• venerdì , 10 Luglio 2020

Un metodo per valutare l’insegnamento

di Giampaolo Carollo

(docente di scienze MM.FF.CC.NN. nella scuola secondaria di I grado)

Questo lavoro nasce dal desiderio di interpretare in chiave operativa le indicazioni del comma 129 della Legge 107 sulla valutazione degli insegnanti, che così dispone:
il Comitato individua i criteri per la valorizzazione dei docenti sulla base:
a) della qualità dell’insegnamento …(omissis);
b) dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti …(omissis);
c) delle responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico …(omissis).
Ho cercato di definire un metodo per valutare il lavoro degli insegnanti che consideri, in proporzioni diverse, tutti i punti indicati nella legge.
Se si parte dall’assunto che la componente più rilevante dell’operato di un insegnante è “il lavoro d’aula” e “la costruzione dell’apprendimento”, se ne deduce che dovrebbero essere valutati bene soprattutto i risultati di questo lavoro. Come? Attraverso un modello matematico di regressione lineare che permette di misurare il cosiddetto “valore aggiunto” (VA) di un insegnante per ciascuna disciplina. Il metodo della regressione lineare tiene conto delle condizioni degli alunni in ingresso e in uscita, con riferimento al periodo che si intende valutare (biennio, triennio, quinquennio, ecc.); perciò il VA misurato non dipende dalle condizioni iniziali della classe, può essere alto in una classe mediocre e basso in una classe buona: dipende appunto dall’insegnante … probabilmente.
La regressione lineare è la retta di interpolazione dei punti che hanno come coordinate, su un pc, le medie dei test d’ingresso (ascissa) e di uscita (ordinata) somministrati in una classe e relativi al periodo considerato.

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