• venerdì , 20 Maggio 2022

PCTO: tra rischi ed opportunità

Una riflessione dedicata agli studenti scesi in piazza

di Pasquale Annese

Abstract

La morte di uno studente durante uno stage in azienda richiede una seria riflessione sulla valenza formativa dei cosiddetti  PCTO, scevra però da condizionamenti emotivi e da impalpabili retaggi ideologici, questi ultimi come sempre volutamente amplificati dai media nazionali e locali. Può la morte di un ragazzo determinare l’abolizione di tali esperienze? E’ stata mera fatalità o bisogna riconsiderare la loro valenza e organizzazione? Si può abiurare la cultura dell’integrazione tra scuola e lavoro in un momento in cui è la stessa società civile a richiederla?

“Mi riesce sempre più difficile organizzare pensieri lucidi e lineari intorno agli eventi scolastici che occupano da un po’ di tempo le prime pagine dei giornali nazionali ……e di cui oggi son piene le piazze reali e virtuali” . Iniziava così un illuminato articolo di Rita Bortone sul numero di marzo di questa rivista a commento del tragico episodio della morte di uno studente friulano durante un’esperienza di alternanza scuola-lavoro. Episodio che non può che lasciare sgomento tutto il mondo della scuola sia per le modalità con cui è avvenuto, sia per le inevitabili recriminazioni che ne sono seguite. Nessuno meglio di un dirigente scolastico o di un docente, che vive ogni giorno la quotidianità della scuola, può capire il dramma consumatosi in quella triste mattina di gennaio. Dramma che – va detto – purtroppo non è il primo, altri se ne sono verificati in passato, anche in contesti d’aula, in contesti cd. protetti. Questo però non ci esime dal tentare un’analisi scevra da condizionamenti emotivi e da impalpabili retaggi ideologici, questi ultimi come sempre enfatizzati dai media nazionali e locali.

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