{"id":10119,"date":"2018-10-30T14:06:39","date_gmt":"2018-10-30T13:06:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/?p=10119"},"modified":"2018-10-30T14:06:50","modified_gmt":"2018-10-30T13:06:50","slug":"mercanti-di-luce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/mercanti-di-luce\/","title":{"rendered":"Mercanti di luce"},"content":{"rendered":"<h3>Il sistema educativo italiano visto con gli occhi di uno studente: idee e potenzialit\u00e0 per arginare i &#8220;cervelli in fuga&#8221;<\/h3>\n<p><strong>Di Andrea Mustafa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00abDodici sono addetti a visitare le terre straniere (&#8230;). Essi ci portano libri, sommari ed esemplari di quanto si \u00e8 scoperto negli altri Paesi: son questi i cosiddetti \u201cMercanti di luce\u201d\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Sembrano delle parole scritte in questi tempi, in cui spostarsi dalla propria terra risulta uno degli obiettivi principali, eppure sono state scritte ben quattro secoli fa. Non a caso Francis <strong>Bacon<\/strong> \u00e8 considerato un profeta della scienza moderna, una scienza che aveva come base <strong>l\u2019utilit\u00e0 sociale<\/strong>, la collaborazione tra gli individui.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>E non \u00e8 un caso, forse, se Bacon inserisce questa visione in un quadro completamente utopico. Allora come concretizzare il tutto? O meglio, <strong>\u00e8 davvero possibile?<\/strong> Il nostro Paese oramai, \u00e8 proiettato da tempo nella grande catena della globalizzazione, ma se quest\u2019ultima ha dato degli effetti pi\u00f9 che positivi per molti Paesi, in Italia invece ha comportato ad una pesante perdita in ambito culturale e intellettuale. Se guardiamo un po\u2019 indietro nella storia, possiamo vedere come i Greci <em>in primis<\/em>, gli Spagnoli e tanti altri popoli, secoli fa, avevano come uno dei principali obiettivi e desideri quello di raggiungere la nostra Penisola; essi volevano entrare a contatto con la grandiosit\u00e0 dell\u2019Impero Romano, i suoi edifici, le pi\u00f9 grandi opere latine, i capolavori artistici e la Penisola era considerata una meta anche per i figli dei grandi principi e re, affinch\u00e9 avessero una formazione all\u2019avanguardia.<\/p>\n<blockquote><p>Ma la storia ci insegna come tutto prima o poi cambia e si ribalta;\u00a0 se prima l\u2019Italia era vista come il Paese delle mille speranze e possibilit\u00e0, negli ultimi anni essa \u00e8 diventata un incubo da cui sempre pi\u00f9 persone vogliono scappare.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa mobilitazione sociale \u00e8 iniziata a partire dai primi anni del dopoguerra; i nostri nonni si armarono di valigie e partirono verso le Americhe, il Belgio, la Germania alla ricerca di un lavoro che potesse aiutarli a ricostruire una vita andata in frantumi con la guerra. Ma anche se lontani migliaia di chilometri, il pensiero e il cuore erano rivolti con un tono nostalgico alla propria patria. A cavallo tra un secolo e l\u2019altro, ancora una volta la situazione \u00e8 diversa. I media da tempo la chiamano <strong>\u201cfuga di cervelli\u201d,<\/strong> e a confermare questa affermazione sono i numerosi dati ISTAT che vedono, anno dopo anno, l&#8217;aumento esorbitante dei giovani italiani emigrati all&#8217;estero per motivi di studio e di lavoro.<\/p>\n<p>\u00abPrima si emigrava per la fame, adesso per una ricerca di gratificazione\u00bb: sono queste le parole di un professore universitario italiano, da tempo interessato ai motivi che portano i giovani laureandi a proiettare le loro speranze all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Mete indiscusse sono la Germania, l\u2019Inghilterra, i Paesi Bassi: Paesi che, a parere degli Italiani, hanno delle istituzioni politiche migliori, in cui si d\u00e0 maggiore importanza alla meritocrazia che al clientelismo, e la differenza che si riscontra maggiormente (secondo la testimonianza di una giovane emigrata all&#8217;estero) \u00e8 \u00abl&#8217;organizzazione in senso ampio, dall\u2019efficienza nel fare\/richiedere un certificato al Comune alla gestione della viabilit\u00e0 sulle strade\u00bb.<\/p>\n<p>In Italia, a mancare \u00e8 proprio questo: \u00abUn soddisfacente livello di dotazione infrastrutturale\u00bb che, come afferma Andrea <strong>Monorchio<\/strong> in \u201cApulia\u201d, \u00e8 stato da sempre fonte di ricchezza, \u00abdi maggiore produttivit\u00e0 e maggior efficienza nel settore industriale\u00bb e che potrebbe addirittura portare ad una diminuzione del divario tra le Regioni.<\/p>\n<p>Il caso pi\u00f9 clamoroso \u00e8 quello del Sud , che ha visto negli ultimi anni una crescita demografica, in particolare culturale, inferiore a quella del Nord. Anche qui, la causa principale del cambiamento sono i continui spostamenti. Se al Nord, i giovani cercano lavoro verso la Francia, la Germania, la Svizzera, al Sud non si vede l\u2019ora di ottenere il diploma e iniziare una carriera universitaria in citt\u00e0 come Milano, Roma, Torino e molte altre.<\/p>\n<blockquote><p>\u00a0Aldo <strong>Bello<\/strong> \u00e8 molto chiaro sulla regressione del Sud; infatti egli afferma che \u00abdi fronte al reiterato fallimento dello Stato (&#8230;) vi \u00e8 in atto una clamorosa selezione al contrario: si <strong>spostano gli intraprendenti e i capaci<\/strong>, e si deteriora progressivamente il capitale umano del Sud\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come si \u00e8 gi\u00e0 detto inizialmente, uno dei tanti motivi di questa fuga di cervelli \u00e8 la voglia di allontanarsi dall\u2019assenza di meritocrazia in Italia.<\/p>\n<p>Ragazzi con alte doti intellettuali, con grandi capacit\u00e0 e pensieri innovativi, si sentono sempre pi\u00f9 stretti ed emarginati da una societ\u00e0 che preferisce favorire persone totalmente incompetenti, per un effimero scopo personale e monetario. Tanti i casi, le denunce e i soldi utilizzati dalle famiglie per fare causa a una tale ingiustizia, ma pochi sono quelli che lottano per cercare un posto in Italia, molti quelli che preferiscono partire e non intendono tornare.<\/p>\n<p>Infatti \u00absolo uno su quattro degli scienziati con la valigia si dichiara disposto a rimpatriare\u00bb: dati disastrosi per un Paese che ha bisogno di genti nuove, con maggiore esperienza, disposte a cambiare le vecchie abitudini ormai in fallimento.<\/p>\n<p>Se non ci sono risorse su cui lavorare, \u00e8 bene che i giovani cerchino lavoro in Europa scommettendo su se stessi, ma \u00e8 anche vero che la maggior parte di essi, una volta all&#8217;estero, non riesce a trovare la professione tanto desiderata o per la quale aveva studiato e allora si appresta a lavorare in ristoranti, pizzerie, locali, negozi, luoghi del tutto ordinari che si trovano in anche Italia (anche se con qualche difficolt\u00e0 in pi\u00f9). Ma questo ci fa capire come la sola esperienza all\u2019estero, anche il solo fatto di imparare una lingua straniera, nuove tradizioni, porta i giovani italiani a lasciare le proprie mura e a spingersi verso il nuovo.<\/p>\n<p>E allora si ritorna alla domanda iniziale, come agire per fare del progresso un\u2019utilit\u00e0 sociale. E la risposta va cercata proprio tra i banchi di scuola. Quei banchi che vedono bambini con tanta voglia di conoscere, di agire, di cambiare qualcosa che non va a genio diventare pian piano adolescenti stanchi del mondo che li circonda, stanchi della routine quotidiana e che li spinge poi a partire via.<\/p>\n<p>La nostra societ\u00e0 non si rende conto di quanto importante sia l&#8217;istruzione, di quanto possa veramente rendere un Paese ricco o povero, interessante o meno. Nell&#8217;ultimo periodo si parla tanto della Buona Scuola, dei cambiamenti nei confronti di studenti e docenti \u00a0ma effettivamente cos&#8217;\u00e8 cambiato?<\/p>\n<p>Si parla tanto di dare posto di lavoro a migliaia di giovani laureati attraverso i tanti concorsi, ma allo stesso tempo si prolungano gli anni di lavoro prima della pensione. Risultato? Che i giovani professori continuano a non avere un lavoro, e molti dei vecchi professori dimostrano ogni giorno che passa, sempre meno voglia di insegnare e si limitano a \u201criscaldare la sedia\u201d, lamentandosi continuamente della loro situazione.<\/p>\n<p>Fortunatamente non sempre \u00e8 cosi, ci sono professori che nonostante l\u2019et\u00e0 continuano a invogliare i giovani nello studio, a trovare un punto in comune tra due diverse generazioni; ma purtroppo essi diminuiscono sempre di pi\u00f9 e la scuola oramai \u00e8 fatta di persone che non vogliono pi\u00f9 insegnare e giovani che non vogliono pi\u00f9 studiare ma scappare via.<\/p>\n<p>E come pu\u00f2 mancare poi il problema della<strong> lingua straniera<\/strong>? Anche se con il passare del tempo, nuove lingue si sono sviluppate nell&#8217;ambiente del commercio e del lavoro, la lingua inglese rimane sempre la base su cui poggiare la propria esperienza lavorativa e anche universitaria ed \u00e8 da tempo insegnata sin dalla materne. Il problema \u00e8 come viene insegnata.<\/p>\n<p>Chi ha le disponibilit\u00e0 economiche ha capito gi\u00e0 da tempo che con la scuola non si impara pi\u00f9 di tanto, se non si ha la fortuna di avere professori altamente qualificati, e quindi preferisce frequentare corsi pomeridiani a pagamento, spesso a prezzi esorbitanti.<\/p>\n<p>Chi invece non pu\u00f2 permettersi tali spese, deve accontentarsi della lezioncina fatta in classe, magari anche con il prof che spiega in italiano e invece di occuparsi della sua materia d\u00e0 lezioni di vita ai suoi studenti; senza dubbio anche queste sono essenziali per crescere i cittadini del futuro, ma che almeno venissero fatte in lingua inglese!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>Oltre alle competenze linguistiche, la societ\u00e0 globale richiede anche diversi altri tipi di capacit\u00e0, tra cui quelle relazionali, organizzative e tecniche.<\/p><\/blockquote>\n<p>La prima tra le pi\u00f9 importanti in assoluto: riuscire a vivere e a lavorare con altre persone, fare lavori di squadra: aspetti che la scuola si limita a fare soltanto negli anni delle elementari, con cartelloni e <em>power point<\/em>, e riprende poi nelle universit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio nel passaggio da un livello all\u2019altro di istruzione che c&#8217;\u00e8 il guasto. Nelle scuole superiori non si da molta importanza ai lavori di gruppo; lavori di squadra come l\u2019uso dei laboratori scientifici che la scuola offre e che purtroppo non vengono mai usati come dovuto. Analizzare organi di animali, reazioni, trovare leggi fisiche in cose che facciamo ogni giorno, attirano anche coloro ai quali fisica o chimica non interessano minimamente.<\/p>\n<p>Si fa troppa teoria e poca pratica. I giovani imparano a relazionarsi in altri modi, chi negli scout, chi nell\u2019oratorio della chiesa come animatore, chi suonando in <em>band<\/em>, ma a scuola non c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0. Le poche opportunit\u00e0 che vengono date sono rivolte a coloro che hanno scelto il ramo linguistico, attraverso degli scambi culturali con altri Paesi: cosa molto giusta, ma occorrerebbe almeno dare l&#8217;essenziale anche agli altri.<\/p>\n<blockquote><p>Un Paese che non permette ai suoi cittadini di avere le doti necessarie per aprirsi al mondo moderno, non pu\u00f2 ritenersi sviluppato!<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molte volte sono anche gli stessi professori a invogliare i ragazzi ad andare via, lamentandosi ad esempio di quanto poco sviluppato sia il Sud, ammirando le universit\u00e0 del Nord e quelle internazionali.<\/p>\n<p>Prendiamo in considerazione, ad esempio, Oxford, citt\u00e0 universitaria per eccellenza, in un Paese, il Regno Unito, che sistematicamente coinvolge i giovani in ogni sua attivit\u00e0, rende un lavoro di squadra, di ritmo, di tecnica anche una semplice lezione di palestra.<\/p>\n<p>L\u2019entrata nei musei non \u00e8 a pagamento come in molti Paesi europei, mentre in Italia aumentano i costi dei biglietti. I ragazzi hanno maggiori possibilit\u00e0 di inserirsi nella societ\u00e0, si sentono partecipi.<\/p>\n<p>I giovani devono essere <strong>\u201cMercanti di Luce\u201d<\/strong>, portare novit\u00e0 nel proprio Paese, guidarlo verso lo sviluppo, e non essere Viaggiatori con biglietto di solo andata. L\u2019intero sistema italiano deve ricostruirsi dalla fondamenta, dare valore alla propria storia e alle proprie risorse, investire nel campo scientifico e tecnologico, perch\u00e9 il mondo esterno ha solo queste caratteristiche e bisogna fare di tutto per far capire agli italiani \u201cla mia Italia ne vale la pena\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sistema educativo italiano visto con gli occhi di uno studente: idee e potenzialit\u00e0 per arginare i &#8220;cervelli in fuga&#8221; Di Andrea Mustafa \u00a0 \u00abDodici sono addetti a visitare le terre straniere (&#8230;). 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