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Prevenzione e contrasto di bullismo e cyberbullismo: un approccio di sistema

Fronteggiare la violenza a scuola è una sfida giuridico-educativa sempre più attuale: dalle istituzioni gli strumenti per affrontarla Di Giuseppe Zavettieri *

 

Abstract

Bullismo e cyberbullismo: due facce della stessa medaglia, che trova nell’uso smodato del web una nuova arma. Le istituzioni scolastiche, le autorità e le famiglie sono i soggetti chiamati ad arginare il fenomeno, con iniziative di controllo e prevenzione, da mettere nero su bianco nei documenti ufficiali, e da attuare giorno dopo giorno.

 

Il bullismo e il  cyberbullismo a scuola sono in costante aumento e, non di rado, danno origine a epiloghi tragici che coinvolgono ragazzi sempre più giovani, se non addirittura in età da scuola primaria.

Detti fenomeni, di solito, vengono messi in atto da parte di soggetti che presentano un disturbo della condotta che, in alcuni casi, si può trasformare in un disturbo sociale. Andando avanti negli anni aumentano le possibilità che gli stessi agiscano trasgredendo alle norme, ponendo in essere atti delinquenziali con assunzione di droghe, risse, furti, molestie.

Da apposite indagini, risulta che gli episodi di bullismo e di cyberbullismo più frequenti sono le espressioni offensive e le prese in giro, sia nei locali della scuola sia, una volta a casa, in rete attraverso l’uso dei social network. Inoltre, non sono pochi i testimoni diretti di episodi di bullismo a scuola; nella metà dei casi, però, nessuno ha avuto il coraggio di intervenire per difendere la malcapitata vittima di turno. Contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola, però, si può fare molto: la palla, a questo punto, passa ai genitori e agli educatori, nonché al sistema scolastico nel suo complesso.

Ciò premesso, vale la pena ricordare che, in concomitanza con l’avvio del nuovo anno scolastico, ogni istituzione è impegnata a tracciare le linee progettuali che andranno a sostanziare il Piano dell’Offerta Formativa per il triennio 2019/2022.

In apertura dell’anno scolastico 2018-2019

si presenta, pertanto, una non trascurabile cornice di senso nella quale inserire le scelte strategiche e progettuali delle scuole italiane. Tra queste occupa un ruolo di rilievo il bisogno di predefinire nel PTOF, come in più occasioni il Ministro Bussetti ha evidenziato,  iniziative per affrontare e combattere il bullismo e il cyberbullismo attraverso la prevenzione, l’individuazione e la riduzione dei comportamenti deviati e violenti nonché mediante la promozione di una educazione funzionale all’ utilizzo consapevole della rete internet e delle tecnologie informatiche al fine di creare un ambiente di apprendimento sicuro e sereno in cui tutti gli alunni possano imparare ad accettare le diversità e poter diventare adulti responsabili e attivi nella società.

 

Tra gli obiettivi prioritari che la Legge n° 107/2015 pone in capo alla scuola di oggi c’è la prevenzione e il contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di discriminazione e del bullismo, anche informatico.

 

Alla base di qualsiasi azione progettuale vi è ovviamente la necessità di essere informati sui fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, nonché di conoscere la normativa che sta alla base dell’azione di contrasto promossa dal MIUR e da altri soggetti istituzionali, sulla base dei seguenti riferimenti legislativi:

  • gli artt. 3- 33- 34 della Costituzione Italiana;
  • la Direttiva MIUR n.16 del 5 febbraio 2007 recante “Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo”;
  • la direttiva MPI n. 30 del 15 marzo 2007 recante “Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di ‘telefoni cellulari’ e di altri dispositivi elettronici durante l’attività̀ didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità̀ dei genitori e dei docenti”;
  • la direttiva MPI n. 104 del 30 novembre 2007 recante “Linee di indirizzo e chiarimenti interpretativi ed applicativi in ordine alla normativa vigente posta a tutela della privacy con particolare riferimento all’utilizzo di telefoni cellulari o di altri dispositivi elettronici nelle comunità̀ scolastiche allo scopo di acquisire e/o divulgare immagini, filmati o registrazioni vocali”;
  • la direttiva MIUR n.1455 del 10 novembre 2006;
  • i D.P.R. n. 249/98 e n. 235/2007 recanti “Statuto delle studentesse e degli studenti”;
  • gli artt. 581-582-594-595-610-612-635 del Codice Penale;
  • gli artt. 2043-2047-2048 Codice Civile.
  • la Legge n.71/2017

 

Un riferimento non trascurabile va poi alle ultime Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyber bullismo, che il MIUR ha predisposto nel mese di ottobre 2017 al fine di dare continuità alle precedenti Linee di orientamento emanate nell’aprile 2015. Con lo stesso documento sono state apportate le dovute modifiche e integrazioni per essere in linea con i recenti interventi normativi: con la legge di riforma (Legge 107/2015) e con le innovazioni introdotte dalla Legge n° 71/2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”.

 

Nel corso degli ultimi anni il MIUR ha siglato diversi protocolli di intesa ed avviato collaborazioni con importanti Istituzioni e associazioni per prevenire e contrastare il bullismo e il cyberbullismo. Nello specifico, al fine di promuovere azioni finalizzate all’uso sicuro di internet tra i giovani lo stesso dicastero ha avviato una significativa iniziativa “Generazioni connesse” alla quale, unitamente al altri soggetti istituzionali, ha partecipato l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

 

Le più recenti linee intendono guidare le istituzioni scolastiche a sviluppare azioni individuali sinergiche per prevenire e contrastare il fenomeno del cyberbullismo attraverso uno specifico Piano di azione integrato che Palazzo Chigi, in sintonia con il MIUR ha messo già in campo in un apposito Tavolo di lavoro operativo.

A detto tavolo hanno partecipato i rappresentanti del Ministero dell’Interno, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero della Giustizia, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero della Salute, della Conferenza Unificata, dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, del Garante per la protezione dei dati personali.

Detto Tavolo di lavoro operativo ha il compito, stabilito per legge, di elaborare un Piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo e di realizzare un sistema di raccolta di dati finalizzato al monitoraggio dell’evoluzione dei fenomeni, anche avvalendosi della collaborazione della Polizia postale e delle comunicazioni e di altre Forze di polizia.

All’interno della previsione normativa è evidenziato il ruolo centrale della scuola, che è chiamata a realizzare azioni in un’ottica di governance che prevedano “la formazione del personale, la partecipazione di un proprio referente per ogni autonomia scolastica, la promozione di un ruolo attivo degli studenti, nonché di ex studenti che abbiano già operato all’interno dell’istituto scolastico in attività di peer education, la previsione di misure di sostegno e di rieducazione dei minori coinvolti”.

 

Compito della scuola è quello di elaborare un Piano di azione per la cui realizzazione potrà avvalersi:

  • delle indicazioni predisposte dal MIUR per l’elaborazione del PTOF, con particolare riguardo a quelle riconducibili alle competenze digitali, alla sicurezza online e ad un uso positivo delle tecnologie digitali nella didattica; le norme comportamentali e le procedure per l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) in ambiente scolastico; le misure per la prevenzione; le misure per la rilevazione e gestione delle problematiche connesse a un uso non consapevole delle tecnologie digitali;
  • di personale qualificato al fine di favorire negli studenti le competenze necessarie all’esercizio di una cittadinanza consapevole; mettere in atto interventi formativi, informativi e partecipativi.

 

In linea con quanto sopra detto si pone il ruolo centrale del Dirigente Scolastico che è chiamato a procedere alla definizione di misure dedicate alla prevenzione del cyberbullismo nell’atto di Indirizzo per la predisposizione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, avendo cura di accompagnare la comunità scolastica nell’ individuazione di azioni sia di natura disciplinare, sia di natura preventiva ed educativa che, necessariamente, andranno ad integrare il Regolamento di Istituto ed il Patto Educativo di Corresponsabilità.

 

Fondamentale, all’interno del processo programmatico di ciascuna istituzione scolastica, così come indicano le Linee di orientamento in materia, è la figura del docente referente che la scuola individua preferibilmente tra i docenti che posseggano competenze specifiche ed abbiano manifestato l’interesse ad avviare un percorso di formazione specifico. Il referente ha il compito di interfacciarsi con le forze di Polizia, con i servizi minorili dell’amministrazione della Giustizia, con le associazioni e i centri di aggregazione giovanile sul territorio, per il coordinamento delle iniziative di prevenzione e contrasto del cyberbullismo.

 

Nel processo di prevenzione vanno posti gli interventi prioritari di educazione dei genitori invitati ad intervenire tempestivamente, unitamente alla scuola e alle altre agenzie educative, per prevenire o contrastare comportamenti sintomatici di bullismo o cyberbullismo.

 

Le iniziative che la scuola e i genitori porranno in essere saranno sicuramente occasione di crescita per una rinnovata sensibilità, costituendo occasione tra le parti. Anche quando non sarà possibile coinvolgere o raggiungere le famiglie che maggiormente avrebbero bisogno esse contribuiscono, comunque, a creare una mentalità diffusa, orientata al rispetto dell’altro e delle diversità, attivando reti di supporto e di solidarietà concreta.

 

*         Studente universitario e saggista.

 

Riferimenti normativi

Costituzione della Repubblica Italiana, artt. 3, 33, 34

Legge 13 luglio 2015, n. 107

Direttiva MIUR 5 febbraio 2007, n.16

Direttiva MPI 15 marzo 2007, n. 30

Direttiva MPI 30 novembre 2007, n. 104

Direttiva MIUR 10 novembre 2006, n.1455

Decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249

Decreto del Presidente della Repubblica 21 novembre 2007, n. 235

Codice Penale, artt. 581, 582, 594, 595, 610, 612, 635

Codice Civile, artt. 2043, 2047, 2048

Legge 29 maggio 2017, n.71

 

 

 

 

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