• sabato , 22 Febbraio 2020

Sulle relazioni Dirigente scolastico – Direttore sga

di Fabio Scrimitore

La cordialità di stile, connaturata all’essenza stessa delle relazioni interpersonali, rende quasi inverosimile che in una scuola possa avvenire quel che, all’ apparir del terzo millennio, il rassegnato Dirigente scolastico d’un istituto tecnico industriale, prossimo ormai alla pensione, riferì, con una vena di amarezza, all’ultimo dei provveditori agli studi d’una delle province più orientali della Penisola: Il Direttore dei servizi generali ed amministrativi della mia scuola mi proibisce di porre piede in segreteria. Me ne vado in pensione prima del tempo perché non ho visto risolvere questa inimmaginabile situazione.

Qualche anno dopo, un’elegante Dirigente scolastica, valentissima grecista-latinista, chiese allo stesso provveditore: Ma le sembra possibile che io non possa pregare il mio collaboratore scolastico, assegnato al primo piano del Liceo, di prestar temporaneamente servizio al pianterreno, senza averne preventivamente chiesto il permesso al Direttore sga?

In contrappunto, si cita il caso del Direttore sga d’un istituto comprensivo, il quale aveva fatto presente al Dirigente scolastico che il Regolamento sulle supplenze degli insegnanti del 2007 consente il completamento dell’orario di insegnamento di un docente che sia in servizio per 9 ore settimanali in una scuola qualunque, anche paritaria; lo sdoppiamento sarebbe potuto avvenire sdoppiando la cattedra in due gruppi di 9 ore di altrettante classi. Il Dirigente non aveva ritenuto di accogliere la proposta del Dsga, con la generica motivazione che, a suo giudizio, lo sdoppiamento d’una cattedra è sempre da evitarsi, per il non dimostrato bene della scuola.

Sono, questi, casi tutt’altro che frutto di fantasia narrativa e si segnalano per la loro eccezionale singolarità, così come resta eccezionale il color bianco della balena di Herman Melville nell’enorme pluralità delle balene grigio-scure degli oceani.

In altra scuola, il professore addetto alla biblioteca – giovane insegnante collocato permanentemente fuori ruolo –, preoccupato di sentirsi oggetto della malcelata contesa sorta fra il Dirigente scolastico ed il Direttore dsga, chiese all’ispettore del Nucleo esterno di valutazione se egli dovesse sentirsi dipendente del Dirigente scolastico oppure del Direttore sga.

Il salomonico ispettore illuminò le dubbiose menti assicurando che il professore addetto alla biblioteca, al pari del Dirigente scolastico e del Dsga, è dipendente del Ministero dell’istruzione.

Fra i pubblici dipendenti non sussiste alcun rapporto di gerarchia personale, intercorrono soltanto relazioni di competenza funzionale. E in tal genere di relazioni non vi è gerarchia alcuna, se non quella della competenza professionale: relativamente ad un determinato procedimento, il più competente prevale sul meno competente.