• martedì , 19 Novembre 2019

Il ginepraio delle supplenze al tempo della buona scuola: quali docenti interpellare e con quali modalità

a cura di Pasquale Annese

 

Tempo di organico potenziato, ma anche di supplenze. Un vero e proprio ginepraio che vede le scuole impegnate, dall’inizio del corrente anno scolastico, nella copertura delle cattedre vacanti e delle ore residue ancora scoperte in organico di diritto, per lo più con nomine fino all’avente diritto, in attesa che i competenti ambiti territoriali degli uffici scolastici regionali provvedano alle convocazioni di loro competenza, attingendo dalle graduatorie provinciali con nomine fino al termine delle attività didattiche o fino al termine dell’anno scolastico. Operazione quest’ultima che, rispetto ai trascorsi anni scolastici, sta subendo forti ritardi, stante la difficoltà di fare una ricognizione precisa dei posti in organico nelle singole province.

L’amministrazione centrale, con nota prot.24306 dell’1 settembre 2016, ha fornito istruzioni ed indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente, educativo ed ATA. Istruzioni comunque non sufficienti a districarsi nella variegata tipologia di ipotesi contrattuali afferente ai contratti di supplenza breve e saltuaria. Proprio quelli facenti capo alle istituzioni scolastiche.

La difficoltà maggiore si è rivelata quella di individuare, ai sensi del Regolamento emanato con D.M. 13 giugno 2007, n.131 (specificatamente artt. 4, 7 e 8), gli aspiranti da  interpellare ai fini dell’eventuale conferimento della nomina, relativa anche ad un eventuale completamento d’orario. Sempre nelle more della convocazione da parte dei competenti ATP.

Faremo in maniera didascalica una piccola elencazione dei casi possibili, sperando di fare cosa utile alle segreterie scolastiche:

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