• martedì , 7 Luglio 2020

Per la qualità della scuola

quale valutazione dei docenti?

di Antonio Santoro

I Comitati di valutazione delle istituzioni scolastiche sono impegnati, in questo periodo, nelle procedure previste per la valutazione degli insegnanti e, in particolare, nel lavoro di individuazione dei “criteri per la valorizzazione dei docenti sulla base:
della qualità dell’insegnamento e del contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti;
dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica, nonché della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche;
delle responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale” (1).
Una prospettiva, quella della valutazione degli insegnanti, che viene ormai considerata necessaria, e quindi non più eludibile, in quanto esigenza specifica della professionalità docente e soprattutto perché positivamente connessa alla difesa e al rispetto del diritto dello studente ad avere il miglior insegnamento possibile, cioè un’offerta formativa istituzionale responsabilmente adeguata alle sue richieste educative (2). Una prospettiva, però, da realizzare sempre – come è stato opportunamente sottolineato – “cum grano salis, con intelligenza, senza invadenza”: per la particolare complessità della competenza professionale in questione e comunque sulla base della consapevolezza che “valutare gli insegnanti non vuol dire (solo o prevalentemente) attribuire premi o castighi, ma far crescere la produttività del sistema, che non può progredire se non si ferma a riflettere sulle conseguenze delle misure che mette in opera attraverso l’azione dei propri membri” (3).

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