Il senso di appartenenza
a cura di Daniela Canitano
I due testi che qui si presentano appartengono a mondi culturali molto distanti tra loro: il primo, Il senso di appartenenza di Willi Maurer, è un saggio che si occupa di un tema di ambito psicologico di grande ricaduta sul piano sociale; il secondo, Quando penso che Beethoven è morto mentre tanti cretini ancora vivono di Eric Emmanuel Scmitt, ci conduce nel mondo della grande tradizione musicale. Due testi diversissimi, scelti perché spingono il lettore ad assumere sguardi diversi per osservare il mondo, ed entrambi lo fanno in modo gradevole e appassionante.
Viviamo, indiscutibilmente, in un mondo non solo complesso e pieno di contraddizioni, ma anche generatore di troppe insicurezze e paure che determinano violenze, fragilità e devianze. Il comportamento umano, secondo l’autore, è fortemente connesso alle esperienze della vita prenatale e, in particolare, il futuro sviluppo del singolo individuo e della società intera diventa negativo se non si rispetta la delicata fase dell’imprinting tra madre e neonato.
Nel testo sono affrontati in modo sistematico e chiaro diversi comportamenti deviati con i quali tutti coloro che sono impegnati nel sociale devono fare i conti ogni giorno nella scuola, negli uffici, nelle diverse situazioni della vita quotidiana.
La risposta a tante domande sulle cause delle devianze è racchiusa nel titolo ma, soprattutto, nel sottotitolo che così recita: “Alla ricerca delle proprie radici: un viaggio essenziale per una vita più intensa e consapevole”. Un viaggio, quello proposto dall’autore, che permetta un innalzamento del livello di qualità della vita, di giustizia e di soddisfazione per ognuno.
Si tratta di riscoprire i propri bisogni fondamentali e utilizzarli come spinta per creare un percorso verso una cultura nuova, una cultura nella quale la salute è “la capacità di reagire a situazioni nocive con sensazioni, sentimenti e sintomi, ascoltarli ed imparare da essi per cambiare il proprio comportamento”.
Un libro utile a tutti, dagli operatori nel sociale ai genitori e futuri genitori…a chiunque coltivi il valore del rispetto della dignità individuale e del benessere collettivo
Il senso di appartenenza, Willi Maureer, Terra nuova edizioni
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Un saggio ‘leggero’ su una figura mitica della musica classica, Beethoven, erroneamente visto e vissuto come un uomo tetro, scuro, pessimista. Il capovolgimento della percezione avviene, nell’Autore, quando assiste ad una rappresentazione del Fidelio; in un attimo si accorge che Beethoven è portatore di messaggi di vita, di gioia, di fiducia nell’essere umano e nelle sue qualità.
Brioso nell’andamento, il libro merita lettura, commenti e considerazione. Deliziosa la pièce teatrale che chiude il saggio.
Quando penso che Beethoven è morto mentre tanti cretini ancora viviono, Eric Emmanuel Schmitt, E/O

