dello sviluppo professionale continuo e diffuso, che attraversa  il Rav, il Pdm e il Ptof  per costruire un sistema di opportunità culturali  diversificate

  1. c) priorità individuate a livello nazionale

– autonomia organizzativa e didattica

– didattica per competenze e innovazione metodologica

– competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento

– competenze di lingua straniera

– inclusione e disabilità

– coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile

– integrazione e cittadinanza globale

– scuola e lavoro

– valutazione e miglioramento

  1. d) modalità di articolazione dei percorsi

– articolazione delle attività in Unità formative che indichino sia conoscenze, abilità e competenze  attese, sia la struttura del percorso  e le modalità di lavoro;

  1. e) organizzazione e funzioni di reti e scuole-polo

– reti di ambito e di scopo per affrontare in modo più organico problematiche comuni

– vincoli e requisiti delle scuole-polo nei confronti degli Usr, delle altre scuole, del territorio

  1. f) compiti degli Usr

– promozione e coordinamento

– costituzione di appositi  staff regionali.

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