{"id":13380,"date":"2022-12-14T15:17:03","date_gmt":"2022-12-14T14:17:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/?p=13380"},"modified":"2022-12-14T15:17:05","modified_gmt":"2022-12-14T14:17:05","slug":"per-un-umanesimo-rigenerato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/per-un-umanesimo-rigenerato\/","title":{"rendered":"Per un umanesimo rigenerato"},"content":{"rendered":"\n<p>di <strong>Antonio Santoro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il carattere fondamentale dell\u2019umanesimo \u00e8 stato cos\u00ec formulato da Montaigne: \u201cIo stimo tutti gli uomini miei compatrioti\u201d. E\u2019 il riconoscimento degli altri nella loro piena qualit\u00e0 umana [\u2026].<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019umanesimo rigenerato non si limita a riconoscere l\u2019unit\u00e0 umana, ma collega l\u2019unit\u00e0 con la diversit\u00e0 umana [\u2026].<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il secondo carattere dell\u2019umanesimo rigenerato consiste nel promuovere una dialettica costante tra l\u2019Io e il Noi, nel collegare la realizzazione personale con l\u2019integrazione in una comunit\u00e0, nel cercare le condizioni affinch\u00e9 un Io si realizzi in un Noi, e il Noi possa permettere all\u2019Io di realizzarsi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong>(Edgar MORIN)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel condannare l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, Luciano Benadusi si chiede: \u201cQuali lezioni ricavare per la scuola e pi\u00f9 in generale per l\u2019educazione da questa tragedia? Ne indicher\u00f2 due \u2013 risponde subito dopo \u2013 basate su uno stesso presupposto: far assurgere l\u2019educazione alla cittadinanza al rango di una missione fondamentale. La prima attiene all\u2019importanza di fare acquisire la consapevolezza di appartenere ad una comunit\u00e0 non solo locale e nazionale, ma anche europea e globale, e dei conseguenti doveri di solidariet\u00e0 [\u2026].<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda riguarda pi\u00f9 direttamente la pace e la democrazia. La scossa emotiva provocata dalla guerra pu\u00f2 essere [\u2026] per la scuola l\u2019occasione per un\u2019azione di alfabetizzazione etico-politica\u201d che abbia come scopi specifici quelli di \u201ceducare i giovani ad una partecipazione politica informata, riflessiva e aperta al dialogo\u201d e di \u201ccontribuire alla difesa della democrazia e al suo miglioramento\u201d. <em>(1)<\/em>. Una prospettiva formativa sempre pi\u00f9 necessaria ed urgente, oggi che assistiamo alla nascita, \u201canche in Europa, <em>(di)<\/em> Stati neoautoritari\u201d e che temiamo che nuovi processi regressivi possano rendere \u201cinevitabile che gli Stati neoautoritari diventino neototalitari\u201d<em> (2).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><\/em>Le indicazioni di Benadusi tornano sostanzialmente ad evidenziare gli impegni del sistema educativo \u201cper una nuova cittadinanza\u201d e \u201cper un nuovo umanesimo\u201d. In particolare:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; il compito di &lt;formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettivit\u00e0 pi\u00f9 ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale&gt;, e quindi &lt;di educare alla convivenza proprio attraverso la valorizzazione delle diverse identit\u00e0 e radici culturali di ogni studente&gt;;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; e quello di &lt;diffondere la consapevolezza che i grandi problemi dell\u2019attuale condizione umana (il degrado ambientale, il caos climatico, le crisi energetiche, la distribuzione ineguale delle risorse, la salute e la malattia, l\u2019incontro e il confronto di culture e di religioni, i dilemmi bioetici, la ricerca di una nuova qualit\u00e0 della vita) possono essere affrontati e risolti attraverso una stretta collaborazione non solo fra le nazioni, ma anche fra le discipline e fra le culture&gt; <em>(3).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Obiettivi che nella scuola \u00e8 possibile raggiungere \u2013 sottolinea il MIUR, nel documento del 2017 <em>Indicazioni nazionali e nuovi scenari<\/em> \u2013 se si pone al centro dell\u2019azione educativo-didattica &lt;il tema della cittadinanza, vero sfondo integratore e punto di riferimento di tutte le discipline che concorrono a definire il curricolo [\u2026]. Si tratta di dare una ancor pi\u00f9 concreta risposta all\u2019istanza gi\u00e0 presente nelle Indicazioni 2012, quando affermano che \u00e8 <em>\u201cdecisiva una nuova alleanza fra scienze, storia, discipline umanistiche, arti e tecnologia, in grado di delineare la prospettiva di un nuovo umanesimo\u201d<\/em>&gt;. E, per inciso, anche in grado, con il ricorso alla metodologia dello sfondo integratore, \u201cdi <em>tenere insieme<\/em> (in sede progettuale e in sede attuativa) obiettivi, contenuti culturali, attivit\u00e0, percorsi, tempi, strumenti\u2026, e di conferire \u2013 in virt\u00f9 di questi legami \u2013 senso alle proposte di lavoro scolastico, sostenendo cos\u00ec la motivazione dell\u2019alunno e facilitando al tempo stesso &lt;la riorganizzazione progressiva dei (<em>suoi<\/em>) \u2018quadri concettuali\u2019&gt; e, pi\u00f9 in generale, &lt;lo sviluppo integrato delle (<em>sue<\/em>) capacit\u00e0 cognitive&gt;\u201d <em>(4)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impegno del sistema educativo per un <em>umanesimo rigenerato <\/em>viene sollecitato, soprattutto, da Edgar Morin: perch\u00e9 nel tempo in cui viviamo \u201cL\u2019umanesimo \u00e8 in crisi di fronte alle derive e ai ripiegamenti nazionalisti, ai nuovi fenomeni di razzismo e xenofobia, al primato dell\u2019interesse economico su tutti gli altri. La coscienza della comunit\u00e0 di destino degli umani dovrebbe rigenerarlo e dare un carattere concreto al suo universalismo finora astratto; ciascuno potr\u00e0 allora sentire la propria integrazione nell\u2019avventura dell\u2019umanit\u00e0\u201d <em>(5)<\/em>. Dobbiamo \u2013 aggiunge, forse rivolgendosi in maniera specifica a tutti coloro che lavorano nel mondo della scuola \u2013 e \u201cpossiamo tentare di sviluppare <em>(nell\u2019uomo)<\/em> ci\u00f2 che di meglio c\u2019\u00e8 in lui, ossia la facolt\u00e0 di essere responsabile e solidale. Solidariet\u00e0 e responsabilit\u00e0 sono imperativi non solo politici e sociali, ma anche personali\u201d e \u201ci fini dell\u2019umanesimo devono <em>(perci\u00f2)<\/em> realizzarsi in ciascuno di noi\u201d <em>(6)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gert Biesta, sviluppando ulteriormente le riflessioni sulla responsabilit\u00e0 promozionale dell\u2019insegnamento, con argomentazioni che meriterebbero di essere integralmente riprese nelle loro interessanti ed efficaci articolazioni, sostiene e precisa che &lt;il compito educativo consiste nell\u2019accendere, in un altro essere umano, il desiderio di voler esistere nel e con il mondo in modo adulto, cio\u00e8 <em>in quanto soggetto<\/em> [\u2026] in grado di riconoscere l\u2019alterit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 di ci\u00f2 e di chi \u00e8 altro da s\u00e9&gt;, e in particolare di comprendere che &lt;il mondo \u201cl\u00e0 fuori\u201d [\u2026] non \u00e8 un mondo semplicemente a nostra disposizione, di cui possiamo fare liberamente ci\u00f2 che vogliamo&gt; <em>(7)<\/em>. Per questo, l\u2019impegno formativo non pu\u00f2 che essere individuato in un\u2019azione finalizzata a promuovere, nelle forme possibili, il realizzarsi non &lt;di un processo tramite il quale superiamo o distruggiamo i nostri desideri \u2013 essi sono, dopotutto, una forza trainante cruciale nelle nostre vite \u2013, ma di un processo di selezione e trasformazione che ci permetta di passare dall\u2019essere assoggettati dai nostri desideri al diventare soggetti di essi [\u2026], in modo tale che si configuri una possibilit\u00e0 reale di vivere il mondo nella sua alterit\u00e0 e integrit\u00e0&gt; <em>(8)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di un traguardo che presuppone, nella scuola, condizioni particolari: innanzitutto, che l\u2019itinerario per raggiungerlo abbia come \u2018valore guida\u2019 il rispetto delle differenze, e \u2013 poi \u2013 che la prospettiva educativa sia governata dalla consapevolezza che non \u00e8 quasi mai sufficiente \u201cla <em>(semplice, formale) <\/em>partecipazione a scuole e classi culturalmente eterogenee [\u2026] per favorire lo sviluppo di forme di apertura e tolleranza negli studenti\u201d, e quindi per ridurre il \u201crischio di ostilit\u00e0 nei confronti della diversit\u00e0\u201d <em>(9)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019educazione al rispetto delle differenze richiede, infatti, \u201ccomponenti procedurali\u201d specifiche: <em>i<\/em>n primo luogo, l\u2019esempio, rappresentato da un comportamento degli insegnanti orientato al riconoscimento degli studenti, delle loro prospettive e specificit\u00e0\u201d; e<em>, <\/em>in secondo luogo<em>, <\/em>la \u201cpredisposizione di esperienze condivise\u201d e la proposta\/realizzazione di forme di dialogo e di confronto \u201csu questioni controverse\u201d <em>(10).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><\/em>E\u2019 questa la strada da percorrere: peraltro doverosa, e probabilmente l\u2019unica per allontanarci dai \u201cdati Pisa 2018\u201d, i quali restituiscono \u201cun quadro allarmante circa la capacit\u00e0 degli adolescenti italiani di relazionarsi con l\u2019alterit\u00e0 culturale\u201d, mostrando \u201cinteresse e rispetto nei confronti delle altre culture\u201d <em>(11)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Note<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>1. L. Benadusi, Guerra e democrazia, Scuola democratica, 1\/2022, pp. 8-9;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>2. cfr. E. Morin, Cambiamo strada. Le 15 lezioni del Coronavirus, Cortina Ed., Milano 2020, pp. 61-65;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>3. MIUR, Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell\u2019infanzia e del primo ciclo d\u2019istruzione, Annali della Pubblica Istruzione, 2012;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>4. A. Santoro, Uno sfondo per l\u2019educazione alla cittadinanza, Scuola e Amministrazione, Aprile 2022, p. 8;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>5. E. Morin, Cambiamo strada, cit., p. 51;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>6. ivi, pp. 107-108;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>7. Gert J.J. Biesta, Riscoprire l\u2019insegnamento, R. Cortina Editore, Milano 2022, pp. 15-16;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>8. ivi, pp. 29-30;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>9. Valeria Fabretti e Davide Azzolini, Try walking in my shoes. Il rapporto con l\u2019alterit\u00e0 culturale degli adolescenti italiani e il possibile contributo della nuova educazione civica, Scuola democratica, cit., p. 90;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>10. ivi, p. 103;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>11. ivi, p. 102.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Santoro Il carattere fondamentale dell\u2019umanesimo \u00e8 stato cos\u00ec formulato da Montaigne: \u201cIo stimo tutti gli uomini miei compatrioti\u201d. E\u2019 il riconoscimento degli altri nella loro piena qualit\u00e0 umana [\u2026]. 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