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I Social network e la sperimentazione di metodologie innovative per la lettura

 

di Elena Tamborrino

 

È passato un anno dal grido d’allarme –uno dei tanti, per la verità- lanciato dal segretario di Slc Cgil Puglia, Antonio Loprieno, che proponeva alcune soluzioni per far fronte all’emergenza lettura: si legge poco ovunque, ma l’Istat assegna ai lettori pugliesi il penultimo posto nella classifica nazionale. Pertanto la costituzione di un Osservatorio regionale pugliese che faccia delle verifiche periodiche su quanto si sta facendo nell’editoria e nelle scuole per superare il gap che distanzia la Puglia dal dato relativo alla classifica nazionale dei libri letti in un anno1, servirebbe promuovere il monitoraggio delle azioni che incentivano la lettura, specie presso i giovani.

A livello locale non aiuta il fatto di trovarsi un po’ alla periferia dell’Italia, dove alcuni eventi, pur di rilevanza nazionale, risultano raggiungibili, come Il libro possibile di Polignano a Mare, ma dove alcune iniziative non arrivano o naufragano2, e dove la possibilità di raggiungere vari eventi, quali ad esempio Più Libri più Liberi di Roma, Salone del Libro di Torino, Bookcity di Milano, Pordenone Legge in Friuli e Festival della Letteratura di Mantova, è mortificata da una rete di trasporti inefficace e costosa.

Non mancano iniziative a livello nazionale3 che ciclicamente si propongono ai docenti per aiutarli a far leggere i ragazzi, ma spesso gli ostacoli che si frappongono tra l’ideazione di un percorso e la sua realizzazione sono insormontabili e non mancano le critiche verso atteggiamenti condiscendenti, paternalistici e spesso sussiegosi che alcune campagne per la promozione della lettura assumono4.

Intanto bisogna muoversi e bisogna farlo in classe, spesso con scarsi mezzi, con biblioteche scolastiche obsolete e con una totale assenza di coscienza dello strumento del prestito bibliotecario o dell’acquisto del libro, anche usato, se non è libro di testo scolastico, obbligatorio: insomma sono lontani i tempi di cui parla Salvatore Satta nel suo unico romanzo, Il giorno del giudizio (Adelphi, 1979), dove tra fine Ottocento e primi del Novecento, in una Sardegna arcaica e rinunciataria, i libri nella casa del notaio Don Sebastiano Sanna li portano i figli, perché lui, che pure era istruito, non aveva mai letto un libro5.

E sono lontani i tempi in cui i giovani erano i promotori della cultura, che faceva tesoro di una tradizione, e la innovavano, sicuramente forti di motivazioni che partivano dal desiderio di emancipazione culturale e di affermazione sociale. D’altra parte, troppo facile sarebbe affermare che i giovani di oggi hanno mille stimoli che spesso li confondono, che non sanno distinguere e non sanno scegliere, che sono bombardati di input ai quali rispondono automaticamente, in modo acritico.

I tempi sono quelli che sono, quindi diventa urgente adattarvisi e cercare di cogliere le possibilità che offrono, piegandole a esigenze che non possono essere trascurate, quali quella di formare i giovani verso saperi duraturi e spendibili.

Si rende quindi necessario oggi praticare sempre nuove strade per raccogliere nuovi lettori e, per farlo, vanno osservati tutti gli ambienti che possono aiutare, cercando il continuo confronto con i colleghi e con gli amici che condividono gli stessi obiettivi. Promuovere genericamente l’amore per i libri e la lettura non ha mai sortito effetti efficaci: a scuola è sempre stato, almeno per alcuni, come proporre la verdura nel piatto dei bambini, che immancabilmente la rifiutano, a meno che non sia presentata in modo accattivante e appetitoso. E come presentare i libri in modo accattivante e appetitoso?

Il web, e il social reading6 in modo particolare, possono venire in aiuto: piattaforme online dedicate ai libri, blog letterari, gruppi di lettura virtuali possono rappresentare validi strumenti capaci di catalizzare l’attenzione dei più giovani.

Una delle esperienze più recenti, che va consolidandosi con una sempre maggiore organizzazione che si rivolge a docenti e studenti di qualunque grado di scuola, culminata nel luglio scorso nel primo meeting degli insegnanti che hanno sperimentato il metodo e lo utilizzano nel proprio curricolo disciplinare7, è quella che ho personalmente maturato con l’Associazione TwLetteratura8, che si è proposta negli ultimi anni come supporto all’azione docente. La premessa necessaria è il metodo, che considera la lettura strumento di condivisione: i salotti letterari esistono da secoli, i lettori da sempre sentono l’esigenza di confrontarsi su ciò che leggono o hanno letto. Gruppi di lettura, spazi di discussione sui prodotti dell’editoria sono la normalità. Nella lettura collettiva oggi c’è uno strumento che potenzia il confronto: il social network. L’obiettivo è quello di leggere, far leggere e parlare di ciò che si è letto, anche a distanza, con persone che condividono la stessa passione.

Il metodo Tw Letteratura può essere quindi utilizzato in chiave didattica, non in sostituzione ma a supporto di approcci più tradizionali, per perseguire tre obiettivi:

– educare alla pratica della lettura e stimolare l’amore per i libri, le opere d’arte e la cultura;

– insegnare le regole della scrittura sintetica

– educare all’uso consapevole delle nuove tecnologie e delle reti sociali online.

Quindi i lettori prima di tutto, i libri, il pensiero che si sviluppa, il confronto con chi è più vicino (in classe, ad esempio), ma anche con chi è fisicamente lontano e però fa parte della stessa comunità virtuale. Poi viene il gioco letterario; parafrasi, libere associazioni di idee, commenti, citazioni, giochi linguistici, parallelismi letterari, traduzioni in lingue diverse (anche in dialetto), associazioni a immagini, musica, film: tutto intorno a un libro scelto da un gruppo di lettori che decidono di leggere insieme, seguendo un calendario che scandisce le tappe di lettura. Da ultimo viene lo strumento: la rete, il social network, Twitter nello specifico (ma è appena partita la piattaforma Betwyll, ad uso esclusivo delle scuole che si registreranno). I vantaggi sul piano strettamente formale: lo spazio costretto dei 140 caratteri consentiti dal tweet (il messaggio che si lancia in rete) porta a estrapolare le informazioni ritenute importanti da ciascun lettore e su quello ad esprimere un pensiero, un’osservazione; quindi la comprensione e la riflessione sul testo sono il primo passo. Poi c’è l’aspetto grammaticale: 140 caratteri significano poche parole con le quali costruire una frase. Per starci, bisogna formulare questa frase scegliendo i sinonimi più brevi se servono (aspetto lessicale e semantico) e la struttura morfosintattica più snella che consenta di preservare la chiarezza (riflessione sui meccanismi di funzionamento della lingua). Insomma, una bella sfida linguistica.

È senza dubbio una pratica innovativa, quasi rivoluzionaria: personalmente ho iniziato con un gruppo di dieci ragazzi tre anni fa, quando l’associazione ha deciso di aprirsi alle scuole e di proporre questo nuovo modo di leggere i classici, dopo aver giocato negli anni precedenti con il resto della comunità, discutendo sui romanzi di Pavese, sugli scritti di Pasolini, sulle storie di Calvino, solo per citare qualche esperienza. Come si fa per tutti i progetti, ho tenuto conto della fattibilità e delle risorse (intendendo per risorse le mie forze e la possibilità di fornire dei libri gratuitamente ai ragazzi, tutti scaricabili in rete, quindi senza costi aggiuntivi per loro), ho monitorato l’esperienza e ho ricavato dei dati a consuntivo, che incoraggiano a proseguire l’esperienza e a promuoverla presso i colleghi.

Gli esiti non sono stati tutti sempre adeguati, la risposta degli studenti non è omogenea, inoltre  dalle riscritture -sulle quali per scelta si è deciso di non intervenire a correggere- sono emerse molte incertezze a livello soprattutto morfosintattico, spesso anche semantico-lessicale e, più in generale, di comprensione del testo.

Ma la ricaduta didattica si è sentita da subito: l’esercizio continuo alla sintesi, alla ricerca dei collegamenti, ai giochi linguistici, all’uso di detti popolari e dialettali, che ha costretto gli alunni a fare inferenze con il proprio vissuto, ha affinato doti che potranno solo ulteriormente confermarsi. Vanno poi considerati gli esiti sul piano dell’esperienza umana: i ragazzi si producono in attività di tutoraggio e di peer education, oltre che nelle giornate dedicate all’orientamento in entrata, con gli studenti ospiti della secondaria di primo grado, anche in prospettiva di un curricolo verticale.

Si tratta di una metodologia destabilizzante rispetto alle pratiche didattiche più tradizionali, anche in relazione al coinvolgimento dello strumento Twitter: la cosa importante però è che i ragazzi leggano, e in questo non c’è nulla di rivoluzionario, se non l’idea che, per essi, leggere possa diventare un piacere irrinunciabile.

Altri ambienti si potrebbero testare su piattaforme ad hoc, che sfruttino anche la dimensione tridimensionale, per creare eventi di bookcrossing virtuale.

Un esempio di applicazione è quello offerto da Edmondo, un mondo virtuale protetto creato da Indire9 e basato su tecnologie open source, appositamente predisposto per studenti e docenti che possono sperimentare una didattica fortemente innovativa, con lo scopo di “superare gli svantaggi che tipicamente affliggono le principali piattaforme virtuali 3D online quando si tratta di impiegarle in didattica”.

 

 

 

1) Il28 settembre 2015 a Bari si è tenuto il convegno “Puglia:Cenerentola delleditoria in Italia. Il libro… impossibile” organizzato dalla Slc Cgil Puglia, durante il quale sono stati resi noti i dati secondo cui l’Istat assegna alla Puglia il penultimo posto nella classifica nazionale dei libri letti in un anno, con il 26,8% dei pugliesi che ha letto almeno un libro nel 2014, contro una media nazionale del 41,1%.

2) Mi riferisco, ad esempio, alla “Città del Libro” di Campi Salentina, ferma all’edizione 2014.

3) Solo per citarne qualcuna: il MIUR promuove la terza edizione di “Libriamoci a scuola”, iniziativa per la promozione della lettura nelle scuole di ogni ordine e grado http://www.libriamociascuola.it/; #IoLeggoPerché è una campagna che si propone di trasmettere il messaggio della lettura in quanto passione http://www.ioleggoperche.it/it/home/; il “Maggio dei libri”, promosso da governo.it, ha l’obiettivo “di ribadire il valore sociale della lettura quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile” http://www.governo.it/media/il-maggio-dei-libri-2016/4716; #iMiei10Libri, iniziativa del MIUR per la scuola digitale, che ha l’obiettivo di “di promuovere la lettura e la cultura, di formare lettori motivati e consapevoli, di accrescere e alimentare il desiderio di imparare e apprendere, di sottolineare la funzione della lettura come indispensabile pratica educativa e formativa, di rafforzare il ruolo e la visibilità delle biblioteche scolastiche intese, oggi, nella loro nuova accezione di laboratori e ambienti innovativi in cui, anche attraverso nuove metodologie didattiche, coltivare e sviluppare conoscenze, saperi, attitudini e abilità trasversali” http://www.istruzione.it/scuola_digitale/prog-imiei10libri.shtml.

4) A tal proposito si veda un post del marzo 2012 sul sito di Annamaria Testa nuovoeutile.it

http://nuovoeutile.it/campagna-per-la-lettura-poveri-librie-poveri-non-lettori/.

5“Coi figli erano entrati a casa i libri. Lasciamo stare Donna Vincenza, ma Don Sebastiano, che era un uomo istruito, non aveva mai letto un libro. Il suo libro era il giornale, e un po’ quella Medicina delle passioni che era di moda allora, ed era arrivata a lui chissà da dove” (S. Satta, Il giorno del giudizio, Adelphi, Milano 1979: 58)

6http://www.storiacontinua.com/tech/nuove-pratiche-di-lettura-il-social-reading/

7https://www.twletteratura.org/2016/06/twletteratura-teachers-meeting-2016/

8Tw Letteratura è il nome del metodo con cui, attraverso l’esperienza interattiva e la riscrittura mediata da Twitter, si propone la lettura di opere della letteratura, delle arti e della cultura e la loro divulgazione. Tale metodologia è stata sperimentata a partire da gennaio 2012 da Paolo Costa, Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo, attorno ai quali si è aggregata una comunità vasta e fidelizzata di diverse migliaia di appassionati e alcune centinaia di “riscrittori” regolari, ed è pubblicata sotto licenza Creative Commons (Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo stesso modo)su https://www.twletteratura.org/.

9http://www.indire.it/ufficiostampa/scheda_stampa_edMondo.pdf

 

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