{"id":13032,"date":"2022-04-28T15:31:30","date_gmt":"2022-04-28T13:31:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/?p=13032"},"modified":"2022-04-28T15:47:40","modified_gmt":"2022-04-28T13:47:40","slug":"i-molteplici-aspetti-del-plurilinguismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/i-molteplici-aspetti-del-plurilinguismo\/","title":{"rendered":"I molteplici aspetti del plurilinguismo"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Abstract<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Le ricerche neuro pedagogiche sul rapporto tra linguaggio e memoria hanno portato alla diffusione di conoscenze specifiche, utili ad insegnanti e genitori che si rapportano quotidianamente con la realt\u00e0 del bilinguismo: un percorso formativo di continuo arricchimento mentale,&nbsp; espressivo, e culturale<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Antonio Giuseppe Lupo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;<\/em>Secondo gli studi di neurolinguistica, sono da considerare bilingui, in senso stretto, quegli individui che conoscono, comprendono e parlano due&nbsp; o pi\u00f9 lingue, due o pi\u00f9 dialetti o due o pi\u00f9 lingue e dialetti, in grado di operare una netta separazione fra i due sistemi linguistici (F. Fabbro E. Cargnelutti <em>Neuroscienze del bilinguismo. Il farsi e disfarsi delle lingue<\/em>, Astrolabio 2018).<em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una realt\u00e0 in continua crescita nell\u2019attuale contesto sociale dalle accentuate&nbsp; caratteristiche dinamiche, multietniche e glocali, se si considera che, gi\u00e0 negli anni ottanta, pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione mondiale risultava bilingue. Come \u00e8 stato chiarito negli studi specifici, l&#8217;apprendimento e l\u2019acquisizione&nbsp; di una seconda lingua risultano certamente condizionati da&nbsp; fattori neuro-psicologici legati all\u2019et\u00e0, nonch\u00e9&nbsp;&nbsp; al contesto della vita&nbsp; familiare&nbsp; e sociale.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Il fattore-et\u00e0 e le fasi cronologiche <\/em><\/strong><em><\/em><\/h4>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;<\/em>Nell\u2019acquisire la lingua materna, tutto ha inizio con ci\u00f2 che avviene&nbsp; grazie alla memoria implicita, un sistema che consente di entrare con facilit\u00e0 nei meccanismi di una o pi\u00f9 lingue, a cominciare dalla fase prelinguistica, durante i&nbsp; primi&nbsp; mesi di vita. Il&nbsp; bilinguismo precoce e automatico, \u201csimultaneo e parallelo\u201d, si distingue perci\u00f2&nbsp; da quello&nbsp; appreso in seguito, nel corso del tempo, con modalit\u00e0 formali, come avviene prevalentemente in ambito scolastico. In et\u00e0 infantile \u00e8 possibile raggiungere lo stesso grado di competenza in entrambe le lingue, a patto che la seconda lingua venga praticata con costanza ed&nbsp; interesse, non insegnata secondo l\u2019applicazione di regole.&nbsp; Tale ricettivit\u00e0 si sviluppa in modo continuo, nonostante possibili interferenze e commutazioni tra i due codici linguistici, di solito superate, secondo gli esperti, verso i quattro o cinque anni. Un processo non intenzionale che, come \u00e8 stato accertato, &nbsp;si abbassa intorno ai sette- otto anni, quando l\u2019apprendimento fonologico e sintattico comincia a ridursi sempre pi\u00f9. In questa fase cronologica&nbsp; il soggetto bilingue tende ad&nbsp;&nbsp; applicare&nbsp; regole morfologiche e strutture sintattiche della prima lingua ( L1) alla seconda ( L2).<\/p>\n\n\n\n<p>Durante&nbsp; il&nbsp; periodo adolescenziale e giovanile, dai 12 ai 25 anni, occorre attivare maggiori risorse mentali; \u00e8 stato accertato un calo di rendimento per quanto attiene al \u201cgiudizio di grammaticalit\u00e0\u201d o all\u2019aspetto fonematico: i fonemi non sono&nbsp; prodotti in modo perfetto, come prima, ne risente inoltre la&nbsp; prosodia.<\/p>\n\n\n\n<p>In et\u00e0 matura,&nbsp; nel soggetto bilingue continuer\u00e0 ad&nbsp; evidenziarsi maggiormente&nbsp; l\u2019accento straniero, sempre&nbsp; pi\u00f9 marcato, la&nbsp; pronuncia sar\u00e0 perci\u00f2 pi\u00f9&nbsp; difficile da controllare.<\/p>\n\n\n\n<p>I vantaggi dei soggetti&nbsp; plurilingui&nbsp; si avvertiranno comunque in et\u00e0 avanzata, nel contrasto al decadimento intellettivo e ai rischi delle malattie degenerative.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Il contesto socio-familiare<\/em><\/strong><em><\/em><\/h4>\n\n\n\n<p>Sono molteplici&nbsp; i modi per definire le caratteristiche peculiari del bilinguismo, nella sua dimensione cognitiva e neurologica.<em> Precoce<\/em> e <em>simultaneo<\/em> se&nbsp; acquisito fin dalla nascita, un sistema perci\u00f2 <em>additivo <\/em>rispetto alla lingua materna, che&nbsp; pu\u00f2 diventare&nbsp; <em>sottrattivo<\/em>&nbsp; se la&nbsp; seconda lingua&nbsp; prevale a discapito della prima, rendendola&nbsp; passiva. Diverse sono infatti le caratteristiche di <em>bilanciamento <\/em>o di&nbsp; <em>dominanza <\/em>nel contesto delle situazioni familiari e sociali che possono verificarsi. Viene definito bilinguismo <em>compatto <\/em>quello tipico&nbsp; dei bambini che praticano l\u2019approccio a due lingue diverse&nbsp; in modo naturale e concomitante, facendo parte di&nbsp; nuclei familiari con due&nbsp; genitori di lingua e cultura differenti; sar\u00e0 un efficace&nbsp; percorso di apprendimento parallelo che, nel tempo,&nbsp; porter\u00e0 ad appropriarsi della&nbsp; cultura materna e paterna, attraverso un processo di adattamento che l\u2019antropologo Claude Levi Strauss ha definito come una sorta di \u201c <em>bricolage culturale<\/em> \u201c .<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Quando i genitori parlano due lingue diverse: \u201cone person, one language\u201d<\/em><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Negli ultimi decenni si sono moltiplicate le situazioni in cui, in famiglia,&nbsp; i genitori&nbsp; parlano&nbsp; due lingue diverse, poich\u00e9 appartenenti ad ambienti e contesti culturali di provenienza differente. I loro figli vivono quotidianamente a contatto con due sistemi linguistici&nbsp; per loro \u201cfamiliari\u201d, un approccio alla comunicazione che si potenzia nel tempo<em> ( code switching) .<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esporre il bambino a due lingue contemporaneamente pu\u00f2&nbsp;&nbsp; comportare, a volte, dei ritardi iniziali,&nbsp; come&nbsp; cominciare a parlare pi\u00f9 tardi,&nbsp; utilizzare un&nbsp;&nbsp; vocabolario pi\u00f9 ridotto e scarno o mescolarne il&nbsp; lessico (<em>code mixting). <\/em>Si tratta di fattori da ritenere ininfluenti, secondo gli esperti. Risulta infatti uguale, rispetto a un bambino monolingue,&nbsp; la capacit\u00e0 di comprendere le strutture fonetiche e morfo sintattiche (<em>consapevolezza metafonologica<\/em>), mentre pi\u00f9 accentuata \u00e8 la loro&nbsp; flessibilit\u00e0 cognitiva. Anche la lettura potrebbe avvantaggiarsene, specialmente se le due lingue condividono lo stesso sistema di scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p>Affinch\u00e9 l\u2019acquisizione simultanea e precoce&nbsp; del bilinguismo&nbsp; sia efficace, occorre che&nbsp; il bambino sia aiutato a&nbsp; rapportarsi&nbsp; alle due lingue parlate dai genitori nel contesto familiare in modo \u201cbilanciato\u201d, con pari opportunit\u00e0&nbsp; di esposizione all\u2019utilizzo di ambedue le lingue.&nbsp; Alcuni ricercatori sottolineano l\u2019importanza che&nbsp; ogni genitore parli al bambino con la propria lingua ( <em>one person, one language<\/em>), in modo che non avverta&nbsp; preferenze per una delle due e&nbsp; percepisca che entrambe hanno la stessa importanza. Per dare lo stesso peso alle due lingue che veicolano due culture, \u00e8 necessario&nbsp; tener presente le situazioni specifiche del contesto familiare e sociale:&nbsp; nel momento in cui il bambino frequenta un ambiente monolingue, come&nbsp; quello dell\u2019 asilo-nido o della scuola dell\u2019infanzia&nbsp; del Paese che lo accoglie, ad esempio, occorre fornire altri strumenti didattici integrativi ( video, filastrocche, canzoncine, ecc.), altre&nbsp; fonti di esperienza&nbsp; del parlato, utili ad equiparare gli stimoli e le opportunit\u00e0 d\u2019uso, onde evitare la priorit\u00e0 di una lingua sull\u2019altra, come nel cosiddetto <em>bilinguismo dominante, <\/em>in cui prevale la competenza in una delle due lingue.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 motivo di&nbsp; preoccupazione quindi per i&nbsp;&nbsp; passaggi repentini da una lingua all\u2019altra ( <em>code switching<\/em> ) o per la mescolanza tra i due codici linguistici in possesso del bambino (<em>code mixting<\/em>),&nbsp; poich\u00e9 si tratta di&nbsp; fenomeni transitori e casuali, tengono a precisare gli esperti .<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>L\u2019educazione plurilingue e <\/em><\/strong><strong>&nbsp;<em>le progressive conquiste in ambito neuro-pedagogico<\/em><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Molti passi avanti sono stati fatti negli studi e nelle ricerche sui vari aspetti della bilinguit\u00e0, dal plurilinguismo alla salvaguardia delle lingue minoritarie o delle lingue native nel Paese ospite, dalle convivenze linguistiche vissute all\u2019interno&nbsp; dello stesso territorio a quelle all\u2019interno del contesto familiare.<\/p>\n\n\n\n<p>La decisiva importanza di apprendere pi\u00f9 di una lingua ha portato alle raccomandazioni europee sulla&nbsp; necessit\u00e0 dell\u2019apprendimento di due lingue diverse dalla madrelingua, secondo la Risoluzione del Consiglio dell\u2019Unione europea ( 1998). <em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso degli ultimi decenni sono stati superati alcuni&nbsp; <em>clich\u00e9s&nbsp; <\/em>semplicistici&nbsp; nel valutare il confronto tra bilingui e monolingui,&nbsp; e si \u00e8 sottolineata la necessit\u00e0 di \u201cuna rivoluzione copernicana\u201d nella formazione dei docenti. \u201c Non sono i bambini bilingui che richiedono una formazione particolare, quanto piuttosto i loro insegnanti monolingui che dovrebbero conoscere i principi generali dell\u2019educazione plurilingue\u201d scrive Franco Fabbro ( <em>Neuropedagogia delle lingue, Come insegnare le lingue ai bambini<\/em>, Astrolabio, 2004).&nbsp; Sulla base del convincimento&nbsp; che&nbsp; la lingua va praticata, perci\u00f2 parlata e utilizzata nella comunicazione,&nbsp;&nbsp; pi\u00f9 che \u201cinsegnata\u201d attraverso la grammatica , viene cos\u00ec superato&nbsp; il modello didattico derivante&nbsp; dall\u2019apprendimento delle lingue morte (memoria semantica) . Grazie alle ricerche psicologiche&nbsp; e neuroscientifiche degli ultimi decenni, sono stati studiati&nbsp;&nbsp; diversi sistemi di memoria, da quella a breve e&nbsp; a lungo termine a quella esplicita, a quella&nbsp;&nbsp; automatica e implicita. Quest\u2019ultima, relativa all\u2019acquisizione e all\u2019apprendimento delle lingue, come sostiene il neuroscienziato Franco Fabbro, avviene&nbsp; lasciandosi andare al fare esperienza. \u201c E\u2019 cos\u00ec &#8211; dice &#8211; che&nbsp; impariamo ad andare in bicicletta o a giocare al calcio\u201d<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per poter capire dal punto di vista neurologico&nbsp; il funzionamento delle lingue, \u201c il loro&nbsp; <em>farsi<\/em> \u201c, sono stati decisivi gli studi sui disturbi del linguaggio, sulle&nbsp; afasie in particolare, sui processi degenerativi e patologici&nbsp; che hanno provocato, in alcuni casi, il loro <em>disfarsi. <\/em>Si \u00e8 cos\u00ec giunti&nbsp; ad indagare anche sulla memoria emozionale implicita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla&nbsp;&nbsp; letteratura neurologica emergono perci\u00f2 interessanti risultati riguardo all\u2019apprendimento della seconda lingua, dagli aspetti connessi alle variabili individuali&nbsp;&nbsp; alle&nbsp; problematiche dei disturbi del linguaggio e al cosiddetto effetto <em>transfert.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce di tali studi&nbsp; neuroscientifici,&nbsp; di&nbsp; interesse non solo degli specialisti, ma&nbsp; anche&nbsp; degli insegnanti e dei genitori, diventa possibile scoprire i rapporti tra cervello e apprendimento delle lingue , tra&nbsp; memoria e organizzazione del&nbsp; linguaggio, tra&nbsp; storia personale ed intelligenza&nbsp; emotiva, linee decisamente&nbsp; portanti nelle varie fasi dello sviluppo cognitivo, poich\u00e9 \u201c ogni individuo bilingue costituisce un caso a s\u00e9\u201d ( F. Fabbro).<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonti bibliografiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>F. Fabbro E. Cargnelutti&nbsp; <em>Neuroscienze del bilinguismo. Il farsi e disfarsi delle lingue<\/em>, Astrolabio 2018<\/p>\n\n\n\n<p>F. Fabbro&nbsp; <em>Neuropedagogia delle lingue, Come insegnare le lingue ai bambini<\/em>, Astrolabio,2004<\/p>\n\n\n\n<p>C. Crescentini -F. Fabbro&nbsp; <em>Neuropsicologia del bilinguismo nei&nbsp; bambini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>S. Agliotti- F.Fabbro&nbsp; <em>Cervello poliglotta e apprendimento delle lingue<\/em> in Le Scienze, Dossier, 2003<\/p>\n\n\n\n<p>Sinigaglia G. <em>Acquisizione simultanea di due lingue materne: falsi miti, vantaggi e uno studio di caso<\/em>. Tesi di laurea. Relatore prof. M. Santipolo, a. a. 2017-18, Univ. degli Studi di Padova<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abstract Le ricerche neuro pedagogiche sul rapporto tra linguaggio e memoria hanno portato alla diffusione di conoscenze specifiche, utili ad insegnanti e genitori che si rapportano quotidianamente con la realt\u00e0 del bilinguismo: un percorso&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13034,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,41],"tags":[],"class_list":["post-13032","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-didattica-e-organizzazione","category-politica-e-cultura-della-scuola"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13032","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13032"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13032\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13036,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13032\/revisions\/13036"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13034"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13032"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13032"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13032"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}