{"id":10681,"date":"2019-05-21T15:57:56","date_gmt":"2019-05-21T13:57:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/?p=10681"},"modified":"2019-06-17T11:10:09","modified_gmt":"2019-06-17T09:10:09","slug":"controlli-biometrici-per-i-dirigenti-scolastici-cui-prodest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/controlli-biometrici-per-i-dirigenti-scolastici-cui-prodest\/","title":{"rendered":"Controlli biometrici per i dirigenti scolastici: cui prodest?"},"content":{"rendered":"<h3><strong>\u00c8 risaputo che i DS non hanno un orario di lavoro prestabilito: ma allora, ha davvero senso controllarne la presenza all\u2019interno della scuola con sistemi tanto sofisticati quanto costosi? \u00a0\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p><strong>di Fabio Scrimitore\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Abstract<\/strong><\/p>\n<p><em>Il controllo della presenza\u00a0dei dirigenti scolastici con strumentazioni biometriche \u00e8 tanto necessario per la scuola italiana quanto lo fu la polena per la grandezza della Grande y Felicisima Armada di Filippo II di Spagna. Forse, per\u00f2, non pochissimi benpensanti riusciranno a intuire il motivo per cui questo genere di controllo non sia stato esteso\u00a0al personale della carriera prefettizia e diplomatica. Chiss\u00e0 se \u2013 melius re perpensa \u2013 il legislatore non decida di ritornare sui suoi passi, restituendo cos\u00ec ai dirigenti scolastici la stessa dignit\u00e0 professionale riconosciuta ai dirigenti del Viminale o della Farnesina.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fra i corsi e i ricorsi di vichiana memoria si potr\u00e0 trovare facilmente la ciclica ricorrenza di pi\u00f9 d\u2019un ispirato tribuno del popolo, le cui rampanti proposte innovative, probabile frutto di preoccupanti sondaggi elettorali oppure di sogni del primo mattino, ricordino l\u2019irrompere dell\u2019elegante pifferaio che, al richiamo d\u2019un borgomastro cisalpino, con il suo ammaliante flauto magico tenti di convincere\u00a0 valligiani e cittadini che sia sufficiente un solo tratto di matita indelebile tracciato su d&#8217;una scheda per liberarli dalle pene che li affliggono.<\/p>\n<p>Sicch\u00e8, fra i monti e le valli che rendono ancor bella la terra dove il s\u00ec suona, ad un popolo liberato <em>jussu imperii<\/em> dalla povert\u00e0, protetto <em>manu militari <\/em>dalle orde di migranti che minacciano i suoi lidi, \u00e8 stato promesso un avvenire radioso anche per la scuola.<\/p>\n<p>Lo ha assicurato fra il Manzanarre ed il Reno non il titolare pro-tempore del Miur, ma una distinta signora che esercita la stessa professione di Cicerone e che, una volta raggiunto, grazie ai neofiti di Alberto di Giussano, l\u2019alto scranno ministeriale che fu di Francesco Cossiga, Massimo Severo Giannini e Sabino Cassese, ha individuato nell\u2019attuale <strong>regolamentazione della funzione dei dirigenti scolastici<\/strong> una delle cause che non consentono alla nostra scuola di conseguire gli stessi livelli di qualit\u00e0 dei sistemi educativi delle pi\u00f9 evolute nazioni nord- europee.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un solo interrogativo ha sollecitato una riflessione sulla citata intuizione ministeriale.<\/p>\n<p>Si \u00e8 pensato che almeno venticinque, fra gli oltre settemila dirigenti scolastici, si saranno chiesti, insieme con l\u2019autore di queste note, se vi sia stato qualche episodio, realmente accaduto nel variegato mondo della Scuola, che avr\u00e0 potuto far avvertire alla determinata ministra della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, la necessit\u00e0 di una legge che affidasse a costosi strumenti biometrici (per il riconoscimento delle impronte digitali o dei colori dell\u2019iride) la verifica della presenza quotidiana del dirigente nella sede di servizio, o in almeno uno dei plessi in cui si articola la scuola.<\/p>\n<p>La domanda nasce (sia consentita la digressione) dalla convinzione acquisita col giovanile entusiasmo, suscitato da bravi insegnanti, nei verdi anni durante i quali i liceali generalmente si appassionano al metodo dell\u2019argomentazione majeutica che Socrate sperimentava coi giovanetti ateniesi ai piedi dell\u2019Acropoli, oppure al rigore della logica formale del <em>maestro di color che sanno<\/em>, secondo il quale non vi \u00e8 scienza che non possa ammettere che qualunque effetto, a qualunque sfera del reale attenga, deve avere necessariamente una causa efficiente, anche se questo principio oggi non convince del tutto, o forse non convince affatto, i teorici di fisica quantistica, abituati come sono tutti gli epigoni di Niel Bohr a constatare che una particella subatomica, pur trovandosi a qualche parsec di distanza da una sua ex compagna di relazione fisica, cambia colore al cambiar del colore della compagna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il desiderio di una risposta a questo primo interrogativo ha impegnato il redattore in un\u2019attivit\u00e0 di ricerca che avrebbe forse\u00a0 richiesto attitudini simili a quelle del compianto ed eminente semiologo che amava rovistare nei disadorni archivi vetero e paleomedioevali, fra pergamene, papiri e cinquecentine, alla ricerca di spunti per narrare del<em> Nome della Rosa<\/em>, di<em> Baudolino <\/em>e de <em>La meravigliosa fiamma della regina Luana<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale cronista di modeste vicende scolastiche non ha condotto le sue ricerche alla luce fioca delle candele delle fredde biblioteche domenicane, ma fra poche, ordinate e luminose emeroteche dei giorni nostri, allo scopo di appurare se vi sia stato qualche recente o vecchio resoconto giornalistico che abbia portato all\u2019attenzione dei lettori e dell\u2019Ufficio comunicazione del Dipartimento della Funzione pubblica la notizia del disagio procurato ad alunni dall\u2019assenza a scuola del dirigente scolastico, oppure d\u2019un malaugurato incidente occorso a qualcuno di essi, che la sua presenza avrebbe potuto scongiurare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nulla di particolarmente significativo negli spazi delle cronache di evidenza scolastica \u00e8 stato possibile riscontrare, e neppure l\u2019occasionale visita alla storica sede meneghina del pi\u00f9 diffuso quotidiano italiano ha permesso di conoscere fatti che evidenziassero inefficienze ascrivibili a disattenzioni, oppure ad assenze immotivate, del dirigente scolastico, fatta salva l\u2019imprevedibile singolarit\u00e0 di quel capo di istituto che si \u00e8 visto sospendere dal servizio per aver autorizzato visite guidate assolutamente prive dell&#8217;indispensabile valenza didattica.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 approfondite ricerche hanno evidenziato, invece, deplorevoli aggressioni di qualche esuberante, quanto incivile, genitore, al quale la familiare prassi di misantropia sociale ha suggerito di indirizzare alla persona del dirigente rozze rimostranze contro il presunto rigore educativo della sua scuola, obbligandolo ad ascoltare un immaginabile monologo nella presidenza, chiusa a chiave dall\u2019aggressore nello stesso modo in cui\u00a0 venne sprangata la porta della Torre della Muda dei poveri fratellini Anselmuccio, Gaddo, Uguccione e Brigata. Ed all\u2019incancellabile ricordo del pianto struggente della madre d\u2019uno sfortunato studente liceale, vittima del cedimento del fatiscente solaio d\u2019un ambiente attiguo all\u2019edificio scolastico, si associa l\u2019emblematica immagine di quel dirigente scolastico che da anni attende la conclusione del processo, intentatogli per mancata vigilanza sull\u2019insufficiente sicurezza di spazi scolastici esterni alle aule.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se, come suggerisce l\u2019eleganza creativa di Italo Calvino, l\u2019ultima ora di una notte d\u2019inverno un viaggiatore passasse davanti ad una scuola che accoglie amorevolmente bambini della seconda infanzia, della prima fanciullezza e preadolescenti, potrebbe vedere ben sollevate le brune tapparelle ed accese le luci della presidenza, insieme con quelle degli uffici di segreteria e dei corridoi del pianterreno dell\u2019austero edificio degli anni Trenta. Sicuramente quelle luci non le avr\u00e0 accese il collaboratore scolastico, perch\u00e9 non glielo consentirebbe il rigore protettivo del suo orario di lavoro contrattualizzato; probabilmente l\u2019interruttore generale dell\u2019energia elettrica lo avr\u00e0 azionato il dirigente scolastico, insieme con quello dell\u2019impianto di riscaldamento, allo stesso modo in cui, un tempo, il sacrista accendeva i ceri dell\u2019altare per la Messa e scopriva l\u2019armonium per l\u2019organista, prima che vi giungessero il locale don Abbondio e l\u2019autodidatta musicista, insieme con le anziane ex catechiste, velate di nero.<\/p>\n<p>Lo stile del reale, e non immaginario, dirigente conserva ancora i tratti del preside di una volta, che considerava la scuola come componente essenziale della sua vita, un po\u2019, forse, come il vecchio capitano del reggimento alpino che, nelle melanconiche parole del coro di montagna, univa in un sol moto dell\u2019animo casa, monti, valli e bandiera del suo corpo militare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con la sua presenza costante fra le cattedre e la segreteria, e prima ancora che, con le sue ricorrenti iniziative legislative, il buon Luigi Berlinguer inducesse i parlamentari del 1997 a condividere i vantaggi funzionali dell\u2019autonomia scolastica e quelli, connessi, dell\u2019attribuzione della qualifica dirigenziale, il capo di istituto spiegava agli alunni ed alle famiglie\u00a0 che le leggi dello Stato democratico hanno la funzione di integrare, non di sostituire, le altre leggi: quelle che non sono mai comparse sulle pagine della Gazzetta ufficiale della Repubblica, ma che rappresentano il <strong>codice morale<\/strong>, prima ancora che quello deontologico, che la migliore tradizione sociale ha impresso nell\u2019animo del dirigente, oltre che in quello dell\u2019insegnante, e che i biologi chiamano <em>imprinting.<\/em><\/p>\n<blockquote><p>Sicch\u00e9 il preside, o il collega direttore didattico, non avrebbero mai potuto immaginare che, un giorno lontano, dai verdi scranni di Montecitorio e dalle rosse poltroncine di Palazzo Madama sarebbe potuta spuntare una legge che introducesse singolari <strong>forme di controllo delle presenze nella scuola<\/strong>, molto costose e del tutto prive di utilit\u00e0 sociale, dal momento che, come si \u00e8 affermato precedentemente, non vi sono\u00a0 prove oggettive che dimostrino come l\u2019attuale stato di scarsa efficienza, efficacia e produttivit\u00e0 della scuola pubblica sia addebitabile all\u2019assenza dei Dirigenti intorno alle aule<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le indagini demoscopiche hanno fatto soltanto ipotizzare che sulla qualit\u00e0 della scuola potrebbe influire piuttosto l\u2019et\u00e0 media della classe docente, oppure l\u2019adozione di pratiche didattiche che valorizzino al meglio gli apporti dell\u2019informatica e delle moderne tecnologie, oppure ancora lo stile di apprendimento degli studenti in aula o nei contesti familiari;\u00a0 nulla, per\u00f2, \u00e8 stato verificato circa l\u2019incidenza che la presenza, o l\u2019assenza, del Dirigente scolastico avrebbe sulla qualit\u00e0 degli apprendimenti.<\/p>\n<p>\u00c8 vero, invece, che da anni opera il Sistema Nazionale di Valutazione, al quale compete la valutazione dei dirigenti scolastici, affidata alle iniziative programmate da INVALSI e da INDIRE, con la diretta cooperazione del Corpo dei dirigenti tecnici (gli ex ispettori). Come si \u00e8 gi\u00e0 sostenuto, i mass media non hanno mai potuto disporre di elementi sufficienti per far sorgere nell&#8217;opinione pubblica, e soprattutto nelle famiglie, la sensazione che fosse necessario sottoporre a sofisticati controlli biometrici gli ingressi e le uscite dai locali scolastici dei dirigenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A conclusione di questo\u00a0 lungo inciso, si pu\u00f2 ribadire, ove ce ne fosse ancora bisogno, che c\u2019\u00e8 stato un tempo in cui il Parlamento ha considerato la scuola bisognosa d\u2019una legislazione distinta, rispetto a quella con la quale lo Stato disciplina gli altri settori dell\u2019amministrazione pubblica.<\/p>\n<p>Era il tempo in cui i legislatori del Regno d\u2019Italia ed i loro epigoni della Prima Repubblica, quando componevano testi legislativi per la scuola, lo facevano emanando leggi specifiche per gli insegnanti e i capi di istituto, elaborandone gli articoli e i commi con l\u2019acume ed il discernimento richiesti dalla specifica natura delle funzioni didattiche che si svolgono nelle istituzioni educative, nella piena consapevolezza che l\u2019insegnamento non \u00e8 per nulla assimilabile alle attivit\u00e0 squisitamente amministrative o tecniche, n\u00e9 ad esse minimamente comparabile.<\/p>\n<p>Vero \u00e8 che la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell\u2019art. 4 della Legge-delega n. 421 del 23 ottobre 1992 ha sottratto alla scuola la specificit\u00e0 educativa dell\u2019insegnamento; infatti, da allora, gli insegnanti ed i capi di istituto sono stati risucchiati nel vasto mare della normazione dei dipendenti pubblici, come se il tratto di stile che avvicina l\u2019insegnante elementare al bambino in lacrimucce, al suo primo ingresso fra i banchi della scuola primaria, e come se il coordinamento didattico di istituzioni che accolgono quotidianamente non meno di seicento tra scolari e studenti, richiedessero lo stesso distacco emotivo e la medesima attenzione anaffettiva che comporta la composizione col computer di un atto amministrativo, o la stesura col pantografo di un progetto tecnico edilizio o meccanico.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 nato cos\u00ec un nuovo status del capo d\u2019istituto, che probabilmente la stessa ministra della Pubblica Amministrazione avr\u00e0 avuto modo di conoscere nell\u2019esercizio della sua professione forense, nelle aule dei tribunali in cui si celebrano udienze del primo grado di giudizio civile; in qualcuna di quelle aule, la ministra avr\u00e0 potuto esser controparte di qualche dirigente scolastico, convenuto in giudizio in rappresentanza del Miur e della scuola da lui diretta. Non si potrebbe, perci\u00f2, escludere che la stessa ministra abbia potuto verificare<em> ex professo <\/em>quanto grande sia la generosit\u00e0 dell\u2019art. 21 della Legge-delega n. 59\/1997 che, nel concedere l\u2019autonomia alle scuole, ha posto le premesse perch\u00e9 lo Stato potesse conferire al dirigente scolastico anche l\u2019onore di indossare metaforicamente la toga di <strong>difensore legale dell\u2019Amministrazione scolastica<\/strong>, ponendolo su un piano di perfetta dignit\u00e0 funzionale con i principi del foro civile.<\/p>\n<p>Inoltre, questa ipotizzata esperienza avr\u00e0 permesso alla ministra di verificare obiettivamente che la professione di avvocato del libero foro, almeno nel primo grado del giudizio civile, pu\u00f2 essere serenamente svolta da un laureato in pedagogia, prima docente a tempo indeterminato in una scuola primaria e successivamente diventato dirigente, allo stesso modo in cui un professore di matematica, dopo aver superato il concorso per dirigente scolastico, potr\u00e0 opporre alle argomentate censure formali del ricorrente memorie difensive che il suo nuovo <em>status <\/em>gli consente di formulare.<\/p>\n<p>Non a caso, infatti, l&#8217;Avvocatura distrettuale dello Stato assicura il suo patrocinio all&#8217;Amministrazione soltanto quando il giudizio coinvolga questioni di massima o di rilevante entit\u00e0 economica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se i tempi ed il poetico desio d\u2019onore suggerissero l&#8217;opportunit\u00e0 di formulare testi legislativi pi\u00f9 consoni alla delicatezza ed all\u2019utilit\u00e0 sociale delle funzioni che il dirigente scolastico \u00e8 chiamato a svolgere nella quotidianit\u00e0, vestendo e rivestendo, con vece alterna, i diversi panni di datore di lavoro, di responsabile della sicurezza, di garante del trattamento dei dati personali, di vigile protettore della privacy dei bambini e degli adolescenti, di titolare di stazione appaltante, di presidente di consigli di classe e del collegio dei docenti, di presidente di commissioni d\u2019esame interne ed esterne, aggiungendo a tali incombenze il non minore impegno di interlocutore privilegiato dei\u00a0 sottoscrittori del patto educativo di corresponsabilit\u00e0, se tutto questo accadesse, sarebbe probabile che la ministra della Pubblica Amministrazione avvertisse con chiarezza l\u2019evidente assenza di legame logico tra le proposizioni che compongono la seguente risposta, <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/scuola\/2019\/04\/12\/news\/presidi_contro_impronte_digitali-223859241\/\">che ha recentemente dato ai dirigenti scolastici<\/a>: \u201c<em>Per quanto concerne poi l&#8217;applicazione dei sistemi di controllo al personale dirigenziale, \u00e8 finalizzata non a rilevare il rispetto dell&#8217;orario di lavoro ma a <strong>rendere pi\u00f9 trasparente la loro presenza<\/strong> in servizio, che \u00e8 opportuno attestare anche per ragioni di sicurezza dei locali presso cui svolgono la loro attivit\u00e0 \u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I censori massmediali non hanno assolutamente perdonato al ricciuto ministro Toninelli di aver\u00a0 erroneamente pensato che fosse stato gi\u00e0 completato il tunnel del Brennero, ma i dirigenti scolastici forse si dimostreranno pi\u00f9 generosi nei riguardi della ministra Bongiorno, la quale, scrivendo che, nel momento in cui ha proposto di fare accertare la loro presenza a scuola mediante strumentazioni biometriche, non le interessava affatto verificare il rispetto dell\u2019orario di lavoro, sembrerebbe abbia quasi voluto <strong>adombrare l\u2019esistenza di una legge<\/strong> o di un qualsivoglia contratto collettivo nazionale che preveda un determinato orario di lavoro. Vero \u00e8, per\u00f2, che, cos\u00ec come non esiste il tunnel completo del Brennero \u2013 esister\u00e0 non prima del 2025 \u2013, allo stesso modo non esiste neppure un determinato orario di lavoro per i Dirigenti. Se l\u2019ipotesi corrispondesse alla realt\u00e0, l\u2019eleganza dello stile dirigenziale scolastico potrebbe consentire di ricordare alla ministra,\u00a0 con l\u2019aiuto di Orazio, che \u201c<em>Quandoque bonus dormitat Homerus<\/em>\u201d<em>, <\/em>aggiungendo, per cautela, la frase che caratterizza ogni rito processuale:\u00a0 <em>absit injuria verbis<\/em>.<\/p>\n<p>Se poi, allo stesso modo in cui gli insegnanti delle scuole secondarie di primo grado impegnano gli alunni di prima classe a parafrasare la nostalgica traduzione montiana in endecasillabi dei corrispondenti esametri omerici \u201c<em>Cantami o diva del Pelide Achille,\/ l\u2019ira funesta che infiniti addusse\/ lutti agli Achei\u2026<\/em>\u201d, la ministra della Pubblica Amministrazione si sentisse impegnata a fare una parafrasi liberatoria della sua gi\u00e0 trascritta proposizione (\u201c<em>L\u2019applicazione dei sistemi di controllo al personale dirigenziale, \u00e8 finalizzata\u00a0 a rendere pi\u00f9 trasparente la loro presenza in servizio, che \u00e8 opportuno attestare anche per ragioni di sicurezza dei locali presso cui svolgono la loro attivit\u00e0\u201d<\/em>)<em>, <\/em>\u00e8 probabile che avrebbe qualche difficolt\u00e0 a far accettare ai dirigenti scolastici l\u2019evidente censura di <em>scarsa trasparenza della presenza in servizio,<\/em> che le sue parole sottintendono. \u00c8 improbabile, in verit\u00e0, che negli scaffali, o nei computer, del Ministero della Pubblica Amministrazione siano registrati accadimenti dai quali si possa dedurre che un qualche Dirigente scolastico coordini le attivit\u00e0 didattico-amministrative della sua scuola non seduto al tavolo della presidenza, bens\u00ec alla scrivania della propria residenza domestica o su una panchina dei giardini pubblici della sua citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per comprensibile reazione emotiva alla non documentata dichiarazione ministeriale, qualche equanime dirigente scolastico potrebbe sentirsi liberato dai doverosi vincoli di cordialit\u00e0 istituzionale e informare la ministra che Luca Serianni ed i suoi colleghi della Crusca invitano gli studenti delle scuole secondarie ad <strong>evitare le concordanze a senso<\/strong> fra un soggetto, indicato al singolare, ed il correlativo pronome personale, indicato al plurale. Sarebbe stato pi\u00f9 degno della prosa ministeriale scrivere: <em>L\u2019applicazione dei sistemi di controllo ai componenti della dirigenza scolastica \u00e8 finalizzata a rendere pi\u00f9 trasparente la loro presenza in servizio. <\/em><\/p>\n<p>Lo si afferma perch\u00e9 in ogni aula scolastica, l\u2019insegnante ancora oggi continua ad insegnare all\u2019allievo che la concordanza a senso \u00e8 accettabile nel parlato e nello scritto informale, ma che, nell\u2019autorevole testo di una risposta personale d\u2019un ministro della Repubblica, appare tanto ben contestualizzata quanto lo sarebbe stato un cappellone alla John Waine ad un ballo a Versailles, al suon d\u2019un minuetto di Boccherini.<\/p>\n<p>Si ritiene opportuno riportare, a corredo di queste considerazioni, uno stralcio dell\u2019articolo 1 del disegno di legge \u201cConcretezza\u201d:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art. 1.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>(Deleghe per la riforma del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a01.<\/em>\u201cAl fine di conseguire una migliore organizzazione del lavoro e realizzare adeguati livelli di produttivit\u00e0 del lavoro pubblico per migliorare la qualit\u00e0 dei servizi offerti a cittadini e imprese, il Governo \u00e8 delegato ad adottare, <u>entro diciotto mesi<\/u> dalla data di entrata in vigore della presente legge, <em>uno o pi\u00f9 decreti legislativi<\/em> <em>(omissis).<\/em><\/p>\n<p><u>3<\/u>.<u>Entro dodici mesi<\/u> dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo pu\u00f2 adottare, nel rispetto dei princ\u00ecpi e criteri direttivi e della procedura stabiliti dal presente articolo, <u>uno o pi\u00f9 decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive<\/u>.<\/p>\n<p>4.Le disposizioni della presente legge si applicano, in quanto compatibili e ferma restando la specificit\u00e0 dei rispettivi ordinamenti, anche al personale dei comparti dell&#8217;istruzione, della ricerca e della sanit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un futuro ottimistico traspare dalle sole proposizioni che il ministro dell\u2019istruzione ha voluto finalmente sovrapporre alle categoriche argomentazioni della sua collega della Pubblica Amministrazione, quando ha affermato: \u201cScioperare \u00e8 un diritto, quindi i dirigenti scolastici manifestino pure il proprio disappunto. La norma per\u00f2 prevede che noi dovremo regolare questo aspetto con un decreto ministeriale. Quindi non si sa ancora di cosa si parla nel dettaglio. Noi affronteremo il discorso anche con i rappresentanti della categoria. Il provvedimento in ogni caso non misura l\u2019orario di lavoro: <strong>i dirigenti non hanno un orario di lavoro<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il futuro non molto prossimo consentir\u00e0 al titolare del Miur di vanificare il troppo ed il\u00a0 vano che ha accompagnato l\u2019iter legislativo del disegno di legge \u201cConcretezza\u201d, liberando la questione del controllo della presenza del Dirigente da provvedimenti normativi che, emanati senza alcuna necessit\u00e0, alterino la serenit\u00e0 delle relazioni scolastiche ed incidano sui diritti inalienabili della persona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riferimenti normativi<\/strong><\/p>\n<p>Legge 23 ottobre 1992, n. 421<\/p>\n<p>Legge 15 marzo 1997, n. 59<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 risaputo che i DS non hanno un orario di lavoro prestabilito: ma allora, ha davvero senso controllarne la presenza all\u2019interno della scuola con sistemi tanto sofisticati quanto costosi? \u00a0\u00a0 di Fabio Scrimitore\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":627,"featured_media":10684,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[529,41,37],"tags":[],"class_list":["post-10681","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","category-politica-e-cultura-della-scuola","category-rubriche"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10681","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/627"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10681"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10681\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10790,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10681\/revisions\/10790"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10684"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10681"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10681"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10681"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}