Puglia, la carica delle 111 biblioteche. Oltre 2 milioni a quelle scolastiche
Centoundici nuove biblioteche pubbliche e investimenti per 120 milioni. Tre scuole capofila di progetto. Sono i numeri dell’avviso pubblico “Community library” della Regione Puglia. Che punta sulla condivisione della conoscenzaAbstractLa biblioteca come “presidio di partecipazione e coesione culturale della comunità”: questo il presupposto alla base dell’avviso pubblico “SMART IN Puglia – Community Library, Biblioteca di comunità: essenza di territorio, innovazione, comprensione nel segno del libro e della conoscenza”, attraverso il quale la Regione Puglia ha individuato 111 progetti da finanziare, per promuovere la valenza culturale e sociale della lettura e delle strutture ad essa deputate. Tra i centoundici enti capofila, solo tre le scuole.
di Francesca Rizzo
L’Agorateca dell’Istituto comprensivo “San Giovanni Bosco – Tommaso Fiore” di Altamura, il Biblio Lab dell’Istituto comprensivo “Foscolo – De Muro Lomanto” di Canosa, la Biblioteca diffusa del Liceo “Carolina Poerio” di Foggia: questi i progetti presentati da istituzioni scolastiche nell’ambito dell’avviso pubblico “SMART-IN Puglia – Community Library, Biblioteca di comunità: essenza di territorio, innovazione, comprensione nel segno del libro e della conoscenza”, e finanziati dalla Regione Puglia per 2 milioni 159.498,57 euro.
Idee innovative che mirano ad aumentare la partecipazione degli studenti e ad avvicinarli ad un mondo, quello della lettura, fondamentale per l’ampliamento dei confini mentali dei più giovani, e che oggi trova nei nuovi supporti digitali interessanti prospettive di sviluppo.
La call regionale sulle biblioteche era rivolta, oltre che ad istituti scolastici e/o scuole pubbliche, a enti pubblici locali (città metropolitane, province e comuni, anche in forma associativa), e ad Istituti universitari pubblici; l’obiettivo, promuovere sì la lettura in sé e la sua valenza culturale, ma soprattutto modernizzare il modo attraverso il quale questa viene sostenuta ed incoraggiata: “svecchiare” il concetto classico di biblioteca incrementando i servizi offerti, con esperienze partecipative che vanno dal bookcrossing (lo scambio di libri) alla gamification (l’attuazione di esperienze ludiche applicate alla lettura), in un’ottica inclusiva, per abbattere ostacoli quali la disabilità e le discriminazioni sociali quali quelle di genere e religiose. Tra gli interventi finanziabili hanno trovato infatti spazio l’adozione di supporti tecnologici per l’accesso facilitato, libri tattili, in Braille e altri sistemi di accesso alla lettura per eliminare le barriere percettive, e la pianificazione di percorsi di lettura e di didattica che mirino al confronto e all’integrazione. Premiati poi i e modelli di gestione sostenibili, anche nella forma del partenariato con istituzioni e associazioni inerenti.
In questo modo, la Regione ha voluto dare un contributo alla nascita o all’ulteriore crescita di realtà in grado, si legge nel bando “di costituire un presidio di partecipazione e coesione culturale della comunità”.
Positivo il bilancio dell’intera operazione: centoundici progetti ammessi a finanziamento (compresi i tre citati sopra), ventiquattro non finanziati per esaurimento delle risorse, ventisette dichiarati inammissibili dalla commissione. La partecipazione del territorio è stata tale da convincere la giunta regionale ad aumentare per due volte (con deliberazione n. 2288 del 21 dicembre 2017 e deliberazione n. 51 del 23 gennaio 2018) i fondi, a valere sulle risorse dell’azione 6.7 – Asse VI del PO FESR Puglia 2014/2020, “Interventi per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale”: rispetto ai 20 milioni previsti dal bando iniziale, si è giunti ad uno stanziamento complessivo di 120 milioni 633.583,27 euro.
Svecchiare le tradizionali biblioteche comunali e creare nuovi poli d’attrazione per superare le barriere fisiche e culturali: questo lo spirito dell’avviso “Community library”
, che nell’annunciare la pubblicazione del verbale redatto dalla Commissione di valutazione, ha assicurato: “L’azione 6.7 del PO FESR 2014-2020 ha una capienza sufficiente per far fronte all’impegno di fare della Puglia la Regione che ha investito di più e meglio nel sistema bibliotecario territoriale”.
“I comuni della Puglia – ha commentato Capone – hanno fatto uno sforzo enorme per partecipare al nostro sogno di dotare il territorio regionale delle principali infrastrutture culturali delle nostre comunità: le biblioteche, in una rete diffusa e capillare. Ci siamo impegnati tantissimo con tutto l’assessorato, il dipartimento, la sezione, per accompagnare questo sforzo. Perciò oggi sfruttare un tale parco progetti è un’opportunità che intendiamo cogliere fino in fondo nella consapevolezza che questa è la migliore risposta alla sfida di incrementare i bassi livelli di lettura, che ancora attanagliano la nostra Regione, e costituisce quel presidio socio-culturale necessario alla ricchezza e al benessere della nostra comunità”.
Le centoundici idee promosse vanno dalla ristrutturazione di edifici in disuso, da adibire successivamente a biblioteca, alla trasformazione di biblioteche comunali in biblioteche di comunità. Ci sono poi progetti di biblioteche open access, di reti bibliotecarie tra comuni limitrofi, di sistemi bibliomuseali integrati e di biblioteche diffuse.
Sul podio delle province bibliofile, il primo posto è occupato da Lecce, con trentadue progetti approvati; seguono Foggia, con ventisette progetti, e Bari, con ventitré. Tredici “promossi” per Taranto e provincia, nove per l’area di Brindisi. Fanalino di coda la BAT, con sette idee vincenti.
La promozione delle biblioteche di comunità è solo un tassello del bando SMART-IN Puglia, che prevede una serie di politiche per la valorizzazione, la fruizione e il restauro dei beni culturali. Il nome racchiude in una sigla parole chiave per il sostegno del patrimonio culturale della regione: Sostegno, appunto, e poi Memoria, Arti, Resilienza, Territorio, Ingegno.
Il bando comprende al suo interno quattro macroaree: oltre a “Community Library”, “Laboratori di fruizione”, “Teatri storici” e “Emporio della creatività – Botteghe artigiane”. La Regione ha deciso di dare la priorità alla prima macroarea, e i risultati le hanno dato ragione.


