{"id":14567,"date":"2025-04-19T12:44:57","date_gmt":"2025-04-19T10:44:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/?p=14567"},"modified":"2025-04-19T12:44:58","modified_gmt":"2025-04-19T10:44:58","slug":"scuola-e-societa-civile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/scuola-e-societa-civile\/","title":{"rendered":"Scuola e societ\u00e0 civile"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Scuola e societ\u00e0 civile, un rapporto complesso tra ritardi strutturali, riforme intermittenti e nuovi orizzonti digitali<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Fabio Scrimitore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Scorrendo i titoli dei volumi d\u00ec uno degli scomparti centrali della vasta libreria gelosamente custodita dall\u2019amico, dirigente scolastico impegnato da due decenni in un liceo scientifico, il vecchio provveditore agli studi tent\u00f2 di leggere quello di un libro che, pur nella scarsa luminosit\u00e0 crepuscolare dell\u2019ambiente, aveva attratto la sua curiosit\u00e0: \u201cAchille e la tartaruga\u201d. Si alz\u00f2 subito dalla comoda poltroncina, prese il libro dal vano dal quale, con tutta evidenza, non era stato spostato da tempo e ne lesse la quarta di copertina: \u201cArgomenti che introducono il lettore nel tanto discusso pianeta scuola\u201d. Ancor pi\u00f9 incuriosito, volle leggere l\u2019incipit della sua prefazione: \u201c Achille \u00e8 \u2018il pi\u00e8 veloce\u2019, eppure, secondo l\u2019analogia proposta dalla Scuola Eleatica, l\u2019inquieto figlio di Teti non \u00e8 in condizione di raggiungere la lentissima tartaruga in una gara che li veda antagonisti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I teorici dell\u2019attivismo pedagogico di fine Ottocento, ai quali si deve il modello tratto dal secondo paradosso \u201c<em>Contro il movimento di Zenone di Elea\u201d<\/em>, intendevano mettere in evidenza, per denunciarlo, il cronico ritardo che la Scuola, rappresentata dall\u2019epico Achille, accusa nei confronti della societ\u00e0, anche se essa dovesse avanzare con la serena cadenza riflessiva della tartaruga\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 proprio vero che oggi la scuola \u00e8 all\u2019affannosa rincorsa della societ\u00e0 dei millennians? Lo studio della storia, almeno di quella occidentale, non suggerisce invece di concludere che, sino a ieri, sia stata la scuola, intesa come l\u2019insieme delle menti e dei cuori animati dallo spirito che spinge l\u2019uomo alla ricerca del vero, del bene e del bello, a rappresentare il faro dell\u2019umanit\u00e0 ?<\/p>\n\n\n\n<p>Spinto da un irresistibile impulso, il vecchio provveditore preg\u00f2 l\u2019 amico dirigente scolastico di interrompere brevemente la lettura delle \u201cLinee-guida per la formazione continua della scuola sulla transizione digitale e l\u2019intelligenza artificiale \u2013 IA.\u201d. Alla lettura di tali linee-guida egli si era dovuto dedicare da tempo, e con appassionato interesse, oltre che con l\u2019urgenza imposta dalla scadenza del termine che il decreto ministeriale n. 66 del 2023 aveva fissato per la completa realizzazione dei progetti finalizzati ad orientare il personale delle scuole di ogni ordine e grado verso gli incerti orizzonti d\u2019una didattica in grado di realizzare l\u2019attesa transizione digitale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul decreto ministeriale appena citato i due dirigenti-amici avevano gi\u00e0 avuto modo di avviare una appassionata conversazione serale, nel corso della quale avevano condiviso la pi\u00f9 che apprezzabile tempestivit\u00e0 con la quale il diligente staff del Ministro Valditara aveva voluto coinvolgere tutte le scuole pre-universitarie, comprese quelle paritarie, impegnandole nella non pi\u00f9 rinviabile azione di riqualificazione della didattica, perch\u00e9 non vi \u00e8 assolutamente nessun dubbio che le non ancora compiutamente definite potenzialit\u00e0 offerte dalla transizione digitale stanno ponendo tutti i sistemi formativi degli Stati in forte competizione tra loro, alla ricerca di metodologie d\u2019insegnamento che possano rendere pi\u00f9 efficace e stabile l\u2019apprendimento e, insieme all\u2019apprendimento, la produttivit\u00e0 dei sistemi economici degli stessi Stati.<\/p>\n\n\n\n<p>Non erano mancate neppure perplessit\u00e0, nel corso del dialogo professionale intercorso fra le due qualificate persone di scuola, nelle cui espressioni si alternavano, quasi con nostalgica monotonia, riflessioni sulla chiara opportunit\u00e0 che il titolare di funzioni finalizzate a produrre servizi socialmente utili, nonch\u00e8 adeguatamente remunerati, provveda a risciacquare manzonianamente i suoi panni in Arno, in modo che l\u2019azione professionale corrisponda efficacemente alle attese sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai fini della comprensione del dialogo inter-dirigenziale, potrebbe apparire pi\u00f9 adeguata una breve sintesi narrativa, da travet, dei tentativi compiuti il secolo scorso per sollecitare il corpo docente della scuola formale a tenere costantemente in linea il proprio operato con le esigenze provenienti dalla societ\u00e0 produttiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Rileggendo vecchi tomi di editoria scolastica, si constata infatti che, sin dal 1925, la scuola nazionale ha avvertito e manifestato in varie forme, libere e istituzionali, l\u2019obiettiva esigenza di aggiornamento professionale per coloro che operano dall\u2019alto di una cattedra. Quell\u2019anno, convinto della ineludibile esigenza di rinnovare la tecnica e la pratica educativa in atto nella scuola del Regno d\u2019Italia, e nella speranza di richiamarne l\u2019attenzione degli insegnanti e dei cultori dell\u2019insegnamento, Giovanni Cal\u00f2 promosse la Mostra didattica nazionale di Firenze, destinata a trasformarsi in un&#8217;istituzione permanente, a beneficio dei docenti e dei neofiti della scienza di Minerva. Quattro anni dopo, la Mostra prese la denominazione di Museo Didattico Nazionale, affidato alle cure dello stesso, affermato, pedagogista di Francavilla Fontana, il quale ne resse le sorti sino al 1938, proseguendo sulla strada dell\u2019approfondimento di temi didattici; il Cal\u00f2 era convinto che i contenuti e le strutture assegnati alla scuola italiana dalla riforma operata da Giovanni Gentile nel 1923 fossero ormai inadeguati alla realt\u00e0 storica di quell\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>Quell\u2019istituzione nel 1937 assunse la denominazione di Museo Nazionale della Scuola di Firenze, con il compito di raccogliere ogni forma di documentazione dei vari ordini di scuola, come i lavori degli alunni, il materiale didattico, i libri di testo, la stampa periodica, la letteratura per l\u2019infanzia ed i documenti relativi alla storia dell\u2019educazione nazionale. Il museo aveva, peraltro, iniziato a costituire una cineteca scolastica centrale, coll\u2019intento di prestare pellicole didattiche ed educative a tutte le scuole italiane.<\/p>\n\n\n\n<p>La consacrazione dell\u2019Istituto fiorentino a livello nazionale venne disposta con il Regio Decreto 19 luglio 1941, con il quale il Ministro dell\u2019Educazione Nazionale del tempo istitu\u00ec, in aggiunta al preesistente museo, che vi veniva incorporato, il Centro Didattico Nazionale. Questa istituzione avrebbe dovuto svolgere un ruolo di primaria importanza, coordinando l\u2019 attivit\u00e0 di altri dieci Centri Didattici, che la legge n. 1545 del 25 gennaio 1943 distribu\u00ec su tutto il territorio nazionale. Al Centro Didattico Nazionale fu assegnata la funzione di documentazione delle figure e degli eventi della tradizione educativa italiana, insieme con quella di fungere da centro di irradiamento per il rinnovamento della scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1953, I\u2019appena citato Centro Didattico Nazionale di Firenze riacquist\u00f2 vitalit\u00e0 e modific\u00f2 la sua denominazione, divenendo Centro Didattico Nazionale di Studi e Documentazione e confermando, cos\u00ec, le sue originarie funzioni di formazione, iniziale ed in itinere, degli insegnanti e rimarcando la sua destinazione di istituzione volta alla ricerca delle novit\u00e0 in materia di letteratura giovanile.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni successivi, il CDNSD svolse un ruolo fondamentale nel processo di rinnovamento del sistema scolastico italiano, promuovendo convegni, corsi di aggiornamento per insegnanti, concorsi nazionali ed internazionali di letteratura per l\u2019infanzia e supportando le scuole impegnate in attivit\u00e0 di sperimentazione didattica.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019 avvertita evoluzione istituzionale ha interessato poi il CDNSD il 31 maggio 1974, giorno, questo, in cui \u00e8 entrato in vigore il D.P.R. n. 49, che ha sancito lo scioglimento dei Centri Didattici Nazionali ed ha trasformato il citato CDNSD in Biblioteca di Documentazione Pedagogica (BDP); a questa rinnovata istituzione l\u2019art. 14 del ricordato D.P.R. del maggio 1974 ha assegnato due ordini di finalit\u00e0: a) raccolta, conservazione e valorizzazione del materiale bibliografico e di documentazione didattico-pedagogica, in collaborazione con gli Istituti Regionali e con il Centro Europeo dell\u2019Educazione; b) sviluppo e funzionamento della stessa Biblioteca di Documentazione Pedagogica, deputata a sostenere la ricerca e la prassi educativo-didattica delle istituzioni scolastiche e del loro personale, nonch\u00e8 gli interessi culturali e scientifici degli studiosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 1992 ha visto una conclusiva evoluzione dell\u2019istituzione in esame, che \u00e8 stata trasformata nel noto Istituto Nazionale di Documentazione per l\u2019Innovazione e la Ricerca Educativa (I.N.D.I.R.E.).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019I.N.D.I.R.E. ha svolto le sue funzioni di supporto scientifico-sperimentale alla scuola pre-universitaria, oltre che agli studiosi delle relazioni endo-scolastiche, sino alla conclusione dell\u2019anno solare 2006, perch\u00e9 la legge finanziaria del 2007 ha decretato la sua trasformazione in Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell\u2019Autonomia Scolastica. Poi, come l\u2019Araba fenice, dal 31 agosto del 2012, l\u2019I.N.D.I.R.E. \u00e8 ritorrnato a nuova vita sotto il cielo del Ghibellin fuggiasco.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019apprezzabile azione di incentivazione culturale, svolta dalla istituzioni sopra citate, non ha conseguito tutti gli effetti attesi dalla societ\u00e0, come dimostrano i dati diffusi dalle istituzioni nazionali (INVALSI) e sovranazionali ( P.I.S.A.) che si dedicano alla rilevazione dei livelli di apprendimento di determinate fasce di et\u00e0 della scuola pubblica che precede l\u2019universit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche anno fa, \u00e8 venuta in soccorso dei sistemi scolastici l\u2019Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Piano Nazione di Ripresa e Resilienza ha dato una svolta al problema in esame, consentendo alle scuole di ogni ordine e grado di realizzare un programma di formazione, inserendolo nella prospettiva della creazione di un sistema multidimensionale per la formazione continua dei docenti e del personale scolastico per la transizione digitale. L\u2019idea alla base del programma \u00e8 la constatazione del Ministero dell\u2019Istruzione e del Merito che l\u2019attuale stato di evoluzione della struttura della scuola italiana faccia ritenere che venticinque anni di autonomia hanno consentito alle diverse componenti del sistema scolastico italiano di utilizzare le potenzialit\u00e0 didattiche dei Collegi dei docenti e le esperienze dei Consigli di istituto per proporre e realizzare progetti di formazione del personale scolastico in linea con le specificit\u00e0 oggettive del territorio e con i bisogni degli alunni e degli studenti, oltre che, naturalmente, delle alunne e delle studentesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella coinvolgente azione dei dirigenti scolastici e nell\u2019appassionante, magisteriale opera degli insegnanti, supportata, quest\u2019ultima, dalla discreta ma qualificata assistenza del personale amministrativo, le famiglie potranno riporre fiducia.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa fiducia che intere generazioni hanno nutrito nei riguardi di tanti geni delle passate stagioni, molti dei quali oggi le studentesse e gli studenti onorano in Santa Croce di Firenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Le opere e la vita di quei geni sono un lascito inestimabibile, che gli insegnanti propongono alle studentesse ed agli studenti nelle aule, affinch\u00e9 ne facciano tesoro per la loro vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Concludendo il loro incontro serale, l\u2019ex provveditore ed il dirigente scolastico si salutarono cordialmente, con l\u2019augurio che, nella corsa verso il futuro, la Scuola possa sempre occupare la posizione di testa, affiancata e supportata dalla societ\u00e0 civile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scuola e societ\u00e0 civile, un rapporto complesso tra ritardi strutturali, riforme intermittenti e nuovi orizzonti digitali di Fabio Scrimitore Scorrendo i titoli dei volumi d\u00ec uno degli scomparti centrali della vasta libreria gelosamente custodita&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":14568,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[48,37],"tags":[],"class_list":["post-14567","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriale","category-rubriche"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14567","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14567"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14567\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14569,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14567\/revisions\/14569"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14568"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}