La voce dei DS nel Rapporto Censis 2015
Il 49° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese torna, nel capitolo <Processi formativi>, su alcune novità introdotte dalla legge 107/2015: per ascoltare opinioni e pareri dei dirigenti scolastici, parole che meritano – ci sembra – un richiamo più o meno testuale.
La prospettiva di offrire a tutti gli studenti della scuola secondaria di II grado l’opportunità di partecipare ad esperienze di alternanza scuola-lavoro viene valutata in modo favorevole dalla maggior parte dei dirigenti scolastici interpellati, i quali:
<ritengono positivo l’aver stabilito un tetto minimo di ore dedicate ai percorsi di alternanza>;
e si dichiarano, inoltre, <molto o abbastanza d’accordo sul fatto che tale durata sia una condizione essenziale per garantire l’efficacia e la serietà della proposta formativa di alternanza>.
Il 75,4% dei dirigenti ritiene, però, <che “l’introduzione generalizzata dell’alternanza avrebbe bisogno di tempi più lunghi, in quanto comporta una profonda rivisitazione dell’organizzazione scolastica e degli insegnamenti disciplinari”>, mentre il 71,6% <prevede che non sarà (comunque) possibile garantire a ogni studente del triennio finale un percorso in alternanza, in quanto nel territorio (soprattutto al Sud) non vi sono sufficienti aziende disponibili ad accogliere studenti>. Una “indisponibilità” che quindi non consentirà la generalizzazione, in tempi brevi, dell’alternanza, la quale troverà ostacoli non irrilevanti anche in due altri “nodi critici”, pure evidenziati: quello della persistente insufficienza delle risorse finanziarie e quello individuato nella diffusa <preoccupazione di dover co-progettare un numero elevato di percorsi a causa della eterogeneità e piccola dimensione delle imprese disponibili>.
I dirigenti scolastici consultati dal Censis si esprimono positivamente anche a proposito dell’introduzione del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF). Per due ragioni: perché la durata triennale <permette di effettuare una programmazione più adeguata e coerente con gli obiettivi formativi e di valutarne gli impatti> e perché la legge 107 offre, inoltre, <la possibilità di correlare tale programmazione alla concreta disponibilità di risorse umane, strumentali e finanziarie>. Programmazione triennale che – si precisa – deve essere comunque definita avendo come <riferimento principale [..] i risultati del processo di autovalutazione della scuola e la conseguente individuazione degli ambiti di miglioramento> (secondo il 99,3% dei dirigenti), nonché sulla base della <debita considerazione (delle) richieste del territorio e dell’utenza. E che non deve inoltre trascurare l’esigenza di sollecitare e promuovere cambiamenti significativi anche <di tipo organizzativo>:
per corrispondere alla <necessità di introdurre elementi di maggiore flessibilità negli orari e nell’articolazione didattica>;
per rendere più funzionale il <modello gestionale e amministrativo>;
per realizzare adeguati <interventi in direzione di un potenziamento del tempo scuola>.
L’indagine del Censis ha consentito infine ai dirigenti scolastici intervistati di segnalare con viva preoccupazione i pericoli, virtuali e reali, a cui possono andare incontro gli studenti esposti, per lungo tempo, <a un uso improprio di internet>. E di evidenziare, in aggiunta, la necessità e l’urgenza di riservare, nell’offerta di formazione e aggiornamento destinata al personale scolastico, <uno spazio sufficiente alle tematiche dei rischi di internet per i minori>: in particolare nelle iniziative di formazione in servizio <per il personale ATA, i cui ruoli di sorveglianza e di prossimità con gli studenti durante il tempo scuola, al fine di scoprire e prevenire situazioni di criticità, andrebbero valorizzati>.

