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Saga della “carta del docente”: le ultime modalità operative

sticker_generico_cardadocente_03-1Bonus docente: aumenta il carico di lavoro per DSGA e ATA. Entro il 28 aprile l’autocertificazioneL’autore analizza i nuovi adempimenti dettati dalla nota Miur prot. n. 5314 del 10 marzo 2017, in tema di rendicontazione delle spese, per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nel periodo 1° settembre 2016 – 30 novembre 2016 Argomenti: spese dichiarate in piattaforma periodo settembre/novembre 2016 – autodichiarazione – rinuncia spese sostenute – Sidi, carta del docente – indicazioni operative per docenti e segreterie scolastiche – modalità di rimborso delle somme dovute – iscrizione in bilancio – formazione erogata dalle scuole

Continua la saga del bonus docenti, grazie alla regia delle ben note menti illuminate, specializzate nel rendere complicata e farraginosa anche la cosa più semplice di questo mondo e a creare sempre nuovi intralci e problemi a segreterie già ingolfate, sull’orlo di una crisi di nervi, vere bombe a orologeria innescate, pronte a scoppiare da un momento all’altro, purtroppo tra l’indifferenza generale.

Dopo i precedenti interventi già effettuati su questa rivista, la nota prot. n° 5314 del 10/03/2017, emanata dalla Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie –Ufficio VII  del MIUR, ci costringe ad un terzo lavoro per analizzare le nuove modalità operative per la rendicontazione delle spese, afferenti alle attività e strumenti per la formazione, effettuate dai docenti  nel periodo 1° settembre –30 novembre 2016, ad integrazione della nota n.3563 del 29.11.2016.

Nonostante la tanto decantata procedura automatizzata, tramite card prepagata, come sempre tutto il lavoro di acquisizione degli atti, di verifica, di responsabilità amministrativa è ricaduto, a costo zero, ironia della sorte, proprio sulle segreterie scolastiche, vale a dire su quel personale Ata (Dsga e assistenti amministrativi) completamente ignorato dalla Buona Scuola (mai definizione fu più impropria) e a cui non è stato riconosciuto uguale diritto per aggiornarsi e formarsi e sulle cui teste pende anche un vergognoso divieto di “sostituzione”. Come dire aumentiamo i carichi di lavoro limitando il personale. La nuova novella ci dice che i docenti all’atto dell’accreditamento sulla piattaforma, hanno potuto dichiarare le spese sostenute nel periodo in esame, in modo da poter emettere, poi, ticket di acquisto fino al massimo della somma prevista, per intero o a differenza: 500 euro.
Parimenti il sistema, consentirà di generare, fino al 28 aprile 2017, un’autodichiarazione delle spese effettuate e l’indicazione degli ambiti relativi ai beni e ai servizi acquistati. Salvo proroghe, in Italia sempre possibili, oltre tale periodo non sarà più possibile rendicontare.
Chiaramente i docenti, una volta generata l’autodichiarazione sulla piattaforma, non avranno più possibilità di poterla modificare. Fin qui tutto normale e, quindi, si è pensato subito di complicare le cose e la vita alle segreterie.

Nonostante la procedura automatizzata, tramite card prepagata, tutto il lavoro di acquisizione degli atti, verifica, responsabilità amministrativa è ricaduto sulle segreterie scolastiche

Pertanto, si sono inventati che i docenti che già hanno utilizzato la procedura ma vorranno rinunciarvi, per poter disporre per intero della somma accreditata (500 euro), senza decurtazione delle spese effettuate nel periodo settembre/novembre 2016, potranno presentare, all’ufficio protocollo della segreteria, formale rinuncia su un apposito modulo fornito in allegato alla nota in questione. La segreteria dell’istituto, a questo punto, dovrà registrare la rinuncia sull’applicazione SIDI>carta del docente>gestione delle autodichiarazioni in modo da consentire ai docenti di poter beneficiare di nuovo di quanto avevano defalcato, parzialmente o in toto, dall’importo disponibile in piattaforma: geniale. A seguire analizzeremo le ulteriori incombenze e assunzione di responsabilità per gli operatori non prima di aver visto, però, cosa devono fare in pratica i docenti che intendono essere rimborsati e hanno operato all’interno della piattaforma “cartadeldocente.istruzione.it”:

1) entro il 20 maggio 2017 (termine perentorio), dovranno presentare presso la segreteria della scuola di servizio o presso una qualsiasi scuola, se trattasi di docenti comandati o collocati fuori ruolo, la stampa dell’autodichiarazione generata dalla piattaforma web  “cartadeldocente.istruzione.it”, insieme ai documenti giustificativi di rito relativi alle spese effettuate nel periodo settembre – dicembre 2016 di cui si chiede rimborso. Bisogna prestare la massima attenzione a questa scadenza in quanto successivamente le spese saranno considerate non rendicontate e non più rimborsabili.

Indicazioni operative per le segreterie scolastiche: SIDI MIUR

A partire dal mese di aprile 2017, sul portale SIDI, sarà disponibile l’applicazione web “carta del docente”, tramite cui si dovranno gestire le somme spese dai docenti nel periodo settembre/novembre 2016. I docenti saranno individuati tramite il proprio codice fiscale, in modo da poter prendere in carico l’autodichiarazione, salvo che non appaia il messaggio che è stata già assunta in carico da altra scuola. A questo punto si potrà:

1) inserire l’eventuale ritiro dell’istanza di rimborso, che il docente ha presentato entro il termine perentorio del 20/05/2017;

2) compilare i campi di rendicontazione delle spese ammissibili , delle eventuali spese non ammissibili e delle spese non rendicontate, se il docente non ha presentato alcuna richiesta di ritiro, in osservanza di quanto stabilito dalla normativa di riferimento, con particolare riferimento a quanto previsto dall’articolo 6 del DPCM del  28/11/2016. Tale controllo incombe all’istituzione scolastica sulla base della documentazione (autodichiarazione, scontrini e/o fatture) presentata dal docente.

Eseguita una delle operazioni sopra riportate, inserito il numero di protocollo attribuito all’autodichiarazione, allegata la documentazione probatoria delle spese, il procedimento verrà chiuso, anche se sarà sempre possibile visualizzare lo stato della pratica ed i relativi dettagli, nonché un sintetico report di riepilogo. Tali operazioni dovranno essere effettuate dalle segreterie scolastiche entro il 15 giugno 2017 (perentorio). A questo punto rimane solo da capire come avverrà la restituzione dei soldi ai docenti secondo gli estensori della nota. Una persona normale penserebbe tramite il cedolino unico, cosi come avvenuto per l’accredito dei primi 500 euro, con una semplice operazione. Chi, invece, deve rendere la vita difficile al prossimo ha stabilito che la società di gestione SOGEI provvederà all’aggiornamento del Portafoglio personale dei docenti interessati e al trasferimento dei dati alla CONSAP per il rimborso delle spese (prima operazione).

Tre scadenze perentorie per i docenti: 28 aprile, autocertificazione automatica; 20 maggio, presentazione alle segreterie dell’autocertificazione; 15 giugno: chiusura delle operazioni

La CONSAP a sua volta trasferirà le somme dovute ai docenti interessati sulle IBAN delle tesorerie scolastiche, con causale specifica “rimborsi autodichiarazioni……..” e con  l’indicazione dei codici fiscali dei docenti e gli importi spettanti (seconda operazione), costringendo queste ultime a rimborsare ciascun docente avente diritto, mediante accreditamento sul conto corrente bancario/postale intestato al medesimo (terza operazione). Ma non finisce qui: in riferimento alla gestione amministrativo-contabile di tali somme, l’istituzione scolastica dovrà modificare anche il programma annuale, ai sensi  dell’art. 6 comma 4 del D.I. 44 del 1° febbraio 2001 (quarta operazione), imputando le medesime in entrata nell’ Aggregato 7 “ALTRE ENTRATE” > voce 04 >”DIVERSE” > SOTTOCONTO “Rimborsi autodichiarazioni” e in uscita nell’ Aggregato 3 “acquisto di servizi ed utilizzo di beni di terzi” > voce 05 “Formazione e aggiornamento” > SOTTOCONTO “Rimborsi autodichiarazioni”. Successivamente le variazioni, disposte dal dirigente con proprio decreto, dovranno essere trasmesse per conoscenza, trattandosi di entrate/uscite finalizzate, al Consiglio di Istituto (quinta operazione): diabolico.

La CONSAP trasferirà le somme dovute ai docenti interessati sulle IBAN delle tesorerie scolastiche, con causale specifica “rimborsi autodichiarazioni”. Le segreterie rimborseranno con bonifico

Attività di formazione da parte delle istituzioni scolastiche

Pare opportuno ribadire, a conclusione di questo ennesimo intervento sulla carta del docente, in relazione all’erogazione di attività di formazione  da parte delle istituzioni, confermando quanto già comunicato con la nota 3563 del 29 /11/2016, che le scuole interessate dovranno procedere alla sola validazione dei buoni di spesa, inserendo negli appositi campi della funzione “valida buono”, accessibile a questo link, sia il codice esercente (in possesso dell’istituzione scolastica), sia il codice del buono (fornito dal docente), senza dover emettere alcuna fattura, poiché i buoni, dopo la loro validazione, saranno rimborsati direttamente da CONSAP sul conto  corrente intestato all’istituzione scolastica, con causale specifica “codici buoni validati …” contenente i  codici dei buoni validati dalla stessa istituzione scolastica.

MODULISTICA

Modulo ritiro istanza rimborso carta docente

Fonti normative:
Nota Miur prot. n. 5314 del 10 marzo 2017;
Nota Miur prot. n. 3563 del 29.11.2016;
Dpcm del  28/11/2016;
Legge n. 107/2015 – Dpcm del 23/09/2015;
Nota prot. n. 15219 del 15/10/2015;
D.I. 44 del 1° febbraio 2001

 

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