• giovedì , 14 Novembre 2019

Retribuzione dei referenti INVALSI

di Fabio Scrimitore

 

Il quesito riguarda il compenso economico dei referenti per l’ INVALSI, la redazione del Rapporto di Auto-Valutazione e del Piano di Miglioramento

 

Autore del quesito è un insegnante incaricato a tempo indeterminato in un Istituto di istruzione secondaria di primo grado, che vorrebbe sapere se si possa assegnare una retribuzione al docente referente per l’ INVALSI, legittimamente a quelli incaricati della redazione del Rapporto di Auto-Valutazione e del Piano di Miglioramento.

 

L’autore del quesito si è definito incaricato della funzione strumentale per l’INVALSI, il RAV ed il P.D.M:

Il predetto docente ha scritto che il Dirigente scolastico ha deciso: di: incentivare gli insegnanti del Consiglio di classe di due prime medie, per far sì che si lavori sulle competenze nazionali 2012 per la scuola media.

Tale decisione del Dirigente scolastico ha generato più di qualche perplessità nel docente interessato al quesito, perplessità che egli ha espresso con un primo interrogativo: Ma le competenze INVALSI per migliorare l’esito delle prove per l’italiano e la matematica, sono le stesse delle competenze nazionali 2012.

Appare utile, al riguardo, richiamare sommessamente il metodo che ha ispirato il redattore delle Indicazioni nazionali del curriculo, che risalgono al 2012, il quale ha  utilizzato specificamente il termine competenze quando ha  delineato i traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria ed a conclusione della scuola secondaria di I grado.

La rilettura dei predetti traguardi per lo sviluppo delle competenze,  enunciati, come è noto, in corrispondenza di ogni singola disciplina del curriculo, aiuta ad attualizzare – lo si dice in forme quasi imperdonabilmente approssimative –  l’astratto concetto di competenza, considerandolo come  la capacità dell’alunno di sapere identificare un problema, in ambiente extrascolastico, utilizzando le conoscenze e le abilità acquisite a scuola. Le competenze, in definitiva, sono state identificate in funzioni intellettive e, insieme, operative, che si possono anche identificare nell’idoneità dell’ adolescente di utilizzare le conoscenze, le abilità, le attitudini personali, sociali,  e di metodo, in alterne situazioni di lavoro o di studio.

Ai sensi del Regolamento ministeriale n. 254 del 2012, si potrà ritenere che ai traguardi per lo sviluppo delle competenze, conducono gli obiettivi di apprendimento, che lo stesso regolamento prescrive che debbano essere raggiunti al termine della scuola primaria e della secondaria di primo grado.

A solo titolo di esemplificazione, si potrà dire che l’obiettivo di apprendimento d’una delle materie del curriculo, per es. della tecnologia, individuato dalle suddette Indicazioni nazionali per lo studente di 3^ classe di scuola secondaria di primo grado con le proposizioni:  effettuare prove e semplici indagini sulle proprietà fisiche, chimiche meccaniche e tecnologiche di vari materiali, costituisce un intervento didattico che, insieme con molti altri, si presume che potrà generare, nel discente che sta per conseguire il primo diploma del sistema di istruzione, la capacità di: riconoscere  nell’ambiente che lo circonda i principali sistemi tecnologici e le molteplici relazioni che essi stabiliscono con gli esseri viventi e gli altri elementi naturali; queste proposizioni sono scritte nel paragrafo delle Indicazioni per il curriculo dedicato ai traguardi per lo sviluppo delle competenze.

Questa riflessione vien fatta soltanto per ammettere che non si può stabilire una relazione di chiara omogeneità fra le competenze INVALSI per l’italiano e la matematica e le competenze nazionali del 2012, perché lo svolgimento delle prove INVALSI previste per la seconda classe della scuola secondaria di primo grado costituiscono prove di abilità, e fors’anche di conoscenza, piuttosto che espressione di competenza.

Si deve, però, rilevare, che l’interesse prioritario dell’autore del quesito appare rivolto ad un profilo meno teorico deli concetti didattici di obiettivo, abilità o competenza, Egli, in realtà, vorrebbe sapere se sia condivisibile la decisione del Dirigente scolastico della sua scuola, di incentivare gli insegnanti del Consiglio di due prime classi per far sì che si lavori sulle competenze nazionali 2012 per la scuola media.

Se dev’essere remunerato adeguatamente l’impegno degli insegnanti che faranno ottenere ottimi risultati nelle prove INVALSI del maggio 2017 – si chiederà  verosimilmente il docente referente INVALSI, RAV e PdM – non dovrebbe essere remunerato prioritariamente colui che, esplicando la  citata funzione di referente, si è impegnato nel redigere il RAV o il PdM ?

La riflessione che è stata fatta nella prima parte della risposta al quesito autorizza a ritenere che il buon esito delle prove INVALSI può essere stato incluso nel Piano di Miglioramento, ma è difficile intravvedere una relazione diretta fra l’impegno che ha comportato la redazione del Piano di Miglioramento e l’applicazione professionale che viene richiesta agli insegnanti delle classi ai cui alunni saranno somministrati i test INVALSI.

La decisione del Dirigente scolastico, pertanto, non appare censurabile.