• sabato , 14 Dicembre 2019

XX Festa della Legalità, le scuole al centro

Una festa e insieme un impegno, preso da adulti e giovani: la XX Festa della Legalità ha unito Lazio, Campania e Puglia in un percorso comune, sulla via della lotta alla criminalità e della non violenza

 

Da Lecce ad Ostia, passando per Caivano: un patto, quello sancito il 31 maggio scorso dalla XX Festa della Legalità, verso un impegno concreto nella lotta alle mafie e agli interessi che hanno reso Lazio, Campania e Puglia delle “alterità storicamente discriminate”.

La Festa della Legalità, voluta già nel 1998 dal procuratore della Repubblica Piero Luigi Vigna ed organizzata ogni anno da Centro antiviolenza “Renata Fonte” – Associazione Donne Insieme Onlus, ha sempre messo al centro delle sue attività i giovani, le scolaresche.

Ma quest’anno, insieme alle associazioni partner dell’iniziativa (l’associazione di genere Punto D, e Reama – la Rete per l’Empowerment e l’Auto Mutuo Aiuto per le donne che subiscono violenza – di Fondazione Pangea Onlus), si è voluto fare di più, rendere i ragazzi protagonisti oltre che spettatori: impegnandoli in un vero e proprio patto educativo con i compagni di due regioni diverse, e facendoli salire sul palco del Teatro del Lido di Ostia (RM), attori in performances diverse tra loro, ma unite dal filo conduttore della legalità, dalla lotta alla violenza di genere all’impegno contro il bullismo.

Queste le scuole coinvolte:

  • la scuola secondaria di primo grado “F. Cezzi” di Novoli (LE);
  • l’istituto comprensivo “Teresa Sarti” di Campi Salentina (LE);
  • l’istituto comprensivo di Poggiardo (LE);
  • l’istituto comprensivo di Minervino di Lecce e Santa Cesarea Terme (LE);
  • l’istituto di istruzione secondaria superiore “Galilei – Costa” di Lecce;
  • l’istituto di istruzione secondaria superiore “Enrico Fermi” di Lecce;
  • l’istituto di istruzione secondaria superiore “Adriano Olivetti” di Lecce;
  • l’istituto di istruzione superiore “Carlo Urbani” di Ostia (RM);
  • l’istituto professionale “Francesco Morano” di Caivano (NA).

 

Un teatro pieno e coinvolto, emozionato a tratti, quello che ha accolto ragazze e ragazzi di età diverse, insieme a docenti e dirigenti accompagnatori.

 

Il premio “Renata Fonte” 2019

Sin dalla sua nascita, fulcro della Festa della Legalità è l’assegnazione del premio Centro antiviolenza “Renata Fonte” a personalità che, in campi diversi, hanno dato un contributo importante alla diffusione della cultura della legalità. Un premio intitolato ad una donna, Renata Fonte, assessora del Comune di Nardò (LE) uccisa nel 1984 per essersi opposta alle speculazioni edilizie nel parco di Porto Selvaggio, nel Salento.

Fonte, riconosciuta ufficialmente come vittima di mafia 18 anni dopo la morte, è l’emblema dei valori che l’omonimo Centro antiviolenza riconosce ai destinatari del Premio.

Tra loro quest’anno c’è una donna in particolare, una dirigente scolastica: Eugenia Carfora, dirigente scolastica dell’Istituto professionale del Parco Verde di Caivano (NA), che si è opposta al reclutamento dei giovani da parte della camorra, rafforzando il ruolo della scuola come presidio di democrazia. A lei, il Premio Centro antiviolenza “Renata Fonte” è stato consegnato “per la sua instancabile lotta all’emarginazione, il costante rifiuto dell’omertà, la resistente ricerca di parole, in cui l’attraversamento del luogo di frontiera diviene un fattivo impegno di prevenzione, di tutela della legalità e di lotta contro la dispersione scolastica, unico modo per progettare un futuro. Atti di eroismo quotidiano di chi considera l’insegnamento uno dei valori portanti della società. Attraverso questo Premio il nostro grazie, perché l’investimento sulle giovani generazioni rappresenta l’unica e vera speranza per questo Paese”.

 

Cinque le altre personalità premiate, in gran parte donne:

  • Ilaria Cucchi (sorella di Stefano Cucchi), “per l’inesauribile impegno nella ricerca di verità e giustizia; per la caparbietà con cui combatte in difesa dei diritti umani; un amore fraterno che si trasforma in indomita forza, in battaglia contro un potere che per legittimarsi ha necessità di diventare violenza. Il suo meraviglioso contributo è diventato un esempio per tutti di speranza senza resa”; assente in teatro perché impegnata in una nuova udienza contro gli assassini del fratello, Cucchi ha ringraziato gli organizzatori per il premio;
  • Linda Laura Sabbadini (statistica ed editorialista, già dirigente Dipartimento Politiche sociali e ambientali, ISTAT), che “attraverso la sua straordinaria competenza professionale ha potuto e saputo mettere in luce la condizione della donna nel nostro Paese trasformando la materia statistica in esperienza vissuta e palpitante. Col suo impegno, unica donna direttore di dipartimento dell’Istituto Nazionale di Statistica responsabile del settore sociale e ambientale, ha infatti guidato un processo di rinnovamento delle statistiche sociali e di genere portando per la prima volta ad interrogarsi sul sommerso. Con questo premio va il nostro sincero ringraziamento di donne che per la prima volta, grazie al suo instancabile lavoro, da invisibili che erano si sono viste riconosciute nella loro sofferenza e nella loro forza”;
  • Paola di Nicola (giudice presso il Tribunale penale di Roma), “per la capacità, e lo straordinario entusiasmo con cui ha saputo rilanciare, dalla sua prospettiva di giudice, una riflessione culturale su temi anche scomodi e spesso rimossi. Per l’impegno con cui ha avviato un’opera di sensibilizzazione quanto mai necessaria sulle questioni di genere, utile al riconoscimento e al superamento degli stereotipi sia quando rappresentano ostacolo alla piena realizzazione delle potenzialità di ognuno sia quando, nello svolgimento di varie attività professionali inclusa quella della magistratura, agiscono come pregiudizio interiorizzato. Per la lucida e appassionata forza con cui porta la sua testimonianza, ricca e aperta al confronto internazionale, capace di mettere in luce un fenomeno che travalica i confini nazionali e non può essere ignorato in una Europa che ha assunto l’uguaglianza di genere come valore e principio”;
  • Antonio Maruccia (procuratore generale Corte d’Appello di Lecce), “per il suo intento assiduo e profondo contro le mafie e le logiche delinquenziali, sempre al servizio del valore della legalità. Per il coraggio con cui ha esplorato, nel nostro territorio, il sottobosco di connivenze che si è annidato per tanto tempo nella cosiddetta “terra di mezzo”. Per la determinazione con cui è riuscito a rendere alcuni procedimenti agili e veloci restituendo congruità al senso di giustizia. Per la sua capacità di coniugare con estrema sensibilità, attraverso un lavoro svolto con spirito di abnegazione, il ruolo terzo e la vicinanza alla gente”.

A chiusura della XX Festa della Legalità, alle scolaresche partecipanti è stato consegnato un attestato: riconoscimento, e insieme memento, per l’impegno preso.

 

Alcuni scatti a margine della manifestazione