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Come far diventare una scuola amica dei talenti

Abstract
L’Istituto comprensivo “Nicolò Zingarelli” di Bari è stato scelto dalla Rete “Alto Potenziale” come destinatario del progetto pilota di formazione dei docenti sull’alto potenziale cognitivo degli studenti. Qui alcune ragazze e ragazzi certificati gifted sono stati i primi nell’anno scolastico 2018/2019 a permettere l’avvio del modello di
inclusione e di coinvolgimento dell’intero gruppo classe grazie alla prima parte del progetto “Gifted children:
flessibilità tra le scuole pugliesi” finanziato dalla Regione Puglia

di Manuela Baffari*

Manuela Baffari
Dirigente scolastica Istituto Comprensivo “Nicolò Zingarelli” – Bari scuola capofila 2018-2019 Rete “Alto Potenziale”

Lo scorso anno scolastico 2018-2019 l’Istituto Comprensivo “N. Zingarelli” di Bari ha avuto il privilegio di essere stato individuato dalla Rete “Alto Potenziale” -che da anni si occupa in Puglia di divulgazione e progetti sull’alto potenziale cognitivo dei bambini come sede e scuola capofila – per promuovere attività di formazione e di divulgazione sulla tematica dell’alto potenziale cognitivo. La formazione ha coinvolto dirigenti, docenti e genitori attraverso sessioni di parent training.

L’ istituto è entrato nella Rete “Alto Potenziale” promossa dall’ associazione “Città dei bimbi” di Bari, che ha promosso il progetto pilota “Gifted children: flessibilità tra i banchi delle scuole pugliesi”, ideato e coordinato dalle giornaliste Claudia Cichetti ed Elisa Forte, supportato dal Lab Talento dell’Università di Pavia, diretto dalla professoressa Maria Assunta Zanetti e con la collaborazione della formatrice, l’insegnante Amelia Melaccio, in collaborazione con Confindustria Bari BatUniversus, il Comune di Bari, il Politecnico e l’Asl di Bari.  Hanno, inoltre, partecipato associazioni di genitori di bambini ad alto potenziale.

Per quanto attiene alle scuole, sono 30 gli istituti pugliesi che hanno chiesto di entrare nella rete.

Il progetto è stato finanziato dalla Regione Puglia per sostenere le spese necessarie alla organizzazione e realizzazione di tutti i lavori.

La proposta di formazione è stata accolta dall’Istituto Zingarelli con grande entusiasmo ed interesse, per una serie di importanti motivazioni di ordine didattico, metodologico ed educativo, dovute anche alla presenza nell’ istituto di quattro studenti con certificazione di plusdotazione cognitiva.

Il progetto si è articolato nel mese di dicembre 2018, in due giornate di eventi informativi a Bari, la prima presso la sede di Universus, il Consorzio Interuniversitario per la formazione e l’innovazione del Politecnico di Bari e la seconda nella sede di Confindustria Bari-Bat, a Bari.

Gli eventi sono stati curati da due esperti: dalla professoressa Maria Assunta Zanetti, professore associato presso il Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Pavia, psicologa e direttrice del Lab Talento di Pavia, Il Laboratorio Italiano di Ricerca e Intervento sullo sviluppo del Potenziale, del Talento e della Plusdotazione e dal dottor Gianluca Gualdi, psicologo.

Successivamente è stato realizzato dal regista Vincenzo Ardito uno spot girato proprio nelle aule dell’istituto, finalizzato a pubblicizzare e sensibilizzare il territorio sulla tematica.

Lo spot 2019 aveva l’obiettivo di mostrare cosa significa “essere dall’altra parte”, per i tanti “gifted children” che vanno seguiti con un percorso e con strumenti di apprendimento personalizzati.

Successivamente, a partire dal mese di marzo 2019 è stato organizzato un laboratorio di formazione tenuto dalla professoressa Zanetti per un gruppo di docenti della scuola “Zingarelli” e l’esperienza di formazione è stata particolarmente efficace.

L’agenda delle lezioni tenute dalla professoressa ha avuto come obiettivo quello di presentare adeguate modalità di intervento nei confronti degli alunni plusdotati e del gruppo classe, valorizzando le capacità di ciascuno. La professoressa ha esposto le caratteristiche del funzionamento cerebrale degli alunni gifted, i loro profili e ha reso noto ai docenti gli strumenti di riconoscimento e individuazione di questa tipologia di alunni. Si tratta di alunni “difficili” da intercettare che, talvolta, possono manifestare abilità e talenti in alcune aree e difficoltà specifiche in altre. Sono studenti molto intelligenti, ma che, spesso, fanno fatica a gestire le proprie emozioni e relazioni con i pari o gli adulti.

La formazione ha migliorato le competenze dei docenti nella scuola, utili ad attivare percorsi didattici personalizzati, attraverso strategie metodologiche appropriate ed efficaci. Tali strategie sono, infatti, indispensabili per valorizzare questa tipologia di alunni, sia a livello intellettivo, attraverso proposte di attività stimolanti, che a livello socio-emotivo, per favorire la piena inclusione nel gruppo classe. Il potenziamento delle competenze meta cognitive sono alla base dei Pdp (piano didattico personalizzato) di questi alunni.

Per sostenere l’intelligenza emotiva diventa importante “evitare di mettersi in simmetria” con i comportamenti che non tolleriamo: i bambini plusdotati sono molto sensibili alle emozioni, ma talvolta non sono in grado di controllarle e ciò può innescare atteggiamenti di scontro. Un atteggiamento empatico con i vissuti dell’alunno, una attitudine all’ascolto e alla comprensione possono sostenere la relazione tra questi ragazzi e i docenti, potenziando e rinforzando ad esempio la conoscenza delle proprie emozioni e di quelle altrui.

Da un punto di vista metodologico, per far fronte ai bisogni formativi relazionali e cognitivi degli allievi della scuola ed evitare la disaffezione di questi nell’attività didattiche, è necessario progettare strategie didattiche specifiche, quali l’arricchimento dei contenuti, le estensioni, le attività sfidanti realizzate attraverso il cooperative learning.

Esempi concreti sono: affidare il compito di approfondire un argomento da esporre alla classe attraverso una presentazione multimediale o una lezione frontale; proporre un argomento con materiale bibliografico o tratto dalla sitografia di riferimento, per presentare l’attività alla classe anche in lingua inglese; proporre esercizi più complessi durante il lavoro in classe; favorire la partecipazione a momenti di discussione e di attività di branstorming in classe; organizzare attività di potenziamento come la partecipazione a gare nazionali di matematica o di altre discipline, svolte sia in modo individuale che di gruppo; partecipare a progetti Pon laboratoriali ; migliorare il metodo di studio curando la fase di progettazione dell’attività attraverso una serie di richieste specifiche. Tutto ciò consente il potenziamento sia delle competenze e dei processi cognitivi che delle dinamiche relazionali.

. Interessanti e significative sono state le storie raccontate e le testimonianze illustrate nel corso della formazione dei docenti per sensibilizzarli ai bisogni degli alunni e per far capire come l’eccezionalità, se non sostenuta, può assumere traiettorie critiche. Pertanto, è fondamentale promuovere opportuni percorsi di supporto a scuola e aiutare i genitori nella gestione dei propri figli talentuosi.

La prof.ssa Zanetti, inoltre, ha tenuto numerosi incontri con psicologi e genitori interessati alla tematica, con l’intento di informarli sulle caratteristiche psicologiche e comportamentali di questi ragazzi all’ interno del gruppo-famiglia.

Il feedback relativo al progetto propostoci dalla Rete “Alto Potenziale”, il primo realizzato in una scuola in Puglia, è stato notevole dal punto di vista della formazione e della disseminazione dei contenuti.

L’esperienza della scuola “Nicola Zingarelli “ di Bari ha rappresentato solo l’avvio delle attività, perché un tema così nuovo, scientificamente comprovato, necessita di maggiore espansione, affinché più insegnanti possano perseguire un’azione veramente costruttiva, fattiva e consapevole di inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali all’interno del gruppo-classe e in senso più

Hanno collaborato Anna Libertino e Chiara Mitarotonda: docenti referenti degli alunni Bes dell’Istituto Comprensivo “N. Zingarelli” di Bari

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