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Gli adempimenti sul Programma annuale e FIS 2017/18

Le novità nei consueti procedimenti, alla luce del nuovo contesto normativo sulla trasparenza e sul rendiconto sociale nella PA. Norme, scadenze, schemi di provvedimento

Redazione del Programma Annuale e Contrattazione Integrativa sono i prossimi adempimenti dettati da scadenze puntualmente previste da disposizioni normative. Sebbene siano procedimenti che si ripetono annualmente, vanno evidenziati tutti quegli aspetti e risvolti che trovano impatto nel nuovo contesto normativo sulla trasparenza e sul cosiddetto rendiconto sociale di ogni risorsa economica gestita dall’amministrazione pubblica.

di Marco Graziuso

A seguito della comunicazione del MIUR prot. n. 19107 del 28/09/2017, riguardante l’avviso di assegnazione delle risorse finanziarie relative all’a.s. 2017/18, relative al funzionamento amministrativo didattico e al Fondo dell’Istituzione Scolastica a carico del Cedolino Unico, le Istituzioni Scolastiche possono effettuare nei termini previsti la predisposizione del Programma Annuale per l’E.F. 2018 e, di conseguenza, il Contratto Integrativo di Istituto per il corrente anno scolastico.

In attesa del nuovo Regolamento di contabilità, in sostituzione del D.I. n. 44/2001, ancora una volta si predisporrà il Programma annuale su basi presunte entro il 15 dicembre e a gennaio si procederà con una consistente e rilevante variazione per riportare nel documento programmatico dati certi e reali, così da poter procedere con una gestione più oculata e corretta.

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Sempre in tema di programmazione e gestione delle risorse economiche, oggettivamente è evidente che alcune modalità operative ormai fissate e consolidate sono messe in discussione in un contesto come quello attuale, che di anno in anno sta cambiando e trasformando.

Per esempio, non rientrando più all’interno del Programma Annuale le risorse del Fondo dell’Istituzione Scolastica, gestito attraverso la modalità del Cedolino Unico, non sarà più possibile quella complementarietà con il Piano dell’Offerta Formativa, scomparendo di fatto le schede di progetto che venivano finanziate con tali fondi. E anche di questo si dovrebbe tener conto in fase di revisione del citato Regolamento di contabilità.

Andrebbe ora colta, invece, un’opportunità che, alla luce delle recenti novità in tema di trasparenza di tutta l’azione amministrativa, obbliga anche le Istituzioni Scolastiche a utilizzare ogni strumento per adempiere ad un obbligo richiesto sempre più da tutti i cittadini.

Infatti, in tema di trasparenza e correttezza istituzionale, chi eroga qualsiasi finanziamento, sia ente pubblico che privato, pretende ormai un rendiconto puntuale e circostanziato dello stesso finanziamento.

Prendendo spunto dai finanziamenti della Comunità Europea, chi gestisce tali risorse conosce ormai nel dettaglio come deve essere certificata ogni spesa all’interno della singola scheda finanziaria che si riferisce solo ed esclusivamente al relativo finanziamento assegnato.

Lo stesso procedimento viene spesso utilizzato per i finanziamenti della Regione, della Provincia e dei Comuni, che a volte non esitano a richiedere copia della scheda finanziaria e del relativo partitario di spesa.

Tra i finanziamenti dei privati, vanno evidenziati quelli provenienti dalle famiglie sotto forma di contributi volontari, la cui destinazione deve essere rigorosamente trasparente.

Non rientrando più all’interno del Programma Annuale le risorse del Fondo dell’Istituzione Scolastica, gestito attraverso la modalità del Cedolino Unico, non sarà più possibile quella complementarietà con il Piano dell’Offerta Formativa, scomparendo di fatto le schede di progetto che venivano finanziate con tali fondi

Utilizzare, quindi, una scheda finanziaria per ciascun finanziamento, in previsione di una dettagliata e chiara rendicontazione, potrà rivelarsi strategicamente rilevante ed efficace, per rispondere con maggiore responsabilità e più rigoroso dovere istituzionale alla pressante domanda di trasparenza e partecipazione proveniente dal contesto sociale.

Nel proporre l’iter procedurale nella predisposizione del più importante documento contabile dell’Istituzione scolastica, si richiamano i riferimenti normativi tuttora in vigore e alcune prassi utili a gestire al meglio le risorse economiche a disposizione.

Principi generali

Art. 1 comma 2 D.I. n. 44/2001

L’autonoma allocazione delle RISORSE da Entrate senza vincolo di destinazione rafforza il principio dell’Autonomia Scolastica, secondo la logica del BUDGET.

Se le risorse ministeriali vanno a finanziare solo le schede di Attività (A1 – A2 – A3 – A4) potrà essere più immediata la lettura dei monitoraggi dei flussi da parte del MIUR.

 

D.I. n. 44/2001

art. 3

art. 8

Il Programma Annuale resta:

§  predisposto dal Dirigente Scolastico

§  corredato del parere di regolarità contabile, se i Revisori hanno effettuato la visita

§  entro il 31 ottobre proposto dalla Giunta Esecutiva al Consiglio di istituto

§  deliberato dal Consiglio di Istituto

Una volta inviato ai componenti del Consiglio di Istituto, si potrà programmare la data per la deliberazione; data che andrà comunicata ai Revisori dei conti per poter effettuare la relativa visita ed esprimere il parere.
Entro il 15 dicembre Anche nel caso di mancata acquisizione del parere dei Revisori dei conti, il Consiglio di Istituto delibera il Programma Annuale, predisposto dal Dirigente Scolastico e proposto dalla Giunta esecutiva con apposita relazione.

Si sottolinea l’ipotesi di mancata acquisizione del parere dei Revisori dei conti, in quanto la tempistica non deve essere condizionata dai Revisori stessi, sia per quanto riguarda il rispetto della data del 15 dicembre, sia per quanto riguarda il rinvio ad altra data, per altre oggettive ragioni.

Entro 16 febbraio Se il P.A. non è stato approvato entro 45 giorni dall’inizio dell’esercizio finanziario, il Dirigente scolastico ne dà comunicazione all’Ufficio Scolastico Regionale per la nomina di un Commissario ad acta.

Ovviamente la gestione finanziaria viene svolta in esercizio provvisorio, fino all’approvazione definitiva del P.A.

Contenuti della Relazione illustrativa

Con riferimento alle disposizioni in vigore, le risorse assegnate dallo Stato, costituenti la dotazione ordinaria di istituto sono utilizzate senza altro vincolo di destinazione che quello prioritario per lo svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento proprie dell’Istituzione scolastica , come previste e organizzate nel Piano dell’Offerta Formativa.

in tema di trasparenza e correttezza istituzionale, chi eroga qualsiasi finanziamento, sia ente pubblico che privato, pretende ormai un rendiconto puntuale e circostanziato dello stesso finanziamento. E’ necessaria una scheda finanziaria per ciascun finanziamento

Il Dirigente Scolastico, responsabile della gestione finanziaria, nella redazione del Programma Annuale provvede all’autonoma allocazione delle risorse finanziarie provenienti dal MIUR, esplicitando le sue scelte all’interno dei documenti previsti e allegati alla presente relazione.

Il Programma Annuale  viene  predisposto in coerenza con le finalità delineate dal POF, documento dal quale emergono i diversi livelli della progettazione d’istituto (curriculare, educativa, organizzativa).

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Lo stesso Programma tiene in debito conto l’ampliamento dell’offerta formativa che si attua attraverso la realizzazione dei vari Progetti, tutti rispondenti agli obiettivi educativi e didattici tracciati dai Programmi ministeriali vigenti e opportunamente coniugati con le caratteristiche socio economiche e culturali del territorio di riferimento.

Per obbedire ai principi e alle esigenze di trasparenza e ampia partecipazione, le schede finanziarie allegate al Programma Annuale dimostrano come viene utilizzato ogni singolo  finanziamento assegnato.

Le Entrate del Programma Annuale

L’Avanzo di amministrazione costituisce la prima risorsa a disposizione e particolare attenzione va posta non solo nella fase di determinazione, ma soprattutto nella fase di un giusto utilizzo.

Nonostante le varie sollecitazioni ministeriali, ancora molte situazioni finanziarie presentano evidenti anomalie e criticità, del tipo:

 

  Situazione anomala Situazione critica, ma sotto controllo
Fondo cassa al 31/12 10.000,00 10.000,00
Residui attivi 25.000,00 25.000,00
Residui passivi 15.000,00 8.000,00
Avanzo di amministrazione al 31/12 20.000,00 27.000,00
Per pagare i residui passivi non è sufficiente la cassa, ma occorre attendere la riscossione dei residui attivi, che potrebbero nel corso degli anni rivelarsi inesigibili. La cassa è sufficiente a pagare i residui passivi.
In entrambi i casi, prima di utilizzare completamente l’avanzo, si dovrà porre la massima attenzione alla reale esigibilità dei residui attivi.

Art. 3 comma 3 D.I. n. 44/2001

L’effettiva realizzazione dell’avanzo di amministrazione impone maggiore oculatezza nella fase degli accertamenti, ai fini della completa utilizzazione per la copertura delle spese, per non correre il rischio che i residui attivi diventino incerti, di difficile esazione e, infine, assolutamente inesigibili.
Utilizzo dell’avanzo di amministrazione Ove si verifichi la necessità di impiego di quote vincolate dell’avanzo di amministrazione, dette quote possono essere inserite nella programmazione di spesa, nel rispetto del vincolo, tenendo, però, presente, in corso di gestione, quanto disposto dall’articolo 3, comma 3 del D.I. n. 44/2001 : “In apposito prospetto sono indicati i singoli stanziamenti di spesa correlati all’utilizzazione del presunto avanzo di amministrazione. Detti stanziamenti possono essere impegnati solo dopo la realizzazione dell’effettiva disponibilità finanziaria e nei limiti dell’avanzo effettivamente realizzato”.

 

Ovviamente, alla data del 31 ottobre l’Avanzo di amministrazione sarà determinato indicando nell’apposito Modello C le entrate e le spese presunte fino al 31 dicembre. Per maggiore prudenza, si potranno aumentare le spese presunte per ridurre al minimo l’entità dell’avanzo da prelevare e iscrivere nell’E.F. 2017.

Ai sensi dell’art. 3 del D.I. n. 44/2001, la tabella dimostrativa dell’avanzo di amministrazione, con il riassunto delle economie verificatesi nell’E.F. precedente, riporta le relative consistenze.

Prendendo spunto dai finanziamenti della Comunità Europea, chi gestisce tali risorse conosce ormai nel dettaglio come deve essere certificata ogni spesa all’interno della singola scheda finanziaria che si riferisce solo ed esclusivamente al relativo finanziamento assegnato

Tale prospetto dovrà essere riproposto in sede di prima variazione al Programma annuale, riportando puntualmente e correttamente l’effettiva rideterminazione delle economie verificatesi nella gestione precedente.

Detti stanziamenti possono essere impegnati solo dopo la realizzazione dell’effettiva disponibilità finanziaria e nei limiti dell’avanzo effettivamente realizzato.

 

Descrizione finanziamenti vincolati P1 P2 P3 Destinazione nell’E.F. attuale
Aggiornamento 200,00 P1
Ampliamento Offerta Formativa 300,00 P2
Viaggi d’istruzione 400,00 P3
….
….
….
Finanziamenti Non vincolati

 

Aggregazione 02 – Finanziamento dello Stato

Descrizione

Importo

Destinazione

02/01/01 Assegnazione BUDGET Funzionamento    

A1

A2

F.Ris

02/01/02 Assegnazione Spese servizi di pulizia   A1

 

02/01/03 Assegnazione ……   P1
Ciascuna risorsa ministeriale finanzia una scheda finanziaria per consentire una più rapida e trasparente rendicontazione e conseguente utilizzo delle relative economie.

 

 

Aggregazione 04 – Finanziamenti da Enti locali o da altre Istituzioni pubbliche
04/01 Unione Europea

Le risorse si riferiscono all’assegnazione del Piano Integrato d’Istituto a.s. … autorizzato dal MIUR con prot. n. ….. complessivamente pari a €.

………………….

………………….

   

 

 

 

P…

P…

04/04

 

Comune non vincolati   P…
04/06 Altre Istituzioni

Le risorse si riferiscono all’assegnazione per Progetto ……..

  P…

 

Aggregazione 05 – Contributi da privati
05/01 Famiglie non vincolati Contributo ……..   P…
05/02/01 Famiglie vincolati Contributi alunni per viaggi d’istruzione

 

  P…

La gestione dei contributi delle famiglie merita un’attenzione particolare.

Il corretto ricorso a tale fonte di finanziamento richiede una puntuale analisi delle disposizioni che attualmente prendono in esame l’argomento, soprattutto con l’introduzione dell’autonomia scolastica.

 

D.Lgs. n. 297/1994

Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado.

Art. 143 comma 2 Per l’iscrizione alla scuola elementare non si possono imporre tasse o richiedere contributi di qualsiasi genere.
Art. 176 comma 3 Per l’iscrizione e la frequenza alla scuola media non si possono imporre tasse o richiedere contributi di qualsiasi genere.

Art. 17 DPR n. 275/1999

Regolamento Autonomia

con effetto dal 01/09/2000 i commi sopra esposti sono abrogati.
Scuole secondarie superiori:

Risalendo a norme antiche emanate tra gli anni 1924 e 1931, Regio Decreto n. 969 e Legge n. 889, si trovano riferimenti alla possibilità che i consigli di amministrazione potessero imporre …

…“altre tasse speciali per le assicurazioni degli alunni contro gli infortuni, per il rimborso del materiale di consumo nelle esercitazioni pratiche, per gli esercizi di educazione fisica”

…“contributi speciali per le spese di laboratorio, per le esercitazioni, per garanzia di danni, per consumo di materiali o per altro titolo”

D. I. n. 44/2011

Regolamento concernente le “Istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche”

art. 9 comma 3 La riscossione delle rette, delle tasse, dei contributi e dei depositi di qualsiasi natura poste a carico degli alunni è effettuata anche mediante il servizio dei conti correnti postali.
Nota MPI n. 2467 del 03/12/2007

A.F. 2008 – Programma annuale delle istituzioni scolastiche – Modifiche al piano dei conti.

Contributi da privati

Contiene tutti versamenti a qualsiasi titolo effettuati da genitori, alunni, privati (persone fisiche o giuridiche). Sono comprese, ad esempio, donazioni per effettuare le attività dell’Istituzione. A sua volta è suddiviso in:
Famiglie non vincolati

 

che comprendono tutti i versamenti effettuati dalle famiglie che non hanno una destinazione vincolata ad uno specifico progetto / attività come ad esempio il contributo per laboratori, quello volontario, ovvero rette e tasse, pagelle.
Famiglie vincolati

 

che comprendono i versamenti effettuati dalle famiglie che hanno una destinazione vincolata ad uno specifico progetto / attività. Tra questi ultimi ricadono ad esempio i versamenti per i viaggi d’istruzione e quelli per l’assicurazione Responsabilità civile o infortuni. Vanno inseriti qui anche i lasciti, le eredità, i legati finalizzati a borse di studio.

 

La lettura in ordine cronologico delle norme aiuta a comprendere meglio la stessa evoluzione dei termini, come contributo, tassa, versamenti, specialmente a partire dall’introduzione dell’Autonomia scolastica.

Direttive e istruzioni sono mancate per tutto il periodo e non si è neanche approfittato delle modifiche al piano dei conti, le cui note sono risultate troppo sintetiche e generiche.

Il Dirigente Scolastico, responsabile della gestione finanziaria, nella redazione del Programma Annuale provvede all’autonoma allocazione delle risorse finanziarie provenienti

Desta sicuramente qualche perplessità l’inserimento dei contributi per laboratori tra quelli non vincolati,

anche se la natura giuridica di tutti i contributi risulta chiaramente di carattere volontario ed estesa a tutte le Istituzioni scolastiche, cui spetta l’obbligo di osservare la distinzione tra le finalità con vincolo di destinazione da quelle non vincolate, anche con riferimento a quanto contenuto nel Testo Unico delle Imposte sui redditi:

 

D.P.R. n. 917 del 22/12/1986

Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi.

Art. 15 [13 bis] – Detrazioni per oneri

Lettera aggiunta dal comma 3 dell’art. 13, D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, con la decorrenza indicata nel comma 8 dello stesso articolo.

i-octies) le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro appartenenti al sistema nazionale di istruzione di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa;

la detrazione spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241

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Restando il carattere volontario, il contributo versato dalle famiglie con le finalità sopra richiamate è oggetto di detrazione d’imposta, se tali finalità risultano nella specifica causale si pagamento.

 

E’ evidente che la gestione di dette risorse deve essere improntata ai noti principi di massima trasparenza e puntuale correttezza nella registrazione dei dati contabili, la cui lettura deve favorire ogni legittima azione di controllo e rendiconto, così da poter tradurre gli stessi dati contabili in concreta restituzione di beni e/o servizi alla comunità che ha erogato quei contributi.

Realizzazione attività

E’ fondamentale che nel programma annuale non si inseriscano attività che non si è ragionevolmente sicuri di poter realizzare anche finanziariamente (principi della trasparenza e della veridicità del programma annuale – art. 2 comma 2 D.I. 44/01).

Pertanto la programmazione deve essere impostata tenendo conto delle effettive possibilità di realizzazione delle attività, evitando di prevedere entrate il cui successivo accertamento non è attendibile e spese per le quali non sussiste certezza di copertura.

Accertamenti

 La risorsa finanziaria assegnata potrà essere accertata in entrata all’atto dell’approvazione del programma (art. 2 comma 8 D.I. 44/01).

L’ulteriore risorsa riferita al “Cedolino unico” non dovrà essere  prevista in bilancio e tantomeno accertata.

Impegni di spesa

Con riguardo agli impegni di spesa, si rammenta che, ai sensi dell’articolo 11 del D.I. 44/01, formano impegni le sole somme dovute a seguito di obbligazioni giuridicamente perfezionate e riferite all’esercizio in corso. È, quindi, necessario che ciascuna Istituzione scolastica proceda alla tempestiva corretta assunzione degli impegni di spesa, al fine di garantire il regolare andamento della gestione.

Si tenga conto anche di quanto dispone il D.Lgs. n. 192/2012 in tema di ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.

Il termine massimo previsto per pagare i fornitori e prestatori di servizi viene fissato in 30 giorni, con possibili proroghe a 60 giorni per casi particolari.

Contratti di supplenza tutti i contratti con il loro perfezionamento costituiscono obbligazioni giuridiche e formano impegno di spesa, in particolare, i contratti di supplenza breve, una volta firmati dal dirigente scolastico e dal diretto interessato, costituiscono obbligazioni giuridicamente perfezionate e in quanto tali formano impegno di spesa, da gestire con le modalità del Cedolino Unico.
Spese dei contratti per servizi di pulizie l’eventuale contratto di esternalizzazione dei servizi di pulizia nonché gli eventuali contratti di collaborazione coordinata e continuativa sono obbligazioni giuridicamente perfezionate e formano impegni di spesa per il periodo previsto in contratto, da iscrivere in bilancio per la parte di pertinenza dell’esercizio finanziario in corso.
Impegni e stanziamenti Le obbligazioni giuridicamente perfezionate e dunque i corrispondenti impegni di spesa, possono essere assunte solo nei limiti dello stanziamento dello specifico aggregato (art. 11 comma 1 D.I. 44/01).
Attività contrattuale  Le istituzioni possono stipulare convenzioni e contratti nel rispetto dei vincoli di cui al Titolo IV (attività negoziale) del D.I. 44/01. In particolare, si richiama l’art. 31 comma 4 D.I. 44/01, che dispone E’ fatto divieto alle istituzioni scolastiche di acquistare servizi per lo svolgimento di attività che rientrano nelle ordinarie funzioni o mansioni proprie del personale in servizio nella scuola, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 33, comma 2, lettera g)” (contratti di prestazione d’opera con esperti per particolari attività ed insegnamenti) “e dall’articolo 40” (contratti di prestazione d’opera per l’arricchimento dell’offerta formativa).

Le Spese

 

Attività

Previsione Finalità
A01 Funzionamento amministrativo generale    Le spese previste sono necessarie per garantire un corretto funzionamento amministrativo dell’Istituzione scolastica.

Risultano in previsione spese per:

acquisto di macchinari per ufficio, cancelleria, riviste giuridiche, materiale tecnico e informatico, materiale di pulizia, assistenza e manutenzione attrezzature d’ufficio, materiale informatico, spese postali, assicurazione infortuni, oneri per servizi ex LSU.

La somma di Euro 400,00 rappresenta il fondo minute spese a disposizione del Direttore SGA, per assicurare gli acquisti di immediata urgenza.

A02 Funzionamento didattico generale   Le spese previste sono necessarie per garantire il funzionamento didattico dell’Istituzione scolastica.

Risultano in previsione spese per:

beni di consumo necessari alle attività didattiche, libri e pubblicazioni per l’attività della biblioteca, manutenzione delle attrezzature didattiche, noleggio fotocopiatrici per uso didattico, acquisto sussidi didattici.

A03 Spese di personale  
A04 Spese d’investimento   Le eventuali previsioni di spesa finalizzate all’ammodernamento delle apparecchiature dei laboratori saranno effettuate compatibilmente con le risorse assegnate.

 

Disponibilità finanziaria da programmare Va sottolineato che una somma pari all’ammontare dei residui attivi di competenza dello Stato venga opportunamente inserita nell’aggregato Z “disponibilità da programmare”.

Ciò in quanto il programma annuale costituisce lo strumento attraverso il quale viene programmata l’attività finanziaria di ciascuna Istituzione scolastica, in relazione agli obiettivi che si intendono realizzare e alla destinazione delle risorse disponibili, in coerenza con le previsioni del piano dell’offerta formativa. La programmazione è efficace nella misura in cui aiuta la scuola a progettare e a realizzare le attività stesse. Un programma annuale che non si realizzi dal punto di vista finanziario, non è uno strumento di programmazione efficace.

Le delibere del Consiglio

IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

Ascoltati gli interventi del Presidente e del Dirigente Scolastico e la discussione che ne è seguita;

Visto l’art. 21 legge 15 marzo 1997, n. 59;

Visto il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275;

Visto il Regolamento concernente le “Istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle Istituzioni Scolastiche”, D.I. n. 44/2001;

Vista la nota MIUR prot. n. 19107 del 28/09/2017;

Visto il Programma Annuale per l’E.F. 2018 predisposto dal Dirigente Scolastico e riportato nell’apposita modulistica ministeriale;

Vista la proposta della Giunta Esecutiva in data ……………..;

Visto il parere di regolarità contabile reso dal Collegio dei Revisori dei Conti in data …………….. ovvero non reso in quanto non è stata effettuata la visita se pur informati entro i tempi previsti e comunque in possesso della documentazione opportunamente inviata;

Verificato che il Programma Annuale per l’E.F. 2018 è coerente con  i contenuti del Piano dell’Offerta Formativa (POF), adottato dal Consiglio;

DELIBERA

di approvare il Programma Annuale per l’E.F. 2018 con un pareggio complessivo pari a €. ….. così come predisposto dal Dirigente Scolastico, proposto dalla Giunta Esecutiva, e riportato nella modulistica ministeriale modelli A – B – C – D – E ;

di stabilire il limite del fondo per le minute spese da anticipare al Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, ai sensi e per gli effetti dell’art 17 D.I. n. 44/2001, nella misura di 400,00 Euro;

di disporne la pubblicazione all’albo dell’Istituzione Scolastica e l’inserimento nel sito web dell’Istituzione medesima, ove sia stato già realizzato.

E’ fondamentale che nel programma annuale non si inseriscano attività che non si è ragionevolmente sicuri di poter realizzare anche finanziariamente (principi della trasparenza e della veridicità del programma annuale)

Ai sensi dell’art. 14 del DPR n. 275/1999, avverso la presente deliberazione è ammesso reclamo al Consiglio stesso da chiunque vi abbia interesse entro il quindicesimo giorno dalla data di pubblicazione all’albo della scuola.

Decorso tale termine la deliberazione diventa definitiva e può essere impugnata solo con ricorso giurisdizionale al TAR o ricorso straordinario al Capo dello Stato, rispettivamente nei termini di 60 e 120 giorni.

IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

Visto il D.Lgs. n. 297/1994 e succ. modificazioni e integrazioni;

Visto il DPR n. 275/1999;

Visto il D.I. n. 44/2001 – art. 9 comma 3;

Visto il Piano dei conti relativo alla gestione del Programma Annuale – Sez. Contributi da privati;

Visto il T.U. n. 917 del 22/12/1986 e succ. modificazioni e integrazioni, art. 15 recante Detrazioni per oneri, con particolare riferimento alla lett. i-octies

Visto il Programma Annuale per l’EF ……..

Vista la proposta della Giunta Esecutiva;

Considerati legittimi i presupposti per richiedere un contributo volontario alle famiglie

DELIBERA

Di istituire un contributo volontario a carico delle famiglie così determinato:

Contributo per

laboratorio di ……………………..

laboratorio di …………………….

 

Euro …………..

Euro …………..

Contributo per assicurazione R.C. e infortuni Il contributo verrà determinato a seguito della definizione della relativa procedura di individuazione del miglior offerente
Contributo per viaggi di istruzione Il contributo verrà determinato a seguito della definizione della relativa procedura di individuazione del miglior offerente
Contributo finalizzato all’innovazione tecnologica riguardante

………………………………………………………………….

 

Euro ………..

Contributo finalizzato all’edilizia scolastica per

…………………………………………………………..

 

Euro ……….

Contributo finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa

Progetto ………………………

Progetto ………………………

 

Euro ……………

Euro ……………

Di destinare dette risorse in apposite schede di progetto, così da poter risultare più leggibile il relativo rendiconto, anche in funzione di riutilizzare eventuali somme in economia.

Di dare adeguata informazione alle famiglie, anche sulle opportunità di fruizione delle detrazioni fiscali.

La Contrattazione Integrativa di Istituto

Sicuramente le risorse a disposizione sono sempre più esigue, ma con gli elementi contenuti nella citata nota ministeriale le Istituzioni Scolastiche potranno programmare le attività, sia del personale docente che del personale ata, e sottoscrivere la contrattazione integrativa di istituto entro tempi ragionevoli.

Si evidenziano di seguito alcuni aspetti da non sottovalutare, per una corretta gestione dell’intera procedura.

DIRIGENTE SCOLASTICO e DIRETTORE SGA
Predispongono un atto di costituzione del Fondo per la Contrattazione Integrativa, premessa formale necessaria per l’avvio della contrattazione.

COLLEGIO DOCENTI

E’ l’organo che individua le attività da retribuire con il FIS.

Definisce tutte le figure di sistema organicamente funzionali e correlate all’attuazione del POF.

Solo i Collaboratori del Dirigente scolastico saranno individuati da quest’ultimo, per la gestione di attività organizzative e gestionali.

CONSIGLIO DI ISTITUTO Acquisisce le delibere del Collegio Docenti.

Da un’attenta e sistematica lettura del CCNL 29/11/2007, in particolare dell’art. 6 e dell’art. 88, si evince che il Consiglio di Istituto deve tener conto:

della compatibilità finanziaria

delle attività da retribuire che devono trovare corrispondenza nel POF

dei contenuti del Piano delle attività del Personale Docente e ATA

La stessa delibera può essere preceduta dall’avvio della contrattazione.

DIRIGENTE SCOLASTICO Dopo aver predisposto il Piano delle attività del Personale Docente e aver dato le direttive al Direttore SGA per la predisposizione del Piano delle attività ATA, coadiuvato dallo stesso Direttore SGA nella determinazione del FIS, il Dirigente scolastico procede alla definizione della contrattazione.

La relazione illustrativa a cura del Dirigente Scolastico dovrà:

illustrare gli aspetti procedurali e la sintesi del contenuto del contratto;

illustrare e attestare la compatibilità con i vincoli derivanti da norme di legge e contratto nazionale.

evidenziare il significato, la ratio e gli effetti attesi da ogni norma, anche e soprattutto con riferimento alla natura premiale e selettiva cui è connessa l’erogazione delle risorse, la ricaduta sui livelli di produttività individuale e collettiva, la garanzia del servizio pubblico, l’interesse specifico della collettività.

DIRETTORE SGA La relazione tecnico finanziaria a cura del Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi dovrà:

riportare la costituzione del Fondo per la Contrattazione Integrativa;

evidenziare la definizione delle poste di destinazione del Fondo;

riportare lo schema generale riassuntivo del Fondo;

esprimere la compatibilità economico-finanziaria e la modalità di copertura degli oneri del Fondo con riferimento agli strumenti annuali del Bilancio.

R.S.U.

 

Con la eventuale partecipazione dei Rappresentanti territoriali delle OO.SS. di categoria firmatarie del CCNL Scuola, le R.S.U. sono i soggetti che hanno titolo a trattare con il Dirigente scolastico e a stipulare il Contratto integrativo d’istituto, sotto forma di ipotesi, di norma entro il 30 novembre.
REVISORI DEI CONTI Effettuano il controllo sulla compatibilità dei costi con i vincoli di bilancio e la relativa certificazione degli oneri. A tal fine l’ipotesi di contratto è inviata dal Dirigente scolastico per il controllo, entro cinque giorni dalla data di sottoscrizione, corredata delle relazioni illustrativa e  tecnico finanziaria.

Trascorsi 30 giorni senza rilievi, il Contratto Integrativo viene definitivamente stipulato e produce i conseguenti effetti.

Dopo il parere dei Revisori dei conti provvede all’invio all’ARAN e al CNEL di:

Contratto Integrativo

Parere dei Revisori dei conti

Relazione Tecnico – Finanziaria a cura del Direttore SGA

Relazione illustrativa a cura del Dirigente Scolastico

DIRIGENTE SCOLASTICO Assegna incarichi con obiettivi, con definizione di indicatori specifici e misurabili.

Verifica la prestazione come condizione per l’effettiva liquidazione dei compensi.

IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

VISTO l’art. 88 del CCNL/Scuola del 29/11/2007;

VISTO il Piano dell’Offerta Formativa;

VISTO il Piano delle attività deliberato dal Collegio Docenti per. l’a.s. 2017/18;

VISTO il Piano delle attività ata per l’a.s. 2017/18;

VISTA la delibera del Collegio dei Docenti riguardante le attività da retribuire per l’a.s. 2017/18;

VISTA la nota MIUR prot. n. 19107 del 28/09/2017 riguardante l’assegnazione delle risorse a.s. 2017/18;

VISTO l’atto di costituzione del Fondo di Istituto spettante per l’a.s. 2017/18, predisposto dal Direttore SGA e dal Dirigente Scolastico;

con votazione espressa in forma palese: favorevoli  tutti

D E L I B E R A n….

1) la determinazione del Fondo dell’Istituzione Scolastica per l’a.s. 2017/18

 

DESCRIZIONE

 

Lordo Dipendente Lordo Stato
n. …. sedi punti di erogazione del servizio;

n. …. Docenti in organico diritto (S.Sec. … + S.Prim. … + S.Inf. …)

n. … Ata in organico di diritto (DSGA 1 + Ass.A. … + Coll.Sc. …)

Fondo Istituto a.s. 2017/18 (a)

 

Ore eccedenti per sostituzioni docenti assenti (b)

 

 

 

 

…..

 

….

 

 

 

….

 

….

 

Funzioni strumentali al POF a.s. 2016/17 (c)

 

…. ….
Incarichi specifici personale ATA a.s. 2016/17 (d)

 

….

 

….
Attività complementari Ed. Fisica (e)  
TOTALE    
Economie Fondo Istituto a.s. 2016/17 (f)

Economie Ore eccedenti sostituzioni docenti (g)

 

TOTALE A.S. 2017/18

 

   
FIS non vincolato (a + f)

Lett. j-i art. 88 CCNL/2007 (Ind. DSGA e sostituto)

Quota sostituzione assenze Collaboratori scolastici (Legge 190/23.12.2014 art. 1 c. 332) 

FIS da ripartire fra le diverse professionalità

 

….

….

….

….

….

….

….

….

2) la disponibilità del Fondo d’Istituto oggetto di contrattazione per l’a.s. 2017/18, nel rispetto delle determinazioni da assumere in sede di contrattazione integrativa di istituto, viene impiegata per retribuire le attività di cui all’art. 88 comma 2 del CCNL/Scuola del 27/11/2007.

 

FIS da ripartire  : 72%

Personale Docente

Attività art. 88 CCNL/Scuola

Lordo Dipendente

Lordo Stato

lett. a) Flessibilità organizzativa e didattica:

La flessibilità organizzativa e didattica viene riconosciuta, se  effettivamente svolta, per

………

lett. b) Attività aggiuntive di insegnamento: ore …

Come da progetti inseriti nel POF e regolarmente deliberati dal Collegio Docenti:

Progetto ……

Progetto ……

In caso di disponibilità, le economie del budget verranno riconosciute per le attività della successiva lett. d.

 

lett. d)

 

Attività aggiuntive funzionali all’insegnamento: ore …

Per la progettazione e produzione di materiali utili per la didattica, anche in riferimento a prodotti informatici, viene riconosciuto il compenso per lo svolgimento delle attività programmate:

S. Infanzia : ore …

S. Primaria : ore ….

S. S. 1° Grado : ore ….

 

lett. f)

 

Compensi per collaborazione al Dirigente Scolastico nello svolgimento delle funzioni organizzative e gestionali:

n. 1 docente max €. …..

n. 1 docente max €. ….

 

lett. k)

Compensi per il personale docente per ogni altra attività deliberata nell’ambito del POF:

                ………..

………..

……….

 

  Totale    

 

Personale Docente

Attività finanziate con risorse specifiche

 

Lordo

Dipendente

Lordo

Stato

 

Art. 33

CCNL/2007

Funzioni strumentali al POF (c)

Docenti impegnati nelle attività:

 

Art. 87

CCNL/2007

Attività complementari Ed. Fisica
Art. 9

CCNL/2007

Ore eccedenti per sostituzioni docenti assenti (b+g)
 

 

 

FIS da ripartire: : 28%

Quota sostituzioni assenze Collaboratori scolastici

….

….

….

….

Personale ATA – Attività art. 88 CCNL/Scuola

Lordo

Dipendente

Lordo

Stato

lett. e) Prestazioni aggiuntive Assistenti Amm.vi: ore …

n. .. unità x ore effettivamente prestate entro budget:

Servizi Area Gestione risorse ore …

Servizi Area Gestione Alunni e Didattica ore …

Servizi Area Gestione Personale ore …

Servizi Area Generale ore …

Carichi di lavoro su relazione a consuntivo: ore …

lett. e) Prestazioni aggiuntive Collaboratori Scolastici: ore …

n. … unità x ore effettivamente prestate entro budget:

Servizi alla sede ore …

Servizi alla sede ore …

Servizi alla sede ore …

Servizi alla sede ore …

Sostituzione colleghi assenti: ore …

lett. k) Attività del personale Ata

….

….

Totale FIS non vincolato

 

   
lett. j)

lett. i)

Ind. Direzione – quota variabile spettante al DSGA

Compensi spettanti per sostituzione del DSGA

art. 47

CCNL/2007

Incarichi specifici Ata (d)

n. … Ass. Amm. €. ….

n. … C.S. €. …

Art. 9

CCNL/2007

     

Fonti normative

:

  • nota MIUR prot. n. 19107 del 28/09/2017
  • D.I. n. 44/2001 – Regolamento di contabilità delle Istituzioni Scolastiche
  • DPR n. 275/1999 – Regolamento sull’Autonomia scolastica
  • D.Lgs. n. 165/2001 – Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche
  • CCNL/Scuola del 29/11/2007

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