• sabato , 15 dicembre 2018

Dieci lezioni sulle emozioni

Dieci lezioni sulle emozioni. Cosa provano gli adolescenti. Come aiutarli a scoprirlo con  noi

Enrico Castelli Gattinara, Giunti Editore, 2018

a cura di Enrica Bienna

 

Abstract

Dieci emozioni, esplorate in dieci “lezioni”: Dieci lezioni sulle emozioni è un libro che aiuta adolescenti e preadolescenti a dare un nome a ciò che provano in  una fase tanto delicata. Ma è anche una guida per gli adulti, per vivere con spirito diverso il rapporto con i propri figli o allievi, incontrandoli a metà strada.

 

Enrico Castelli Gattinara, Dieci lezioni sulle emozioni. Cosa provano gli adolescenti. Come aiutarli a scoprirlo con  noi, Giunti Editore, 2018

È un libro di “autoaiuto”, secondo la  classificazione scelta dall’editore, e dall’autore destinato  espressamente “…a tutti quelli che vivono e lavorano in stretto contatto coi giovani d’età compresa fra i dieci e i quattordici anni perché possano scoprire la ricchezza  e la profondità che proprio questi preadolescenti sono capaci di dare a noi adulti…”.

Un mondo, quello della preadolescenza, scarsamente considerato e conosciuto, percepito dagli adulti come un limbo tra età infantile ed età adolescenziale, ancora lontano dalla problematicità di quest’ultima. Un mondo che non suscita paure e su cui non vale la pena di indagare.

Eppure in questo breve spazio, tra i dieci e i quattordici anni, si verificano trasformazioni e cambiamenti significativi per la costruzione dell’identità dei ragazzi. Ma che essi non sanno elaborare né gestire, perché non hanno strumenti per esserne consapevoli, per dare un nome alle confuse e varie emozioni che a volte rischiano di sopraffarli. “Questi bambini non più bambini sono disorientati, instabili, sfuggenti; vulnerabilissimi, si sentono incompresi e terribilmente soli… Troppo bambini ancora per gettarsi pienamente in avanti verso il futuro, ma già non più abbastanza bambini da potersi lasciare cullare nell’incoscienza e nell’abbandono…”.

Come prendersene cura, come aiutarli nel difficile percorso di formazione, è il tema sviluppato in questo saggio, che nasce dall’esperienza di un docente di scuola media, Enrico Castelli Gattinara, maturata in trent’anni di attività sul campo.

Dell’importanza della sfera emotiva nella costruzione della “persona”, e delle sue strette connessioni con la sfera cognitiva e con quella sociale, vi è ormai una diffusa consapevolezza a livello teorico.

 

Partendo da qui, il professor Castelli, uscendo fuori dai consueti schemi didattici, traccia percorsi formativi in cui letteratura, psicologia e filosofia offrono piste di ricerca e punti di riferimento per una indagine sulle emozioni e in cui il docente si fa guida e stimolo alla autoanalisi e alla espressione di sé degli studenti. In “dieci lezioni”, Castelli sviluppa con i suoi alunni di scuola media altrettanti temi, legati alle emozioni più significative: la gioia e la felicità, la speranza e la curiosità, la paura e l’entusiasmo, la noia e la rabbia, e infine l’amore e l’empatia.

Ogni lezione è una ricerca: si  parte da domande stimolo (Che cosa è per te la felicità? Quali sono i suoi ingredienti? Cosa è la speranza?…); ognuno si interroga, si esprime, si confronta con idee ed emozioni degli altri, di scrittori, poeti, pensatori. Ogni stimolo pone nuove domande, innesca nuove riflessioni; l’indagine si sviluppa e si approfondisce. Ognuno si mette in ascolto: di sé, degli altri. Scrive, dialoga, condivide. Si conosce, si “sente sentito”, per usare l’efficace espressione di qualche psicologo… si apre a sé stesso e agli altri.

Chi tra i docenti ha fatto con i ragazzi esperienze di scrittura espressiva, di teatro o di “scuola di filosofia” (non mancano le esperienze significative in questi campi) potrà condividere con l’autore la meraviglia e lo stupore che nascono di fronte alle manifestazioni di ricchezza, di profondità, di originalità di cui è capace il pensiero dei ragazzi, e potrà riconoscere i segni delle ricadute positive di tali esperienze sul loro vissuto.

 

La narrazione che Castelli ci propone rende conto insieme di tutto questo, del metodo dell’insegnante e delle risposte dei ragazzi, ma anche dei riferimenti culturali che sostengono l’impalcatura del discorso e degli innumerevoli studi specialistici che sull’adolescenza e sulle emozioni si conducono ormai da diversi decenni, come sottolinea l’autore stesso.

Offre a noi adulti, infine, un quadro molto articolato della dimensione psicologica dei preadolescenti, spesso ignorata da scuola e genitori. Un quadro astratto, “generalizzato”,  certamente privo della cornice del contesto sociale e culturale contemporaneo, ma pur sempre un utile riferimento per tutti.

 

Per concludere, questo saggio offre uno stimolo forte per riflettere sulla importanza della educazione alle emozioni e, pertanto, sulla necessità che la scuola intera se ne faccia carico; e se l’esperienza che ci ha illustrato è  circoscritta all’ambito delle discipline letterarie, prevedere spazi di cura delle emozioni, momenti di riflessione collettiva e di autoanalisi dei vissuti scolastici, costruire climi e contesti relazionali positivi ed “empatici”, affascinare e fare appassionare alle proprie discipline ed alle emozioni che il loro stesso studio suscita deve essere una prospettiva di lavoro che tutti i docenti possono condividere.