• venerdì , 22 Novembre 2019

Malala, libertà e istruzione delle donne da Nobel

di Vincenzo Sardelli

 

MALALA (HE NAMED ME MALALA)

Età consigliata: dai 14 anni

Un film di Davis Guggenheim. Con Malala Yousafzai

USA 2015, durata 93 min. (Documentario)

 

 

Pakistan, Valle dello Swat, 9 ottobre 2012. È mezzogiorno quando una ragazza di quindici anni esce dalla scuola e sale sull’autobus che la riporterà a casa. Poco dopo, un uomo armato sale sullo stesso autobus e le scarica addosso tre proiettili, colpendola in pieno volto e lasciandola a terra in fin di vita.

La ragazza, Malala Yousafzai, figlia di un insegnante, è già un simbolo. Da quattro anni scrive su un blog per conto della BBC. Denuncia gli eccessi dei talebani, la controcultura che tiene in asservimento le donne, cui è preclusa anche l’istruzione. Nel 2011 questo impegno civile vale a Malala il riconoscimento del Pakistan’s National Youth Peace Prize.

«Credevano che i proiettili ci avrebbero zittiti. Ma nella mia vita non è cambiato niente a parte questo: la debolezza, la paura e il pessimismo sono morti; sono nati la Forza, la Potenza e il Coraggio». L’attentato non uccide Malala, soprattutto non la piega. Con la sua famiglia la ragazza si trasferisce in Inghilterra, a Birmingham. Qui è curata e operata, frequenta un’importante scuola, dove occorre il massimo impegno per ottenere la promozione. Malala prosegue la propria missione a favore dell’istruzione femminile, con il supporto del padre Ziauddin, che non a caso le ha dato quel nome in onore della leggendaria eroina del folklore Pashtun Malalai di Maiwand.

Nel 2014 Malala è insignita del Premio Nobel per la Pace.

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