{"id":8949,"date":"2017-11-14T22:36:55","date_gmt":"2017-11-14T21:36:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/?p=8949"},"modified":"2017-11-16T16:45:42","modified_gmt":"2017-11-16T15:45:42","slug":"il-pinocchio-di-perinelli-con-la-sindrome-di-peter-pan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/il-pinocchio-di-perinelli-con-la-sindrome-di-peter-pan\/","title":{"rendered":"Il Pinocchio di Perinelli con la sindrome di Peter Pan"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Collodi dopo Collodi. Simone Perinelli immagina la storia del celebre burattino di legno dopo la trasformazione in bambino in carne e ossa<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>di Vincenzo Sardelli<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Leviedelfool<br \/>\n<strong>REQUIEM FOR PINOCCHIO<br \/>\n<\/strong><em>La scoperta dell\u2019Esistenza<\/em><\/p>\n<p>di e con <strong>Simone Perinelli<\/strong><br \/>\ncon un estratto di <em>Emporium, poemetto di civile indignazione<\/em> di <strong>Marco Onofrio<\/strong><br \/>\naiuto regia e consulenza artistica <strong>Isabella Rotolo<\/strong><br \/>\nregia <strong>Simone Perinelli<\/strong><br \/>\nfoto <strong>Guido Mencari<\/strong><\/p>\n<p><strong>Info: <\/strong><a href=\"mailto:simoneperinelli@leviedelfool.com\">simoneperinelli@leviedelfool.com<\/a>, <a href=\"mailto:isabellarotolo@leviedelfool.com\">isabellarotolo@leviedelfool.com<\/a>,<\/p>\n<p><strong>Et\u00e0: dai 15 anni<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abCom\u2019ero buffo, quand\u2019ero un burattino!&#8230; E come ora son contento di essere diventato un ragazzino perbene!&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 che quei puntini di sospensione all\u2019epilogo delle <em>Avventure di Pinocchio<\/em> non siano stati lasciati da Collodi per aprire al lettore uno squarcio, una possibile soluzione alternativa alle polisemiche pagine del romanzo, quando il protagonista della storia, ormai divenuto bambino \u00a0in carne e ossa, contempla la marionetta di legno che era stato.<\/p>\n<p>L\u2019adolescenza, la vita stessa, \u00e8 un andirivieni di cadute e risalite. \u00c8 un sentiero faticoso e scosceso. \u00c8 costante il rifluire nella memoria del passato, con le sue <em>d\u00e9faillance<\/em> ma anche con quel rigurgito tutto infantile di brio e giocosit\u00e0 che varrebbe la pena di custodire dopo la maturit\u00e0.<\/p>\n<p>Immaginiamo, dunque, che il testo di Collodi abbia una conclusione diversa. In <em>Requiem for Pinocchio, la scoperta dell\u2019esistenza<\/em>, spettacolo vincitore del Premio \u201cAnteprima 2012\u201d e del Premio \u201cBianco e Nero\u201d della Civica Accademia di Arte Drammatica Nico Pepe, la compagnia romana <strong>Leviedelfool<\/strong> inventa gli sviluppi della celebre storia del burattino dal naso allungabile raccontandone la vita nel mondo reale. La favola drammatizzata, che nell\u2019ottobre 2017 \u00e8 giunta per la prima volta a Milano al Teatro Fontana dopo aver imperversato in terra di Toscana, diventa cos\u00ec un pretesto, uno specchio innocente e ribelle del mondo che ci circonda e della vita che viviamo.<\/p>\n<p>In modo sagace, con una prova attoriale magistrale, Leviedelfool presenta temi come la libert\u00e0 e la costruzione del vero S\u00e9 e del falso S\u00e9, la crescita, il nostro rapporto con il tempo, la precariet\u00e0 del mondo del lavoro, il sogno e la fantasia come potenti vie di fuga (e di ripartenza) per costruire la felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Quarant\u2019anni fa ci aveva gi\u00e0 pensato <strong>Edoardo Bennato<\/strong>: tutta la poetica del suo concept album <em>Burattino senza fili<\/em> altro non era che una metafora del potere che cercava di imporre la propria cultura e la propria nozione di normalit\u00e0, ricusando e schiacciando chi si allontanasse dalle regole prefissate e osasse cercare una propria, personale, visione del mondo. I brani di <em>Burattino senza fili<\/em> erano quasi tutti centrati sulla reinterpretazione di singoli personaggi della storia in funzione del dualismo tra ci\u00f2 che si direbbe normale e ci\u00f2 che normale non \u00e8. Il tema fondamentale dell\u2019evoluzione di Pinocchio da burattino a bambino diventava, in quella chiave di lettura, la storia di una rinuncia alla propria natura e di abbandono alla passiva osservanza dei valori imposti dalla cultura dominante, votata al successo patinato, al consumismo e al materialismo.<\/p>\n<blockquote><p>Quarant\u2019anni fa ci aveva gi\u00e0 pensato <strong>Edoardo Bennato<\/strong>: tutta la poetica del suo concept album <em>Burattino senza fili<\/em> altro non era che una metafora del potere che cercava di imporre la propria cultura e la propria nozione di normalit\u00e0<\/p><\/blockquote>\n<p>PER CONTINUARE A LEGGERE QUESTO ARTICOLO DEVI ESSERE ABBONATO!\u00a0<a href=\"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/abbonamenti\/\">Clicca qui per sottoscrivere l\u2019abbonamento<\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><em>Requiem for Pinocchio <\/em>di Leviedelfool \u00e8 invece, pi\u00f9 che altro, una riflessione sul nostro rapporto con il vivere quotidiano. Il burattino fatto uomo affronta in modo indolente un mondo avverso che non riconosce. Rimpiange l\u2019universo fatato, il teatro delle marionette di cui si sentiva parte. Riconosce alle favole una dimensione onirica edificante pi\u00f9 dignitosa rispetto alla realt\u00e0 concreta, a una verit\u00e0 menzognera fatta di compromessi e doveri alienanti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Requiem.-Ph-Mencari-10x15-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8950\" src=\"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Requiem.-Ph-Mencari-10x15-4-300x200.jpg\" alt=\"requiem-ph-mencari-10x15-4\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Requiem.-Ph-Mencari-10x15-4-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Requiem.-Ph-Mencari-10x15-4-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Requiem.-Ph-Mencari-10x15-4.jpg 1771w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00a0Il Pinocchio creato e interpretato in questo intenso monologo da <strong>Simone Perinelli<\/strong> (qui nelle vesti di autore, regista e attore in scena, con un estratto di <em>Emporium, poemetto di civile indignazione<\/em> di <strong>Marco Onofrio<\/strong>) \u00e8 una creatura ibrida carnea e lignea, un pensiero fra il divertito e il crudele. \u00c8 il patteggiamento fra il piano compassionevole e quello disgustoso del genere umano, nelle sue forme pi\u00f9 bieche e ordinarie. Gemente e ridente, Pinocchio fluttua e saltella sul palcoscenico con una smorfia beffarda. \u00c8 l\u2019alunno maldestro affascinato da Lucignolo, conquistato dal Paese dei Balocchi, che si defila dalle proprie responsabilit\u00e0 provando a farla franca, e invece viene preso per gli orecchi asinini e riportato nel mondo degli adulti.<\/p>\n<p>Pinocchio, attraverso un percorso lucido e velleitario, prova a tornare burattino per ritrovare la libert\u00e0 perduta. La libert\u00e0 \u00e8 fantasia. La fantasia \u00e8 arte quando si libera di schemi e sovrastrutture e diventa schietto istinto creativo. Ecco perch\u00e9 nell\u2019abbrivio, questo Pinocchio scalpitante si esibisce in un linguaggio ritmato che assomiglia a un coagulo di endecasillabi.<\/p>\n<p>Pinocchio soffocato dalle convenzioni borghesi (\u00abmeglio un cappio al collo che un nodo di cravatta\u00bb dice a un certo punto) \u00e8 un anarchico che non vuol saperne di farsi irreggimentare. \u00c8 essenza senza regole, puro istinto ludico e geniale. \u00c8 una sorta d\u2019Arlecchino cui prestano volto, ritmo e follia personaggi all\u2019apparenza inconciliabili come Rocky Balboa e Forrest Gump, Beethoven e Lupin.<\/p>\n<p>In questo monologo senza tregua, la voce sottile e stridula di Perinelli sa farsi roca e corposa, cupa e cavernosa attraverso le amplificazioni di un microfono. Pinocchio scandisce la propria cattivit\u00e0 e il proprio anelito all\u2019essenza spirituale delle cose attraverso un perpetuo tergiversare tra divertimento e responsabilit\u00e0. Un cono di luce lo separa da un mondo inquietante.<\/p>\n<p>Quanto pi\u00f9 confuso e incalzante \u00e8 il linguaggio, che attinge alle pagine pi\u00f9 arruffate della storia di Collodi, tanto pi\u00f9 Perinelli accompagna la narrazione con gesti puliti e rotondi. Perinelli libera la parola adattandola al gesto con scioltezza. La musica incalzante supporta la drammaturgia.<\/p>\n<blockquote><p>Il Pinocchio di Perinelli non si ribella contro gli adulti, bens\u00ec contro le convenzioni e l\u2019ipocrisia<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>PERCH\u00c9 LO CONSIGLIAMO<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Requiem1-ph-Mencari.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8951\" src=\"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Requiem1-ph-Mencari-200x300.jpg\" alt=\"requiem1-ph-mencari\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Requiem1-ph-Mencari-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Requiem1-ph-Mencari-682x1024.jpg 682w, https:\/\/www.scuolaeamministrazione.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Requiem1-ph-Mencari.jpg 945w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>\u00a0Il Pinocchio di Perinelli non si ribella contro gli adulti, bens\u00ec contro le convenzioni e l\u2019ipocrisia. La citt\u00e0 e il mondo, con il loro carico di stress e di tensioni, atomizzano. La follia e l\u2019infanzia sono rifugio dove si riduce la distanza tra anima e corpo, piacere e dovere.<\/p>\n<p>Calzini piccoli, bermuda e maglietta rossa, questo Pinocchio dall\u2019inflessione imbarbarita, un po\u2019 toscana un po\u2019 romanesca, rapito dalle farfalle e stregato dalle stelle cadenti, sbertuccia il buon senso e la vita delle citt\u00e0 atrofizzata e dominata da stress e competitivit\u00e0. Stigmatizza la societ\u00e0 dei consumi e dei bisogni incessanti, dei ritmi e delle performance, che ci richiede di essere costantemente all\u2019altezza della situazione.<\/p>\n<p>Pinocchio sgranchisce braccia e gambe, mani e piedi. Aggrotta e distende le dita a una a una. Incontra la propria spiritualit\u00e0 bistrattata e la coniuga alla corporeit\u00e0 reietta. La possiede, prova ad abitarla. Non \u00e8 che si scaldi, a dire il vero. Ma almeno percepisce il freddo della propria esistenza. Non \u00e8 tutto, per\u00f2 \u00e8 qualcosa. Pinocchio ispira anche nello spettatore il bisogno di un\u2019esplorazione rivolta a s\u00e9 stesso, in un impatto con la dimensione interiore lontano dalla frenetica quotidianit\u00e0 che tutto assorbe e travolge.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Collodi dopo Collodi. 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