• martedì , 15 Giugno 2021

I laboratori online

Intervista a Mario Bochicchio

a cura di Rita Bortone

Mario Bochicchio è professore associato di Basi di dati e Fondamenti di informatica presso la facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento. E’ membro eletto del Comitato guida dell’International Association of Online Engineering (IAOE). E’ membro attivo di vari gruppi di ricerca, in particolare delle Conferenze internazionali ESP.AT e REV. Dirige nell’Università del Salento due Laboratori: DIDA, che si occupa di nuove tecnologie nella didattica e SET-Lab, che si occupa di ingegneria dei dati. Segue gruppi di ricerca sui sistemi informatici per la medicina, la didattica e il governo delle imprese.
Lo abbiamo voluto incontrare per conoscere meglio e capire cosa sono e come funzionano i Laboratori online, di cui è promotore ed esperto.
Laboratori online: come sono nati, in cosa consistono?
L’attività di laboratorio è essenziale per l’apprendimento e per la didattica. Con l’avvento di Internet e l’affermarsi dell’e-Learning sono stati sviluppati molti strumenti di supporto alla formazione, come i corsi online o Wikipedia, ma le possibilità di sperimentare attraverso la Rete non sono cresciute di pari passo. Ciò ha stimolato l’interesse di ricercatori ed università su come estendere ad Internet le attività di sperimentazione e l’accesso ai laboratori per finalità didattiche e di ricerca. Ne è scaturito un modo diverso di concepire gli esperimenti, i laboratori e le relazioni tra i soggetti (studenti, docenti, tecnici, ricercatori, …) impegnati negli esperimenti.
Grazie a questa ricerca, ad esempio, un sito web che parli di astronomia ed osservazione dello spazio può coinvolgere i visitatori in attività osservative condotte attraverso un telescopio pilotato a distanza. Mi riferisco ad un vero telescopio e non ad un software che ne imiti il comportamento. Analogamente un sito di biologia o di chimica può consentire la sperimentazione e l’osservazione di molti fenomeni capaci di stimolare l’interesse e la partecipazione dei visitatori, contribuendo così allo sviluppo di conoscenze ed abilità tipiche dell’approccio sperimentale.
La scuola, il suo ruolo socio-pedagogico e l’organizzazione didattica non sono neutrali rispetto a questo cambiamento che, ancora una volta, ci stimola a ripensare il nostro ruolo di insegnanti ed educatori. Quali bisogni cognitivi esprime uno studente che abbia accesso a queste opportunità? Quali abilità critiche richiede? Come muta il rapporto con il docente, con la classe e con la scuola? Quali esigenze di personalizzazione dei percorsi didattici emergono da questi scenari?
In alcuni paesi (Stati Uniti, Australia, Germania, Spagna …) i laboratori online sono già adottati su larga scala, in Italia il Ministero non ha mostrato molto interesse. D’altra parte, indipendentemente dalla nazionalità, alcuni centri di ricerca permettono a tutti gli interessati di collegarsi e sperimentare, da soli o in collaborazione, senza vincoli di scuola, classe o programmi ministeriali ed a mio avviso proprio queste dinamiche si presentano particolarmente interessanti per la ricerca.

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