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“Occupabilità al 98%, ma c’è gap di genere: ancora poche ragazze”

Abstract: il direttore generale della Fondazione Its Academy Meccatronico Veneto, Giorgio Spanevello: “Siamo un piccolo politecnico che prepara a professioni di tipo tecnico e applicativo che dall’inizio del percorso formativa avvia il matching con le aziende, per garantire l’assunzione degli studenti”. Appello al ministro Valditara: “Snellire le procedure per i finanziamenti del Pnrr e riconoscere il ruolo svolto dagli istituti

Più di una scuola, per lo meno stando al concetto tradizionale. L’Its Academy Meccatronico veneto è un “piccolo politecnico”, specializzato nella meccatronica. Tenuto a battesimo nel 2010 e inserito nel sistema nazionale, rientra nell’area 4-It’s Italy dedicata alle tecnologie per il Made in Italy, con un’offerta formativa differente rispetto al percorso universitario con il quale vorrebbe interloquire per accogliere gli studenti che non arrivano alla laurea.

Ad oggi l’occupabilità è del 98%, ma c’è un gap di genere da colmare perché le ragazze iscritte sono ancora poche, probabilmente rimaste intrappolate nella maglie di un retaggio culturale.

Piccolo politecnico in Veneto

“Abbiamo scelto di presentarci come piccolo politecnico dopo il primo corso avviato nel 2011 per qualificare meglio il nostro istituto perché la sigla Its spesso viene confusa con Itis, per cui abbiamo pensato a qualcosa che potesse caratterizzare la nostra azione: una scuola che prepara a professioni di tipo tecnico e anche di tipo applicativo”, spiega il direttore generale della Fondazione Its Academy Meccatronico Veneto, Giorgio Spanevello. L’Its conta 14 sedi. L’offerta rivolta agli studenti è caratterizzata da almeno il 50% di formazione in azienda con lavori di progetto, simulazioni di casi, laboratorio e tirocini formativi per l’ottenimento del diploma di Tecnico Superiore, V livello del Quadro Europeo (EQF).

Ad oggi le aziende che interagiscono con l’Its Academy Veneto sono oltre 300. “La Fondazione ha tra i soci un centinaio di imprese, ma non è necessario essere socio per lavorare con noi: abbiamo imbastito rapporti con diverse realtà del territorio e complessivamente lavoriamo con 350 imprese”, spiega il direttore generale.

Il tasso di occupabilità degli studenti

“Il matching con le aziende è fondamentale per garantire il massimo in termini di occupabilità dei ragazzi e di corrispondenza tra il numero degli studenti diplomati e quello dei ragazzi che, terminato il percorso professionalizzante, trova occupazione”, aggiunge. “Nel nostro caso, sin dall’inizio del corso, c’è questo abbinamento: gli studenti svolgono il tirocinio per due anni nella stessa azienda e in questo modo diventa automatico che, a conclusione della formazione, siano assunti. In molti casi, gli studenti hanno già un contratto di apprendistato”, dice. “Per questo parlo di 100 per cento di occupabilità, visto che siamo al 98 per cento, perché mi riferisco a qualcosa di reale, non di fantasia, che si riferisce al sistema per cui tutti i ragazzi iscritti arrivano a ottenere un posto di lavoro”.

Gli iscritti lo scorso anno sono stati 620 e quest’anno, con l’avvio dei nuovi corsi professionalizzanti, salirà a 750.

Il gap di genere: poche ragazze iscritte

Ma resta un dato su cui riflettere ed è legato al “genere”. I corsi professionalizzati non riescono ancora a convincere le ragazze. “Purtroppo il numero delle studentesse resta basso. Lo scorso anno anno, avevamo solo 9 ragazze”, dice Spanevello. “Il numero ristretto è legato a un retaggio culturale ma non c’è alcun motivo per il quale le ragazze non possano frequentare l’Its e accedere a professioni di tipo tecnico e tecnologico. Il gap di genere non ha motivo di esistere: non ci sono motivazioni di tipo pratico, né di pesantezza del lavoro da svolgere e né di altro tipo perché le ragazze non possano essere a un livello pari, se non superiore, rispetto ai ragazzi”, sottolinea.

“Le ragioni, probabilmente, rimandano a un aspetto culturale che riguarda ancora molte famiglie e le stesse studentesse, secondo cui la meccatronica e le specializzazioni tecniche, sono prettamente legate ad attività maschili. Ma la cosa non ha alcun fondamento”, va avanti. “Tra l’altro, nelle aziende, si nota che la componente femminile è molto elevata, per cui non si capisce come mai, a livello di formazione, le ragazze non si avvicinino alle discipline legate alla tecnologia. Ed è su questo aspetto che stiamo lavorando, promuovendo i corsi per avvicinare le ragazze”.

La giornata della meccatronica

Anche in questa direzione si inseriscono le iniziative come la “Giornata dedicata alla meccatronica”, che si è svolta lo scorso 30 giugno. “Per noi è stato un grande evento, pensato per gli studenti di tutte nostre 14 sedi nel Veneto, con l’obiettivo di favorire un confronto e per far vedere cosa hanno fatto durante l’anno”, spiega il direttore generale. “Allo stesso tempo, è stata anche l’occasione per verificare la dimensione raggiunta dalla Fondazione. Non nascondo che è stato un evento davvero molto emozionante, perché siamo partiti con 22 ragazzi a Vicenza nel 2011 e adesso siamo a più di 700. E questo credo sia il segno tangibile di una vittoria che puntiamo a mantenere nel tempo”.

“Non è stato semplice, ma il motivo del successo è evidente ed è legato al fatto che il sistema dà possibilità di accesso al mondo del lavoro in maniera guidata, per cui gli studenti in uscita sono davvero operativi e sono nelle condizioni di giocarsi concrete chance di carriera”, rimarca. “La richiesta delle imprese venete, guardando alle figure professionali, va dalle tre alle quattro volte il numero degli studenti”.

L’opportunità offerta dal Pnrr

Nell’immediato, l’Its Academy Veneto intende cogliere la grande opportunità rappresentata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: “ Con il Pnrr c’è uno stanziamento di un miliardo e mezzo di euro per gli Its e in caduta questi fondi sono arrivati alle Fondazioni, per cui anche noi ci stiamo attrezzando per avere sedi proprie”, spiega. “Il nostro principale problema è di essere in prestito nelle varie scuole superiori perché sino ad ora non si è mai pensato a una sede propria degli Its”.

Non solo. Tra gli obiettivi da centrare nel prossimo futuro, c’è anche quello di ampliare la platea dell’apprendistato di terzo livello: “L’Its può essere svolto da chi ha un contratto di lavoro. Lo strumento c’è già e si chiama apprendistato di alta formazione o terzo livello. In qesto modo potremmo essere più attrattivi per i ragazzi che, dopo le superiori, iniziano a lavorare e possono formarsi nel contempo. È una grande possibilità da cogliere. In questo senso siamo partiti con pochi numeri nel 2018 avendo un terzo dei ragazzi inseriti con questi contratti”.

Il rapporto con le università

Tra gli iscritti, ci sono stati anche studenti in possesso di una laurea e ragazzi che non sono riusciti a portare a termine il percorso universitario. “Sono in corso da anni interlocuzioni con le università per avere il riconoscimento dei crediti. Sicuramente in futuro bisognerà continuare a lavorare su questo aspetto”, dice Spanevello. “Non tutti forse sanno che l’università italiana perde quasi la metà degli iscritti e noi come Its Academy possiamo dare una possibilità a questi studenti in termini di percorso di formazione. Abbiamo circa il 10 % di studenti che hanno lasciato l’università. Se i ragazzi fossero indirizzati dalle università verso gli Its, avremmo un grande vantaggio per gli studenti perché troverebbero una collazione nel mondo del lavoro”, spiega.

L’appello al ministero Valditara

In Veneto si sono già messi al lavoro. E in vista dell’inizio dei nuovi corsi professionalizzanti, il direttore generale lancia un appello al ministero dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: “Ha già una cognizione di causa sugli Its che ritiene importanti, per questo sarebbe opportuno snellire al massimo le procedure burocratiche da seguire per l’accesso ai fondi del Pnrr”, dice. “Sarebbe anche il caso di inserire gli Its in un contesto di filiera formativa riconoscendo a livello istituzionale quello che svolgono suol campo”.

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