Procedura per il pagamento dell’IVA
di Fabio ScrimitoreIl quesito, formulato dal Direttore sga di un Convitto nazionale, riguarda la procedura di pagamento dell’IVA con l’innovativo sistema dello split payment (pagamento separato).
Come è noto, la legge di stabilità del 2015 ha introdotto, a partire dal 1° gennaio 2015, la procedura della scissione dei pagamenti dell’IVA – split payment – da parte delle Pubbliche Amministrazioni. Tanto è stato disposto con l’evidente scopo di porre un argine all’evasione del pagamento dell’IVA da parte dei fornitori della Pubblica Amministrazione.
In sostanza, la fattura verrà emessa nei confronti della Pubblica Amministrazione con la dicitura “scissione dei pagamenti“. Ne consegue che il fornitore incasserà il corrispettivo della fornitura effettuata al netto dell’IVA, che la PA verserà direttamente allo Stato. In realtà, la legge di stabilità vuole evitare un adempimento all’impresa, che non dovrà prima incassare l’IVA e poi versarla. Formalmente, però, il soggetto passivo IVA resterà sempre il fornitore, il quale, da un lato, non calcolerà nella liquidazione IVA l’imposta delle operazioni soggette a split payment, dall’altra continuerà a segnare nel registro IVA vendite le operazioni effettuate e la relativa IVA non incassata dalla PA.
Orbene, l’autore del quesito ha fatto presente d’aver provveduto a liquidare una fattura nel mese di febbraio 2015 versando alla ditta fornitrice esclusivamente l’imponibile, quale acconto del 10 % per appalto lavori FESR.
La Ditta – ha osservato il predetto Dsga – ha applicato l’IVA nella misura del 10% sbagliando, in quanto doveva essere applicata l’aliquota del 22%, come per legge. In data 10 aprile, la scuola ha provveduto a versare l’IVA nella misura del 10 %.
Si risponde che la scuola potrà porre rimedio agevolmente all’irregolarità segnalata, comunicando formalmente alla Ditta fornitrice con nota di credito l’errore in cui è incorsa nella precedente fattura elettronica, indicando l’importo dell’IVA calcolato al 10%, anziché al 22%.
Contestualmente alla stessa nota di credito, la scuola chiederà alla Ditta di annullare tale fattura elettronica e di versare sul conto corrente della scuola medesima l’importo già incassato per la fornitura.
Con nota di credito il fornitore dovrà emettere una nuova fattura elettronica, indicando l’esatto importo dell’IVA, corrispondente al 22 %.
L’atto finale sarò il pagamento della nuova fattura elettronica, secondo la procedura dello split payment; la scuola, peraltro, sottrarrà dal nuovo importo dell’IVA, indicato nella nuova fattura elettronica, l’importo già versato in esecuzione della precedente (ed annullata) fattura elettronica.

