{"id":10579,"date":"2019-04-19T17:55:05","date_gmt":"2019-04-19T15:55:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/?p=10579"},"modified":"2019-04-19T18:16:24","modified_gmt":"2019-04-19T16:16:24","slug":"basta-anche-un-solo-classico-per-capire-il-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/basta-anche-un-solo-classico-per-capire-il-novecento\/","title":{"rendered":"Basta anche un solo classico per capire il Novecento"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Antonio Errico<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cQuando il primo extraterrestre sbarcher\u00e0 sulla Terra, la prima cosa che far\u00e0 sar\u00e0 quella di andare a leggersi un&#8217;opera di <strong>Shakespeare<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ha detto in un&#8217;intervista al <em>Messaggero<\/em> <strong>Flavio Bucci<\/strong>, l&#8217;interprete strepitoso di <strong>Antonio Ligabue<\/strong>.<\/p>\n<p>Shakespeare \u00e8 una sintesi. Shakespeare \u00e8 una sineddoche, \u00e8 la parte per il tutto. Sta al posto di classico, di esemplare, al posto di bellezza; vuol dire sommit\u00e0 di concetti, profondit\u00e0 semantica.<\/p>\n<p>Flavio Bucci ne ha nominato uno per tutti. Avrebbe potuto dire Dante, Omero, Virgilio, Leopardi, Baudelaire, Goethe, Seneca, Cervantes, Coleridge, Lee Masters, Ariosto, Voltaire, Keats. Avrebbe potuto fare un elenco di nomi senza mai riuscire a terminare. Ha detto Shakespeare, e ci ha fatto capire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando il primo extraterrestre arriver\u00e0 da queste parti, vorr\u00e0 capire, o dovr\u00e0 necessariamente capire, come funziona il mondo da queste parti. Senza la conoscenza del suo funzionamento, non avr\u00e0 alcuna possibilit\u00e0 di sopravvivenza. Vorr\u00e0 e dovr\u00e0 capire che cosa sono la pace e la guerra, l&#8217;amore e la violenza, l&#8217;odio e la compassione, la paura e l&#8217;illusione, la colpa e l&#8217;innocenza, la saggezza e la stoltezza, la serenit\u00e0 e la follia, l&#8217;egoismo e l&#8217;altruismo, la verit\u00e0 e la menzogna, la felicit\u00e0 e il dolore, l&#8217;oblio e la memoria; che cos&#8217;\u00e8 la realt\u00e0 e che cos&#8217;\u00e8 il sogno.<\/p>\n<p>Vorr\u00e0 capire, dovr\u00e0 capire.<\/p>\n<p>Ma il catalogo dell&#8217;umano \u00e8 <strong>scritto dentro i classici<\/strong>. L\u00ec \u00e8 compilato il catalogo delle passioni. Tutto quello che pu\u00f2 accadere mentre si attraversa il proprio tempo. La commedia e la tragedia. L&#8217;imprevedibilit\u00e0 e l&#8217;imprevisto. L&#8217;euforia e la depressione. L&#8217;affermazione di s\u00e9 e la negazione. L\u00ec sono contemplate tutte le esperienze, le storie, le avventure possibili e impossibili, le occasioni che si possono cogliere o perdere; l\u00ec ci sono miserie e nobilt\u00e0, i chiari, gli scuri, i chiaroscuri, le realt\u00e0 che sembrano finzioni e le finzioni che si propongono come realt\u00e0.<\/p>\n<p>Nei classici si stendono tutti i luoghi della terra, si muovono tutti gli uomini e le donne che sono vissuti, quelli che vivono e\u00a0 che vivranno, e anche quelli che non vivranno mai, si ritrovano tutte le storie del mondo che l&#8217;extraterrestre vuole conoscere, tutte le loro trame e i loro intrecci, tutti gli incipit e gli explicit, tutti i fini lieti e tutti quelli tristi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando il primo extraterrestre arriver\u00e0 su questa terra, per capire come si vive, come si sopravvive, come si muore una volta sola o pi\u00f9 volte, avr\u00e0 bisogno di tutti i classici, oppure di uno solo.<\/p>\n<p>Shakespeare, dice Flavio Bucci. Ma ognuno pu\u00f2 proporne un altro, secondo il proprio sapere e il proprio piacere.<\/p>\n<blockquote><p>Forse non sar\u00e0 necessario che l&#8217;extraterrestre li conosca tutti. Forse baster\u00e0 che ne conosca solo uno. Perch\u00e9, se un libro \u00e8 un classico, li contiene tutti. Se un libro \u00e8 un classico che rappresenta un microcosmo, quella rappresentazione diventa universale, racconta il mondo intero. Allora basterebbe solo Garcia M\u00e0rquez<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando il primo extraterrestre cercher\u00e0 i classici, probabilmente avr\u00e0 bisogno di un consiglio. Se per caso il consiglio\u00a0 dovesse darlo chi scrive queste righe, gli suggerirebbe il Novecento. Gli direbbe: \u201cLeggi qualsiasi cosa del Novecento\u201d. Non farebbe nessun nome, nemmeno uno. Un libro di poesie, un romanzo qualsiasi, un qualsiasi saggio del Novecento. \u201cBasta un libro solo\u201d, gli direbbe. \u201cSe vuoi capire da dove veniamo, forse anche dove stiamo andando, se vuoi capire il modo in cui siamo e il motivo per il quale non siamo in un modo diverso, se vuoi capire le tensioni, le contraddizioni, le fantasie, gli entusiasmi, i tremori, certi trasalimenti, certe nostre ossessioni, le bellezze e le bruttezze che ci portiamo dentro, i ricordi di cui siamo impastati, i nostri torti e le nostre ragioni, se vuoi capire i sogni che abbiamo, quelli ai quali abbiamo rinunciato, le nostre illusioni e\u00a0 delusioni, gli innamoramenti e i disamori, il nostro volare alto e il nostro strisciare, il nostro canto e il nostro silenzio, leggi il Novecento\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Magari gli verrebbe da dire \u201cLeggi Kafka, leggi Thomas Mann, Brecht, Woolf, Rilke, Montale, oppure Benjamin oppure Wittgenstein, o ancora Ricoeur\u201d, ma non farebbe nessun nome, non pronuncerebbe nessun titolo. Si morderebbe la lingua per non dire \u201cLeggi Pavese, Sciascia, Calvino, oppure Primo e Carlo Levi, oppure Salinger, oppure Kundera\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ha ragione Flavio Bucci: uno vale per tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Novecento ha creato un mondo nuovo, un uomo nuovo, e nuove storie, nuovi pensieri, nuovi linguaggi, nuove scienze. Ha richiesto, ha preteso una relazione diversa con il tempo, lo spazio, l&#8217;universo, i sentimenti, con noi stessi. Senza leggere i classici di quel tempo, un extraterrestre non\u00a0 pu\u00f2 capire tutto questo. Non possiamo capirlo neanche noi.<\/p>\n<blockquote><p>Se non leggiamo i classici del Novecento, non siamo per nulla diversi da un extraterrestre. Ci manca l&#8217;orientamento, il senso delle cose, la spiegazione di cause e\u00a0 conseguenze degli avvenimenti<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All&#8217;extraterrestre basterebbe un solo libro per capire: non tutto, certamente, perch\u00e9 il tutto non si capisce mai. Gli basterebbe un solo libro per capire una condizione essenziale del nostro essere ora, qui: <strong>il dubbio<\/strong>. Il dubbio \u2013 quello essenziale, quello che apre la via della ricerca \u2013 \u00e8 stato trasformato in metodo sistematico e ineludibile dal Novecento. Finanche quel dubbio che conduce all&#8217;assolutezza della negazione. Allora, per questa condizione, all&#8217;extraterrestre basterebbero soltanto due versi di Montale: \u201cCodesto solo oggi possiamo dirti,\/ ci\u00f2 che non siamo, ci\u00f2 che non vogliamo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando l&#8217;extraterrestre avr\u00e0 letto tutti i classici del Novecento, oppure soltanto uno di essi, non si pu\u00f2 escludere che ci ripensi sull&#8217;opportunit\u00e0 di trattenersi da queste parti.<\/p>\n<p>Probabilmente dalle sue parti \u00e8 tutto meno complicato, tutto pi\u00f9 leggero. Da quelle parti non hanno avuto le tragedie, le lacerazioni, le contraddizioni del Novecento. Per\u00f2 non hanno avuto nemmeno gli splendori delle sue scienze, delle arti, delle filosofie. Dalle sue parti non hanno mai sentito il sapore dolceamaro dei suoi classici. Insomma, manca loro qualcosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Errico &nbsp; \u201cQuando il primo extraterrestre sbarcher\u00e0 sulla Terra, la prima cosa che far\u00e0 sar\u00e0 quella di andare a leggersi un&#8217;opera di Shakespeare\u201d. 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