Lo “sguardo manageriale” applicato alle istituzioni educative
di Vincenzo Campisi
Con l’espressione ‘sguardo manageriale’ intendiamo l’abitudine della mente di chi è a capo di un’Istituzione educativa e formativa a svolgere sistematicamente le seguenti operazioni:
- leggere i bisogni educativi e formativi del contesto;
- definire e condividere con la comunità educante gli obiettivi di apprendimento e il profilo dello studente;
- pianificare, sulla base delle risorse disponibili e reperibili, azioni progettuali, progettate a partire dalla performance finale dello studente e svolte attraverso metodologie ad alto effect size1;
- controllare sistematicamente i risultati dei singoli progetti;
- documentare i progressi di ogni attività educativa e formativa in riunioni di gruppo;
- rendicontare ai portatori di interesse l’agito della scuola mediante evidenze.
Affinché predette operazioni possano essere svolte proficuamente, fondamentale risulta instaurare un clima di lavoro sereno in cui regni il dialogo e non il monologo del dirigente, in cui prevalgano le domande dei portatori di interesse e non del dirigente, che deve cercare un equilibrio tra parlare, ascoltare e fare, sfruttando il potere dei pari e non etichettando nessuno.
In sede preliminare, lo sguardo del dirigente si concentrerà sulle conoscenze e sulle competenze organizzative pregresse dell’Istituzione di cui è a capo; successivamente, sulla scorta di quanto rilevato, attraverso un approccio metacognitivo, il capo d’Istituto si chiederà quali siano le finalità a cui tendere e come fare a raggiungerle, quale sia il passo successivo, quali i criteri di successo misurabili e imprescindibili per raggiungere gli obiettivi di apprendimento.
L’attenzione del dirigente si soffermerà, in particolare, sui predetti criteri di successo: devono essere tali da alimentare l’autoefficacia, ossia la fiducia che la comunità educante ha nella possibilità di apprendere; se questa sarà alta, i compiti individuati e distribuiti fra i diversi attori del processo di insegnamento-apprendimento verranno visti come una sfida, altrimenti si innescheranno meccanismi come l’evitamento o l’autosabotaggio, che porteranno a procrastinare o cercare obiettivi più facili. Il fallimento sarà visto, infatti, come dovuto a fattori esterni e non come una possibile scarsa competenza.
Scopo dell’agire dirigenziale sarà pertanto stimolare tra i portatori di interesse la motivazione intrinseca (la soddisfazione è l’apprendimento) e non quella esterna (la soddisfazione è la ricompensa). Per questo motivo, risulta di cardinale importanza che il dirigente renda ostensibili ai portatori di interesse i prodotti dell’apprendimento.
A seguire, proponiamo una possibile procedura di rendicontazione cui attenersi.
Ipotizziamo che il dirigente sia chiamato a rendicontare su un progetto di Educazione civica, la cui finalità sia produrre un testo argomentativo sul tema dello spreco alimentare.
In sede preliminare, procederà ad una lettura critica del testo realizzato dai discenti. Ne proponiamo un esempio:
Lo spreco alimentare: vero spreco o possibile risorsa?
Quante volte nella vita non ci si rende conto di quanto siano importanti le azioni di ciascuno di noi per il benessere dell’intera umanità?
In quanti sono a pensare che evitare in famiglia gli sprechi alimentari, ad esempio, possa veramente contribuire a ridurre, o addirittura risolvere, il problema della fame nel mondo?
Pochissimi, eppure i dati ci dicono proprio questo: ogni anno sprechiamo 1,3 miliardi tonnellate di cibo e quasi un miliardo di persone nel mondo soffrono la fame2, ossia con il cibo sprecato potremmo nutrire tutte le persone che soffrono la fame nel mondo.
Lo spreco alimentare, pertanto, può essere utilizzato per contribuire al raggiungimento del GOAL 2 dell’Agenda 2030, ossia “Sconfiggere la fame”.
È un vero pugno allo stomaco sapere che oggi siamo in grado di sfamare tutta l’umanità e, invece, ci sono troppe parti del mondo in cui, letteralmente, si muore per la fame3:

Ovviamente, utilizzare lo spreco alimentare non è la via maestra da seguire per risolvere il problema della fame nel mondo. Necessitano, infatti, strategie globali e interventi sistematici da parte delle Nazioni Unite.
Lo spreco alimentare, anzi, andrebbe proprio evitato, anche per raggiungere importanti GOAL dell’Agenda 2030.
Troppe persone acquistano più cibo di quanto ne sia necessario e finiscono per mangiare in eccesso, andando incontro a molteplici patologie, quali l’obesità, che può associarsi a patologie cardiovascolari. La riduzione dello spreco alimentare è, quindi, strettamente connessa al benessere fisico (GOAL 3 “Salute e benessere”).
Già dai primi anni di scolarizzazione, l’educazione alimentare dovrebbe essere impartita sistematicamente, poiché stili alimentari corretti promuovono lo sviluppo sostenibile (GOAL 4 “Istruzione di qualità”): alti livelli di istruzione tra la popolazione possono contribuire a rendere consapevoli gli studenti sui rischi per l’ambiente legati allo spreco alimentare: la produzione di cibo ha un forte impatto sull’ambiente, richiedendo il consumo di ingenti quantità di risorse.
Le industrie alimentari, altresì, per produrre cibo consumano ingenti quantità di corrente elettrica, che, per essere prodotta, necessita, ancora oggi, di enormi quantità di combustibili fossili che vengono bruciati nelle centrali elettriche, immettendo così nell’ambiente gas serra che alimentano il surriscaldamento globale (GOAL 13 “Lotta contro il cambiamento climatico”).
Appare del tutto evidente, allora, che dalla riduzione dello spreco alimentare non possano che derivare benefici per l’intera umanità.
Poiché lo spreco alimentare, oggi, è purtroppo una realtà, è doveroso ricercare tutte le possibili strategie per trasformarlo in risorsa: distribuire ai bisognosi tutto ciò che nei vari negozi di generi alimentari rimane invenduto, comprare solo il cibo che serve nel breve periodo, acquistando anche ciò che ha una scadenza ravvicinata e evitando di fare scorte da mettere in frigo (a pieno carico, il frigo consuma più corrente elettrica), inventare pietanze a partire dai cibi di risulta, come già tante volte accaduto in passato, si pensi alla Caponata siciliana.
Ecco una nostra ricetta anti-spreco.
Faccine bananine
Ingredienti
- Una banana molto matura.
- 100 grammi di cioccolato sfuso, proveniente, ad esempio, dai “cocci” delle uova di Pasqua.
- 30 grammi di nocciole, ridotte a granella, avanzate dalle ceste natalizie.
- Codette di zucchero colorate.
Preparazione
Sbucciare la banana, tagliarla a fettine e, con una siringa riempita di cioccolato fuso, disegnare una faccina in ogni rondella; spruzzare il tutto con granella di nocciole e codette.
Servire freddo.
Successivamente, provvederà a compilare il format presente nell’Allegato 1 (utile a verificare la congruenza fra il testo scritto dagli alunni e le finalità del progetto) e a verificare gli esiti delle rubriche di valutazione, di cui si fornisce un esempio nell’Allegato 2, compilate dai docenti.
Sulla scorta di predette attività, potrà inserire nella sezione del sito web istituzionale dedicata alla rendicontazione, una news come quella a seguire:
Il progetto Spreco alimentare, svolto in collaborazione con il Rotary Club, ha permesso agli alunni delle classi II della scuola secondaria di I grado di riflettere criticamente sui GOAL 2, 3, 4 e 13 dell’Agenda 2030, al fine di acquisire competenze di cittadinanza quali “identificare nella vita scolastica, familiare o di prossimità comportamenti idonei a tutelare: i principi di eguaglianza, solidarietà, libertà e responsabilità “ e “sviluppare argomenti e partecipare in modo costruttivo alle attività della comunità”.
Il 90% degli studenti, a conclusione del progetto, ha infatti prodotto un testo argomentativo coeso e coerente, volto a sviluppare la tesi che vede nello spreco una possibile risorsa. Il testo contiene anche una gustosissima ricetta anti-spreco da loro inventata.
Ecco un’ulteriore esemplificazione.
Ipotizziamo che una Scuola si sia posta come obiettivo di apprendimento far sedimentare negli alunni i saperi essenziali del Medioevo, da raggiungere attraverso una metodologia innovativa: redigere il copione di uno spettacolo teatrale in cui l’età di mezzo viene raccontata da attori che personificano Impero e Chiesa, le due istituzioni che hanno contribuito ha segnare il corso degli eventi. In questo caso, il dirigente, in fase di rendicontazione, potrebbe illustrare gli esiti del progetto, divulgandone il copione, di cui riportiamo un possibile incipit:
Voce fuori campo: “Quello che state per vedere è il racconto di un Medioevo mai narrato da nessuno prima d’ora: è la storia di Impero e di Chiesa, due istituzioni che hanno retto e reggono, mutatis mutandis, il mondo. Ecco a voi Romolo Augustolo, l’ultimo imperatore dell’Impero romano d’Occidente, e papa Simplicio, pontefice in carica nel 476”.
Impero (Romolo Augustolo è rannicchiato in un angolo): “Bugiarda! Bugiarda! Bugiarda! Mi avevi detto che non sarebbe cambiato nulla e, invece, sarà Odoacre a prendere il mio posto… Dopo tutto quello che abbiamo fatto per te!”
Chiesa (papa Simplicio, tronfio, con sguardo beffardo): “Guarda che non sta cambiando nulla. È semplicissimo da capire, e non perché mi chiamo Simplicio… (Chiesa ammicca al pubblico) Saremo sempre io e te a governare. Ma poi che cosa avete fatto per me?”
Impero: “Che cosa abbiamo fatto? Dove li metti l’editto di Costantino del 313 che ha garantito libertà di culto ai Cristiani, il concilio di Nicea del 325 che ha stabilito la natura divina di Gesù Cristo (ricordi quanti problemi ti dava l’Arianesimo?), l’editto di Tessalonica del 380 che ha reso il Cristianesimo come religione di Stato? Sei un’ingrata, ecco che cosa sei. Mi avevi garantito che non sarebbe cambiato nulla e invece è tutto finito.”
Chiesa: “Non c’è niente da fare. Sei piccolo di nome e di fatto. Ma non capisci che dobbiamo solo aspettare un po’? Sembrerà che tutto cambi, ma ci riprenderemo tutto. Creeranno regni questi barbari, sulle ceneri del tuo impero, ma pensi che saranno in grado di governarli, rozzi come sono? Il tempo dei muscoli è finito da un pezzo. Adesso per governare servono leggi e unità di pensiero. Alle leggi ci penserai tu e all’unità di pensiero io…”
Il fine ultimo dell’azione manageriale, pertanto, è raggiugere risultati, basati su evidenze falsificabili, da rendicontare prontamente.
Allegato 1. Format rendicontazione azione progettuale
| Titolo azione progettuale | Lo spreco alimentare |
| Destinatari | Alunni delle classi II della scuola secondaria di I grado |
| Nucleo concettuale delle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica | Costituzione |
| Numero traguardo per lo sviluppo delle competenze delle Linee guida | 1: Sviluppare atteggiamenti e adottare comportamenti fondati sul rispetto di ogni persona, sulla responsabilità individuale, sulla legalità, sulla consapevolezza della appartenenza ad una comunità, sulla partecipazione e sulla solidarietà, sostenuti dalla conoscenza della Carta costituzionale, della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea e della Dichiarazione Internazionale dei Diritti umani. |
| Obiettivo di apprendimento delle Linee guida | Identificare nella vita scolastica, familiare o di prossimità comportamenti idonei a tutelare: i principi di eguaglianza, solidarietà, libertà e responsabilità, la consapevolezza della appartenenza ad una comunità locale, nazionale, europea. Aiutare, singolarmente e in gruppo, persone in difficoltà, per incrementare la collaborazione e l’inclusione di tutti (es. nei gruppi di lavoro, in attività di tutoraggio, in iniziative di solidarietà nella scuola e nella comunità). |
| Obiettivi disciplinari previsti dal Curricolo di Istituto | Italiano: Scrive correttamente testi di tipo diverso (narrativo, descrittivo, espositivo, regolativo, argomentativo) adeguati a situazione, argomento, scopo, destinatario. Riconoscere la struttura del testo argomentativo: problema, tesi, argomenti a sostegno della tesi, antitesi o tesi contraria, argomenti a sostegno dell’antitesi, conclusione. Comprendere e analizzare testi narrativi, espositivi e argomentativi. |
| Indicatori obiettivi di apprendimento | Saper scrivere un testo argomentativo sullo spreco alimentare |
| Target da raggiungere per ogni obiettivo | Il 90% degli alunni produce un testo argomentativo |
| Numero GOAL Agenda 2030 | 2: “Sconfiggere la fame” 3: “Salute e Benessere” 4: “Istruzione di qualità” 13: “Lotta contro il cambiamento climatico” |
| Competenza della Raccomandazione del Consiglio UE del 22 maggio 2018 | 6. Competenza in materia di cittadinanza La competenza in materia di cittadinanza si riferisce alla capacità di agire da cittadini responsabili e di partecipare pienamente alla vita civica e sociale […] di pensiero critico e abilità integrate di risoluzione dei problemi, nonché la capacità di sviluppare argomenti e di partecipare in modo costruttivo alle attività della comunità[…] |
| Eventuale partnership | Rotary Club |
| Cronoprogramma | Dallo 07.12.25 al 21.02.25 |
| Metodologia adottata | Dopo aver ascoltato la conferenza degli esperti del Rotary, gli alunni, con il supporto di studenti-tutor di un Istituto di Istruzione Superiore, consultano materiale didattico strutturato sotto forma di WebQuest, generano le idee, le dispongono in una scaletta e producono un testo argomentativo sullo spreco alimentare, volto a dimostrare la tesi per cui si possa configurare come risorsa. |
| Rubriche di processo e di prodotto, declinate in indicatori, descrittori e livelli | Cfr infra |
Allegato 2. Rubriche di valutazione
| Rubrica valutazione prodotto 4 | ||
| Indicatore | Descrittore | Livello |
Scrivere testi argomentativi coesi e coerenti | L’alunno non sa mettere in relazione gli argomenti con la tesi e con la conclusione che intende sostenere, producendo un percorso ragionativo fallace, utilizzando in modo inadeguato i connettivi e i riferimenti culturali. | 1 |
| L’alunno sa mettere in relazione gli argomenti con la tesi e con la conclusione che intende sostenere, producendo un percorso ragionativo adeguato, utilizzando in modo pertinente i connettivi e i riferimenti culturali. | 2 | |
| L’alunno sa mettere in relazione gli argomenti con la tesi e con la conclusione che intende sostenere, producendo un percorso ragionativo in modo approfondito, utilizzando in modo pertinente e congruo i connettivi e i riferimenti culturali. | 3 | |
| L’alunno sa mettere efficacemente in relazione gli argomenti con la tesi e con la conclusione che intende sostenere, producendo un percorso ragionativo in modo approfondito ed originale, utilizzando in modo del tutto pertinente e congruo i connettivi e i riferimenti culturali. | 4 | |
| Rubrica valutazione processo | ||
| Indicatore | Descrittore | Livello |
Ricercare e classificare informazioni per dimostrare una tesi, producendo una mappa concettuale/scaletta dell’elaborato da realizzare. | L’alunno ha effettuato la ricerca in modo superficiale, selezionando dati solo parzialmente attinenti alla consegna. I documenti consultati sono poco attendibili e appena interessanti. | 1 |
| L’alunno ha effettuato la ricerca in modo sostanzialmente corretto, selezionando dati complessivamente attinenti alla consegna. I documenti consultati sono coerenti, ma poco interessanti. | 2 | |
| L’alunno ha effettuato la ricerca in modo adeguato, selezionando i dati riferibili alla consegna. I documenti consultati sono attendibili, interessanti. | 3 | |
| L’alunno ha effettuato la ricerca in modo mirato, selezionando dati congruenti alla consegna. I documenti consultati sono attendibili, interessanti e sollecitano la curiosità. | 4 | |
| Rubrica valutazione relazione | ||
| Indicatore | Descrittore | Livello |
Autonomia, comunicazione, interazione | L’alunno non è autonomo nell’avviare l’attività di ricerca, nel comunicare e nell’interagire efficacemente con i compagni e con i docenti/esperti. | 1 |
| L’alunno è sufficientemente autonomo nell’avviare l’attività di ricerca, nel comunicare e nell’interagire efficacemente con i compagni e con i docenti/esperti. | 2 | |
| L’alunno è abbastanza autonomo nell’avviare l’attività di ricerca, nel comunicare e nell’interagire efficacemente con i compagni e con i docenti/esperti. | 3 | |
| L’alunno è autonomo nell’avviare l’attività di ricerca, nel comunicare e nell’interagire efficacemente con i compagni e con i docenti/esperti. | 4 | |
| Rubrica valutazione metacognizione | ||
| Indicatore | Descrittore | Livello |
Metodo di studio, consapevolezza, autovalutazione, superamento della crisi | L’alunno non ha un metodo di studio, riflette in modo inadeguato su ciò che ha imparato, valutando superficialmente il proprio lavoro, non cercando strategie alternative in caso di crisi. | 1 |
| L’alunno ha un metodo organico per le fasi essenziali del lavoro, riflette su ciò che ha imparato, valutando il proprio lavoro, non sempre cercando strategie alternative in caso di crisi. | 2 | |
| L’alunno ha un metodo di studio organico, riflette adeguatamente su ciò che ha imparato, valutando correttamente il proprio lavoro, cercando quasi sempre strategie alternative in caso di crisi. | 3 | |
| L’alunno ha un metodo di studio autonomo, riflette in modo critico su ciò che ha imparato, valutando obiettivamente il proprio lavoro, cercando strategie alternative in caso di crisi. | 4 | |
1 Indice utile per confrontare risultati ottenuti con strumenti diversi in tempi diversi con gruppi diversi su una scala che permette controlli multipli.
2 Cfr https://asvis.it/notizie/2-20344/un-quinto-del-cibo-sprecato-nel-mondo-mentre-783-mln-di-persone-soffrono-la-fame-#:~:text=Il%2060%25%20dello%20spreco%20alimentare,a%20107%20kg%20all’anno.
3 Cfr https://www.focus.it/scienza/salute/rapporto-cesvi-2021-aumenta-fame-mondo
4 Livello: non raggiunto o raggiunto in parte (L1), base (L2), intermedio (L3), avanzato (L4).

