• domenica , 18 agosto 2019

Costruire la storia (r.b.)

La ricerca didattica è faticosa, ma appaga, dà senso e riempie di gioia

Cara preside,
ti ricordi delle mie ricerche didattiche?
…sto lavorando sull’uso dei mediatori iconici e dei testi non continui per lo studio della storia.
Esperimenti e primi risultati in pillole, motivazione e interesse dei ragazzi decisamente migliorata: …prof, e per la
prossima volta cosa ricerchiamo ? prof, è bello studiare così, capiamo meglio la storia…ci sembra più nostra, ce la ricordiamo meglio, sappiamo fare meglio i collegamenti…
Prima guerra mondiale: propongo tre tabelle che presentano dati sul periodo. Chiedo una lettura, una classificazione di quei dati secondo dei criteri, una loro interpretazione supportata dalla lettura di tre brevi testi.
Il compito che assegno va svolto in gruppo… che fatica coordinarli, ma che gioia ascoltare il brusio delle loro menti… Stanno imparando a collaborare, a dividersi i compiti, a comprendere che ciascuno di loro deve portare qualcosa da mangiare agli altri, come in una scampagnata (mi cito). Socializziamo i lavori e ogni gruppo valuta punti di forza e di debolezza del proprio lavoro, confrontandolo con quello svolto dagli altri.
Rivoluzione russa: la svolta. Partiamo dalle immagini e ricostruiamo il periodo storico. La lezione la costruiscono loro: leggono le immagini che hanno ricercato, una ragazzina ci fa ascoltare l’inno, intanto circolano domande, idee e parole: sì, è lo zar Nicola II con la famiglia … e poi c’è quello dei bolscevichi con i baffi che vuole fare la rivoluzione …lagente muore di fame……e quel divo dittatore Stalin.., scusa, ma non volevano fare la rivoluzione, abolire la proprietà privata? …per i contadini e gli operai…

Periodicamente ci fermiamo e ragioniamo sul metodo di lavoro: che tipo di fonte abbiamo utilizzato, perché abbiamo scelto proprio quella, come l’abbiamo letta… (le possiamo chiamare pause metacognitive?). Ormai si sentono dei piccoli storici…. Hanno fatto nascere la storia, lì, in quell’aula, qualche settimana fa, una terza, 19 alunni, di cui 3 in situazione di handicap, un BES (per le nostre mode lessicali!), un ragazzo rientrato quest’anno a frequentare la scuola dopo aver sconfitto la leucemia, …e tutti gli altri mondi che stanno lì dentro. E io? Io in mezzo a loro, sui banchi, a controllare l’adrenalina crescente….
Io ho solo tirato le fila del loro discorso. Mai fino ad ora così sullo sfondo, e mai mi sono sentita così autenticamente docente. La storia poi, l’hanno studiata sul libro. Un intero capitolo, senza protestare, ma con il gusto di andare a vedere se le cose stavano davvero così come le avevano viste loro. Procedo…ora vorrei strutturare una
prova di verifica che sia coerente con questo percorso. Ancora ho molte incertezze, eppure so di aver intrapreso una strada che non prevede ritorno….
Che dici?
Un abbraccio
Elisabetta Dell’Atti

(docente di Lettere nella Scuola Secondaria di Primo grado)