Musica e letteratura
di Daniela Canitano
ROBERTO FAVARO – SPAZIO SONORO – MUSICA E ARCHITETTURA TRA ANALOGIE, RIFLESSI, COMPLICITÀ
MARSILIO euro 28,00
Roma. Auditorium Parco della Musica. Sala Sinopoli o una qualunque delle altre sale, tutte progettate da Renzo Piano. Ascoltare, assistere ad un concerto in questo “spazio della musica” ci fa intendere perfettamente l’intento dell’Autore, quello di mettere in relazione musica e architettura. Quest’opera è una vera e propria composizione, sia sonora che visiva, una costruzione affascinante che ci rende consapevoli dei molti legami fra queste due arti.
Organizzato in prospettive e spazi come la città e la casa, in ogni capitolo rende esplicite le inferenze fra suono e spazio e fa riferimenti illustri, come il Teatro di San Cassiano e gli Ospedali Grandi di Venezia, le intuizioni di Luigi Nono, vero e proprio architetto della musica.
Viene affrontato in modo molto puntuale il problema dell’acustica negli spazi (p.e.: le palestre delle scuole dove il rimbombo regna sovrano!), oggetto di ricerca nell’Accademia di Architettura di Mendrisio (Università della Svizzera italiana), dove Favaro è docente. La ricerca si sta conducendo da diversi anni con l’obiettivo di formare architetti che sappiano gestire lo spazio sonoro e rendere esteticamente piacevoli, alla vista e all’udito, gli spazi in cui viviamo.
La particolarità del libro è dovuta anche ai numerosi ed interessantissimi rimandi e citazioni di testi di letteratura, musica, architettura, che rappresentano uno stimolo all’approfondimento di questa “lettura con le orecchie”.
Apre un mondo del quale è indispensabile cercare ed ascoltare la VOCE.
GIOVANNI ALLEVI – LA MUSICA IN TESTA
RIZZOLI euro 15,00
È un libro un po’ datato, risale infatti al marzo 2008, ma è l’immagine di freschezza che Allevi aveva in quel periodo.
Dopo, si sono scatenate tante polemiche e si sono fatte tante inutili disquisizioni su bravura, tecnica, arroganza, modestia e così via.
La cosa bella da sottolineare è il messaggio contenuto in questo testo, già preannunciato nel titolo, “La musica in testa”, il pensiero che si trasforma sempre in suoni, che dà suono a tutto ciò che ci circonda, che si organizza fino a diventare musica. Ci sono molti riferimenti alla storia personale dell’Autore, ai sacrifici, alle delusioni, ma nelle sue parole si ‘sente’ una passione ed un entusiasmo che, leggendo, fa scattare un’empatia notevole nei confronti di questo impacciato ragazzo (anche se anagraficamente non lo è) che ha colpito il pubblico per il rapporto ‘sensoriale’ con il suo strumento. Ma chi suona ha BISOGNO di un contatto stretto con il suo prolungamento strumentale, un contatto fatto di tocchi, di carezze, di ‘scambio di pelle’. È un vero e proprio rapporto d’amore, talvolta tirannico, talvolta paritario, spesso felice e soddisfacente, qualche volta deludente e spiacevole. Un rapporto ‘vivo’, in altre parole. La storia che Giovanni racconta è intervallata da riflessioni filosofiche, immagini molto curate, vivide, che aiutano a capire cosa può rappresentare la musica nella testa di ognuno.

