• lunedì , 25 giugno 2018

Dieci lezioni sui classici

A cura di Enrica Bienna

Dieci lezioni sui classici

Pietro Boitani, Il Mulino 2017

Consigliato a chi vuole dare sostanza al tema della identità culturale e delle sue radici, a chi non ha familiarità con il mondo dei classici antichi ma se ne sente attratto e cerca una lettura orientante e nello stesso tempo avvincente, e a chi vuole scoprire e riscoprire l’eterno fascino dei versi di Omero, di Eschilo, di Lucrezio, di Catullo, di Ovidio… trovandone anche nuove e originali chiavi di lettura. Consigliato, infine, a chi sente il bisogno di ampliare e aggiornare le proprie conoscenze letterarie alla luce degli studi e delle interpretazioni più recenti dei testi e delle cornici culturali di riferimento (vd. Nota Bibliografica, pagg. 243-253).

Le “dieci lezioni” non sono destinate a un pubblico specialistico, anzi nascono come raccolta e trasposizione scritta di dieci puntate di un programma, commissionato all’autore da RSI Rete 2 Radiotelevisione svizzera, sugli scrittori e sulle opere letterarie dell’antichità classica, e del parlato rivolto al grande pubblico conservano i tratti della semplicità e della immediatezza.

Pietro Boitani, Dieci lezioni sui classici, Il Mulino 2017

Pietro Boitani, l’autore del testo, è professore di Letterature comparate presso La Sapienza a Roma, dantista, anglista ed esperto di mitologia; costretto a misurarsi con le esigenze comunicative e temporali di un’opera di divulgazione attraverso i media,  punta all’essenziale e sceglie tra le opere dell’antichità quelle fondative della cultura occidentale, quelle che hanno segnato la nascita e lo sviluppo del pensiero antico e insieme hanno dato forma e sostanza ai diversi generi letterari. Opere che “non hanno mai finito di dire quel che hanno da dire” e nutrono ancora il pensiero e l’immaginario del presente.

Per presentarle, usiamo le parole dello stesso autore:

“Si comincia dai primi e più grandi racconti dell’Occidente, l’Iliade e l’Odissea, il poema della forza e quello della tenacia, ma subito si passa alla nascita del pensiero: la meraviglia ne segna il principio e gli sviluppi, dai presocratici sino a Lucrezio. Quindi, essa matura con la filosofia vera e propria, il passare della ricerca dal mito al logos con Platone e Aristotele. Avvengono, contemporaneamente, altri miracoli: la nascita della storia con Erodoto e Tucidide; l’affermarsi della tragedia e della giustizia di Eschilo, ma anche l’immediata rappresentazione dei rischi mortali della conoscenza (Prometeo ed Edipo); il prorompere dell’io nella lirica, da Alcmane a Mimnermo a Saffo. Infine, ecco l’invenzione di Roma, che si assegna il compito di governare il mondo: da Virgilio e Livio sino a Tacito, il quale ne vede insieme l’imperialismo e la nuova religione, il cristianesimo. Chiude il cammino una puntata dedicata alle Metamorfosi di Ovidio: la poesia del divenire e dell’eterno mutare, piena dei racconti che hanno popolato la nostra fantasia per secoli.”

Una prospettiva di lettura che appare certamente impegnativa: temi come “la nascita del pensiero: mito e poesia” o “tragedia e giustizia”, “morte e logos”, “tragedia della conoscenza”, costringono il lettore a misurarsi con i grandi temi cruciali della nostra cultura, e gli chiedono di mettere in gioco il proprio bagaglio culturale e le proprie idee su sé e sul mondo.

Si tratta comunque di discorsi e riflessioni che partono dai testi e si sviluppano intorno ad essi. Sono i testi dei classici, dunque, a dare significato e sostanza all’opera. Scelti per la loro significatività, rappresentatività e bellezza, garantiscono fascino e attrattività alla lettura.

Molti di essi sono sconosciuti al grande pubblico, e proporre pagine di Erodoto o  di Tacito, passi dell’Eneide o del De rerum natura di Lucrezio, poesie di Saffo e Catullo, vuol dire, da parte dell’autore, avere fiducia che anche i grandi classici del passato possano entrare a far parte della cultura diffusa. A patto di trovare la giusta strada divulgativa.

Spesso il tono dell’autore diventa affabulatorio, e il suo racconto di Ulisse, o della cosmogonia, o dell’intrecciarsi delle storie delle metamorfosi, catturano il lettore quasi quanto la lettura dei passi  che lo costellano. Accade anche spesso che egli esprima la sua passione e il suo entusiasmo con tanta immediatezza che il lettore non può non esserne travolto.

Facile, per concludere, pensare all’uso didattico che a scuola, e non solo nei Licei classici, si può fare di alcune parti di questo testo. Magari accompagnandone la lettura con l’ascolto della recitazione dei passi letterari contenuta nelle 10 puntate delle “Lezioni” nel programma Laser, Rete Due Radiotelevisione svizzera.

One Comment

  1. InstitutoLaSalle
    16 marzo 2018 at 18:52

    Grazie lucio