{"id":8884,"date":"2017-10-13T10:36:42","date_gmt":"2017-10-13T08:36:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/?p=8884"},"modified":"2017-10-13T10:36:42","modified_gmt":"2017-10-13T08:36:42","slug":"lesame-di-iii-media-si-veste-di-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/lesame-di-iii-media-si-veste-di-nuovo\/","title":{"rendered":"L\u2019esame di III media si veste di nuovo"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Via le prove Invalsi, che diventano per\u00f2 l\u2019esame di ammissione all\u2019esame di Stato. Semplificazione e trasparenza le parole chiave. Ecco come cambier\u00e0 l\u2019esame di Stato<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Di Rita Bortone<\/strong><\/p>\n<p>Per la verit\u00e0 lo aveva gi\u00e0 vestito di nuovo il Decreto leg.vo n. 62 del 13 aprile 2017, che ri-sancisce principi e modi della valutazione e della certificazione delle competenze nella scuola del primo ciclo, ma oggi il Decreto ministeriale\u00a0 n. 741 del 3\/10 2017 \u00e8 dedicato interamente all\u2019esame di stato conclusivo del primo ciclo di istruzione. La Circolare n. 1865 del 10\/10 2017 fornisce gi\u00e0 alle scuole <em>Indicazioni in merito a valutazione, certificazione delle competenze ed Esame di Stato nelle scuole del primo ciclo di istruzione<\/em>.<\/p>\n<p>Come cambiano, in sostanza, gli Esami di Stato conclusivi del primo ciclo?<\/p>\n<p><strong>Le prove Invalsi non faranno pi\u00f9 parte delle prove d\u2019esame.<\/strong> L\u2019aver partecipato alle prove, che saranno somministrate entro il mese di aprile e che accerteranno i livelli di apprendimento conseguiti in italiano, matematica e inglese, costituir\u00e0 comunque condizione \u00a0necessaria per l\u2019ammissione agli esami di licenza.<br \/>\nCi piace questa modifica? Ci piace, non solo perch\u00e9 inserite nel percorso dell\u2019esame le prove Invalsi costituivano un carico eccessivo d\u2019ansia e di lavoro per studenti e docenti, ma soprattutto perch\u00e9 Invalsi non nasce per valutare i ragazzi, nasce per valutare il sistema, e pertanto l\u2019incidenza delle prove sul voto individuale ci \u00e8 sembrata sempre inaccettabile.<br \/>\nCi piace anche che la partecipazione alle prove sia condizione d\u2019ammissione agli esami di licenza, perch\u00e9 questo scoraggia i tentativi di fuga che alunni, genitori e docenti hanno spesso praticato per ostilit\u00e0 dichiarate e improprie nei confronti di Invalsi. (Art. 2: Ammissione all\u2019esame dei candidati interni)<\/p>\n<p>Il Consiglio di Classe pu\u00f2 deliberare, a maggioranza e con adeguata motivazione, la non ammissione dello studente all\u2019esame di licenza, \u201c<em>nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o pi\u00f9 discipline<\/em>\u201d, ma il Consiglio di Classe, sulla base del percorso scolastico triennale e in conformit\u00e0 con i criteri del Collegio, pu\u00f2 ammettere lo studente all\u2019esame anche con un voto decimale inferiore a sei decimi, che concorrer\u00e0 alla determinazione del voto finale d\u2019esame.<br \/>\nQuesti elementi (affermazione \u00a0&#8211; non nuova &#8211; della motivata possibilit\u00e0 di non ammettere agli esami, e possibilit\u00e0 \u2013 nuova &#8211; di ammissione agli esami con situazione globale di insufficienza) ci sembrano un grosso passo avanti verso la trasparenza delle decisioni del Consiglio, poich\u00e9 da un lato tranquillizzano gli insegnanti che negli ultimi anni si sono sentiti cattivi e antidemocratici\u00a0 se proponevano la non ammissione dello studente sulla base di apprendimenti non conseguiti o di altre valide motivazioni, dall\u2019altro consentono ai consigli di classe, spesso in difficolt\u00e0 \u00a0di scelta di fronte a percorsi deboli ma non negativi, di ammettere agli esami lo studente che non abbia una sufficienza globale senza dover falsare il voto di ammissione, come \u00e8 accaduto in passato (Art. 2: Ammissione all\u2019esame dei candidati interni).<\/p>\n<p><strong>Il Presidente della Commissione d\u2019esame \u00e8 lo stesso Dirigente dell\u2019Istituto.<\/strong><\/p>\n<p>Mi risulta difficile valutare la opportunit\u00e0 di questa innovazione (comma 3 art.4): da un lato consente una gestione dell\u2019esame pi\u00f9 coerente con le dinamiche d\u2019Istituto, meno preoccupata\u00a0 delle procedure formali e degli sguardi notarili dell\u2019estraneo e quindi potenzialmente pi\u00f9 attenta alla organizzazione di pratiche\u00a0 valutative funzionali ed efficaci; dall\u2019altro proprio la mancanza di uno sguardo estraneo pu\u00f2 indurre, se il dirigente\u00a0 dell\u2019Istituto non attiva meccanismi di rigore e impegno diffusi, una gestione farsesca dell\u2019esame.<\/p>\n<p>L\u2019esame \u00e8 costituito da tre prove scritte (invece di cinque) e da un colloquio: rispetto al passato, mancano la prova Invalsi e la prova per la seconda lingua comunitaria (accorpata in un\u2019unica, seppur articolata, prova di lingua straniera).<br \/>\nNella riunione preliminare la Commissione \u201cpredispone le prove d\u2019esame, coerenti con i traguardi di sviluppo delle competenze previsti dalle Indicazioni nazionali (\u2026) e definisce i criteri comuni per la correzione e la valutazione delle prove stesse\u201d. (comma 5 dell\u2019art. 5)<br \/>\nMi viene in mente una domanda sui curricoli d\u2019Istituto: il comma 5 richiede la coerenza delle prove con i traguardi nazionali delle competenze. Giustissimo: siamo di fronte ad un Esame di stato ed \u00e8 evidente la necessit\u00e0 di prove che abbiano riferimenti comuni sul territorio nazionale. E tuttavia i curricoli d\u2019Istituto sono stati elaborati ed hanno segnato i percorsi formativi degli studenti: l\u2019auspicio \u00e8 dunque che i curricoli siano stati essi stessi coerenti con i traguardi di sviluppo (un Presidente esterno forse avrebbe potuto segnalare eventuali distonie, ma un Presidente\/Dirigente che non abbia saputo guidare e controllare i curricoli in coerenza con le Indicazioni nazionali,\u00a0 e che non abbia guidato il Collegio verso pratiche valutative comuni e comuni criteri e modalit\u00e0\u00a0 di correzione e valutazione, potr\u00e0 controllare la attendibilit\u00e0 e la correttezza delle operazioni d\u2019esame del proprio Istituto?) Ecco: forse il presidente \/Dirigente toglie un\u2019occasione di confronto, accentua l\u2019autoreferenzialit\u00e0 dell\u2019Istituto)<\/p>\n<p><strong>La prova scritta di italiano, sempre in coerenza con le Indicazioni nazionali, diventa pi\u00f9 articolata.<\/strong> Le tre terne dovranno riferirsi a tre tipologie: testo narrativo o descrittivo, testo argomentativo, comprensione e sintesi di un testo letterario, divulgativo o scientifico (sar\u00e0 stato contento il prof. Serianni?).<br \/>\nI commi dell\u2019art. 7 meriterebbero un commento pi\u00f9 approfondito, sia per la loro formulazione e per le indicazioni in esse contenute, sia per le indicazioni che accompagnano ciascuna delle tipologie testuali richieste, ma qui non ne abbiamo il tempo. Dobbiamo per\u00f2 soffermarci un attimo sul comma 3, che recita: \u201cla prova pu\u00f2 essere strutturata in pi\u00f9 parti riferibili alle diverse tipologie\u201d: ci\u00f2 determina la necessit\u00e0 che gli insegnanti di italiano individuino un numero consistente di \u201ctracce\u201d, ciascuna delle quali dovr\u00e0 essere corredata da indicatori e descrittori specifici, da specifici criteri di correzione, da specifici criteri di valutazione. Le tre parti della prova dovranno inoltre avere un definito peso per consentire una valutazione unitaria della prova.<br \/>\nInsomma un bel lavoro. Una scommessa di qualit\u00e0, se l\u2019Istituto \u00e8 pronto. Un rischio di pasticci, se l\u2019Istituto non \u00e8 pronto.<\/p>\n<p><strong>Anche la prova scritta di matematica conterr\u00e0 due diverse tipologie di richiesta: problemi (articolati su una o pi\u00f9 richieste) e quesiti a risposta aperta<\/strong>. La Commissione d\u2019esame pu\u00f2 per\u00f2 predisporre che nella prova ci siano anche riferimenti ai metodi di analisi, organizzazione e rappresentazione dei dati, caratteristici del pensiero computazionale.<\/p>\n<p><strong>La prova di lingua straniera \u00e8 una sola, e comprende una sezione per l\u2019inglese ed una per la seconda lingua comunitaria.<\/strong> Anche qui, in coerenza con le Indicazioni nazionali per il curricolo, le prove faranno riferimento a definite tipologie di richiesta: questionario a risposte aperte o chiuse, completamento, elaborazione di dialoghi, lettera o email, sintesi di un testo<\/p>\n<p><strong>Il colloquio \u00e8 finalizzato (come tutto l\u2019esame, in verit\u00e0) a valutare il livello di acquisizione delle conoscenze, delle abilit\u00e0 e competenze descritte nel profilo finale dello studente.<\/strong> Viene condotto collegialmente dalla sottocommissione e pone particolare attenzione alle capacit\u00e0 di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo, di collegamento organico e significativo tra le varie discipline di studio. Il colloquio tiene anche conto delle competenze connesse all\u2019insegnamento di Cittadinanza e Costituzione.<br \/>\nL\u2019abbiamo sempre fatto, diranno molti insegnanti. Ma hanno ragione? Beh la famigerata tesina da presentare all\u2019esame di licenza media non \u00e8 forse argomentazione? Non \u00e8 pensiero critico? Non \u00e8 collegamento fra le diverse discipline? \u00a0Non \u00e8 valutata collegialmente?<br \/>\nOccorrerebbe un intero articolo sulle tesine che gli studenti preparano per gli esami di licenza\u2026<\/p>\n<p><strong>La sottocommissione attribuisce a ciascuna prova scritta ed al colloquio un voto in decimi (senza frazioni decimali). La prova di lingua straniera sar\u00e0 valutata con un voto unico nonostante verifichi due lingue diverse. Dei voti delle singole prove scritte e del colloquio verr\u00e0 calcolata la media aritmetica, che potr\u00e0 anche contenere una cifra decimale.\u00a0 Il voto finale deriver\u00e0 dalla media tra tale cifra e il voto di ammissione, con arrotondamento all\u2019unit\u00e0 superiore se il decimale supera lo 0,5.<br \/>\nIn questo modo il percorso dello studente avr\u00e0 un peso forte e ridurr\u00e0 il rischio di eventuali sorprese (belle e brutte) durante l\u2019esame.<\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0 tante cose sancite dal nuovo decreto non sono davvero nuove, ma qualche cambiamento c\u2019\u00e8 e mi sembra migliorativo, perch\u00e9 va in direzione di una maggiore semplificazione, di una maggiore trasparenza, di una maggiore coerenza con le Indicazioni nazionali (ma delle competenze chiave di cittadinanza, agli esami, non ce ne facciamo niente?).<br \/>\nMi sembra per\u00f2 anche che, come al solito, ci saranno gli Istituti che sull\u2019esame di licenza produrranno nuova ricerca e nuova sperimentazione, e che approfitteranno del Presidente\/Dirigente per chiedersi come valutare realmente conoscenze e abilit\u00e0 e come valutare realmente competenze; come praticare realmente criteri omogenei di correzione e di valutazione; quali nuovi strumenti e modalit\u00e0 sia possibile adottare per un colloquio che vada oltre l\u2019esposizione di una pappa pronta sedicente interdisciplinare (la cosiddetta tesina); si chiederanno come ridare credibilit\u00e0 e senso pedagogico ad un esame che da molti anni li va perdendo; si chiederanno tante cose, insomma.<br \/>\nMa ci saranno anche gli Istituti che non si chiederanno proprio niente, e che ringrazieranno iddio che non viene nemmeno il Presidente esterno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via le prove Invalsi, che diventano per\u00f2 l\u2019esame di ammissione all\u2019esame di Stato. 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