• mercoledì , 17 ottobre 2018

“Arrotondamenti incomprensibili” a vantaggio di un alunno: la Preside scrive al Ministero

È successo al liceo “Orazio Flacco” di Bari, dove la Dirigente Scolastica ha indagato sulla condotta irregolare di alcuni docenti. E ha segnalato le anomalie al Ministero

di Francesca Rizzo

I panni sporchi si lavano in famiglia? Non tutti, non quando la macchia è troppo evidente.

Così la Dirigente Scolastica del Liceo classico “Orazio Flacco” di Bari, Anna Ruggiero, ha indirizzato un esposto al Ministero dell’Istruzione per rendere pubblica la condotta illecita di alcuni insegnanti: avrebbero corretto i voti di profitto di uno studente, consentendogli di ricevere la lode in sede di maturità.

L’indagine interna svolta dalla DS ha fatto emergere che i voti con cui lo studente è stato presentato allo scrutinio finale (tutti dall’8 in su) non erano esattamente farina del suo sacco: i due 10, uno in Latino e uno in Inglese, erano in realtà, rispettivamente, un 8.38 e un 8.88, cresciuti senza che nessuno, a parte gli insegnanti competenti, ne fosse al corrente. Lo stesso vale per l‘8 in Matematica, in realtà un 6.33.

In Consiglio di classe, la ciliegina sulla pagella: l’insegnante di Fisica propone, vista l’eccellente media, di eliminare l’unica pecca, un 7 nella sua materia, trasformandolo in 8. Ottenuta l’approvazione del Consiglio, la strada verso la lode è spianata.

Peccato solo che, stando al regolamento statale, l’arrotondamento concordato del voto escluda automaticamente l’ulteriore premio della lode. Diverso sarebbe stato se il voto di profitto dello studente fosse stato almeno un 8. A quel punto, l’eventuale arrotondamento a 9 non avrebbe influito sulla decisione collegiale di assegnare la lode.

 

Un fatto grave, sia sul piano legale che su quello educativo. Un fatto che crea disparità tra gli studenti (oltre al premio in denaro previsto dal MIUR, per i diplomati meritevoli ci sono in gioco agevolazioni importanti, come l’accesso a borse di  studio e l’esonero dal pagamento delle tasse universitarie, concesso da alcuni Atenei), gettando ombre sull’oggettività del sistema di valutazione nelle scuole italiane.

Ora si attende la risposta del Ministero, confidando in un comportamento lodevole a beneficio della credibilità di un’istituzione.