• sabato , 23 Ottobre 2021

Montessori, un metodo ancora attuale

di Antonio Giuseppe Lupo

Abstract

L’attualità della metodologia educativa di Maria Montessori: una sperimentazione che vede l’alunno  come attore e non come fruitore di un  percorso di crescita adultocentrico, nella più vasta  finalità di amare l’apprendimento per amare la vita.

Approda alla scuola secondaria di primo grado la sperimentazione della metodologia innovativa della Montessori, mentre  è in programma un congresso internazionale per celebrarne il  pensiero e l’opera

L’auspicio è quello di  una progressiva verticalizzazione del metodo e della sua estensione nel contesto di un progetto  ordinamentale, mentre è imminente  un  congresso internazionale che prevede l’approfondimento  degli aspetti storici, scientifici, pedagogici  e filosofici del pensiero e dell’opera della grande educatrice. Una  occasione per  presentare anche   il progetto PRIN 2017 ( Progetto di rilevante interesse nazionale ) sul tema: Maria Montessori tra storia e attualità. Ricezione e diffusione della sua pedagogia in Italia a 150 anni dalla nascita.

Dopo le numerose esperienze maturate nel ciclo della scuola dell’infanzia e primaria, dall’a. s. 2021/22 è stata autorizzata, con decreto ministeriale  del  MI ( 30/07/2021), la sperimentazione  di un corso di scuola secondaria di primo grado, ispirato ai principi del metodo Montessori.

A distanza di tempo dalla realizzazione della prima  Casa dei bambini e dalla divulgazione del suo pensiero, continua  a suscitare grande interesse e  attenzione la metodologia e la sperimentazione educativa della Montessori, pedagogista innovativa e prima donna italiana laureata in medicina.

A partire dalle classi prime della scuola secondaria  di primo grado, è già iniziato quest’anno  il corso triennale ispirato ai principi  dell’autoeducazione, della pedagogia dell’imparare in autonomia, con l’obiettivo di  stimolare al meglio la  socializzazione e la creatività. Un’ottica formativa che vede  il docente-regista lavorare  in modo indiretto, come  organizzatore  e osservatore sistematico, facilitatore-valutatore dei progressi del personale ritmo di apprendimento dell’allievo, non  dei risultati scolastici .

Si tratta di un importante  passo verso una verticalizzazione “ordinamentale” che include nel progetto    la fascia  d’età pre-adolescenziale, come nelle  esperienze già attivate e  praticate in molti altri Paesi.

 Mettere  al centro dell’azione didattica  l’autoeducazione  del singolo alunno, la scoperta del suo “metodo”, dei  tempi e modi personali di apprendimento, delle sue reali capacità e   dei suoi bisogni interiori, fin dall’inizio del  percorso formativo, è quanto  la pedagogista-scienziata  ha inizialmente messo in pratica  con la casa dei bambini, come definiva la scuola che li accoglieva  dai due anni e mezzo ai sei.

Nonostante il tempo trascorso, rimane quanto mai attuale la carica innovativa e l’efficacia pedagogica dei suoi postulati, divenuti ormai capisaldi dell’azione didattica, tanto da essere applicati in sessantamila scuole nel  mondo, di cui 231 italiane.

La filosofia montessoriana poggia infatti su principi metodologici e scientifici” portanti”, che hanno anticipato molti aspetti dell’approccio neuroscientifico e dello sviluppo dell’intelligenza senso-motoria, dell’imparare” facendo”, dello studio come mezzo e non come fine, dell’errore  come risorsa educativa .

Alla  divulgazione della loro  pratica ha decisamente  contribuito l’Opera nazionale Montessori,  istituzione culturale  che dal tempo della sua fondazione (1934) si è mossa in questa direzione, fino alla recente  convenzione con il MIUR, che all’art.3 prevede la possibilità per le istituzioni scolastiche, ove siano attive sezioni di scuolaprevede dell’ infanzia o di scuola primaria, di proporre anche in rete progetti di innovazione specifici per la scuola secondaria di primo grado.

Un percorso che, nella singola istituzione scolastica, ha origine con il Piano triennale  dell’offerta formativa, in coerenza con i  presupposti delle Indicazioni Nazionali per il curricolo della Scuola dell’Infanzia e del primo ciclo  di cui al D.M. 16 nov.2014 ( n.254) e con l’adesione alla Rete nazionale, alla quale partecipano    ventiquattro istituti comprensivi, in sinergia con l’  Istituto capofila ( ist.Com.” R. Massa “di Milano).

 L’attuazione pratica dell’iter organizzativo ha  visto   protagonisti  gli Uffici scolastici  regionali nella emissione del loro parere e nella assegnazione della  quota di organico aggiuntivo, pari a  nove ore settimanali per classe. Saranno poi da  monitorare e valutare  le attività  formative dei docenti assegnati alle classi sperimentali, concordate tra Dirigenti scolastici ed esperti dell’Opera nazionale Montessori, atta a  fornire l’assistenza tecnica.

Va da sé che tale sperimentazione  risulta realizzabile solo nel caso in cui si possa  disporre  di sezioni a tempo prolungato con refezione scolastica, e di  adeguati ambienti e laboratori di apprendimento. Per  poter garantire più tempo da passare a scuola, sono necessari infatti  strumenti e  materiali correlati al ritmo  di sviluppo dell’educazione sensoriale del bambino e dell’adolescente .

Nel mettere in  pratica  un  progetto “olistico” e interdisciplinare  come quello   montessoriano, non è possibile fare a meno  della fruizione comune del pasto , preziosa occasione di socializzazione, nonché  elemento fondante  ai fini dell’educazione alimentare, essendo la crescita della  persona nella sua interezza oggetto di interesse e di osservazione costante.

Sarà in seguito compito del  Comitato regionale relazionare agli esperti del Comitato nazionale ( dpr 275/99) sugli esiti del progetto, sotto l’aspetto organizzativo, oltre che metodologico e didattico.

Accorta anticipatrice fin dal secolo scorso , la pedagogista di origine marchigiana, ha innovato decisamente  l’azione didattica, sostanziandola  con postulati che sono alla base delle istanze formative e degli attuali  principi di riferimento. Dal rispetto dello stile individuale di apprendimento alla pedagogia del luogo, dall’interdisciplinarità all’educazione senso-motoria, dalla capacità di ascolto alla didattica laboratoriale. E’ proprio grazie a metodologie innovative  come quella   delle classi aperte o del supporto tra pari, nel contesto del superamento della lezione frontale, che si è giunti  ad alcune  conquiste   fondamentali. Fra queste, il convincimento  che attraverso l’osservazione empirica e sistematica, unita  alla qualità della relazione inter-personale,  è possibile aiutare il discente all’autodisciplina e  alla libera scelta, che è come dire aiutare  alla vita in tutte le sue espressioni.