Competenze di cittadinanza, il MIUR aggiorna le Indicazioni nazionali
Presentato il nuovo documento ministeriale, che valorizza discussione, cooperazione e responsabilità e verrà presto testato tra i banchi. La cittadinanza, ricorda il MIUR, è il “vero sfondo integratore e punto di riferimento di tutte le discipline che concorrono a definire il curricolo”a cura di Antonio Santoro Abstract
«Il documento presentato il 22 febbraio 2018 non è una integrazione né una riscrittura delle Indicazioni nazionali (per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione). Non si tratta “di ‘aggiungere’ nuovi insegnamenti, ma di ricalibrare quelli esistenti”, rileggendo le Indicazioni del 2012, alla luce dei nuovi spunti offerti che guideranno le scuole nella predisposizione della loro offerta formativa, della loro progettazione» (MIUR).
Coltivavo, nei giorni scorsi, l’idea di proporre e sollecitare ulteriori riflessioni sulla prospettiva educativa ripresa e delineata nei miei due ultimi articoli, pubblicati su Scuola e Amministrazione con i titoli Una cultura del dialogo anche nella scuola (dicembre 2017) e Sviluppo delle abilità non cognitive: il ruolo delle competenze emotive e relazionali nella crescita del capitale umano (febbraio 2018). Ora, però, rilevo quasi la superfluità della formulazione della proposta perché l’istanza di successivi approfondimenti, a ben considerare, è appena venuta dal MIUR con la presentazione – in data 22 febbraio u.s. – del documento “Indicazioni nazionali e nuovi scenari”. Un documento che, secondo le precisazioni ministeriali, “propone alle scuole (alla scuola dell’infanzia e alle due scuole del primo ciclo d’istruzione) una rilettura delle Indicazioni nazionali emanate nel 2012 ed entrate in vigore dall’anno scolastico 2013/2014 (sono il punto di riferimento per la progettazione del curricolo da parte delle istituzioni scolastiche) attraverso la lente delle competenze di cittadinanza, di cui si propone il rilancio e il rafforzamento”; e che è stato pensato ed elaborato allo scopo di “Garantire a tutte le studentesse e a tutti gli studenti le competenze chiave per affrontare i cambiamenti e le sfide del loro presente, per proiettarsi al meglio nel futuro, per diventare cittadine e cittadini attivi e consapevoli, capaci di condividere valori comuni e di confrontarsi positivamente con l’altro”.
Il documento in questione, sottolinea ancora il MIUR, “sarà (in tempi brevi) consegnato alle scuole, sarà messo alla ‘prova sul campo’, sarà oggetto di consultazione e confronto con le istituzioni scolastiche e la comunità scientifica nazionale per un eventuale intervento di regolazione sulle Indicazioni nazionali”.
Verrà dunque presentato alle scuole interessate sicuramente rinnovando la richiesta prioritaria di una attenzione specifica per l’obiettivo n. 4 dell’Agenda ONU 2030 (Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti): un «obiettivo – si legge pure nel documento – che più direttamente coinvolge la scuola […], nel quale la scuola italiana è da sempre attivamente impegnata e per il quale però si richiede un impegno supplementare proprio alla luce delle nuove emergenze».
Alle professionalità della scuola dell’infanzia il documento del MIUR ricorda, innanzitutto, che «Al centro del curricolo si colloca la promozione delle competenze di base (cognitive, emotive, sociali) che strutturano la crescita di ogni bambino», e richiama poi, per una considerazione più specifica ed ‘aggiornata’, alcune «osservazioni (delle Indicazioni nazionali) contenute nel campo di esperienza “il sé e l’altro” che prefigura la promozione di una cittadinanza attiva e responsabile» e che «ha come oggetto la ricostruzione dell’ambiente di vita dei bambini, della loro esperienza e storia personale, da curvare verso la consapevolezza di una storia “plurale”, di regole trasparenti di convivenza, di costruzione di un futuro da vivere insieme (cittadinanza), nel delicato equilibrio tra “grammatiche comuni” (da condividere) e diversità (da riconoscere e rispettare)».
Le sollecitazioni per la scuola primaria e per la secondaria di primo grado ripresentano a loro volta, direi soprattutto, la domanda di un impegno promozionale a favore dell’acquisizione, da parte degli alunni, delle competenze chiave di cittadinanza: «il documento (ministeriale) pone (infatti) al centro il tema della cittadinanza, vero sfondo integratore e punto di riferimento di tutte le discipline che concorrono a definire il curricolo. La cittadinanza – annota opportunamente il testo – riguarda tutte le grandi aree del sapere, sia per il contributo offerto dai singoli ambiti disciplinari sia, e ancor più, per le molteplici connessioni che le discipline hanno tra di loro».
«Tutti gli apprendimenti devono (quindi) contribuire a costruire gli strumenti di cittadinanza e ad alimentare le competenze sociali e civiche», le quali progressivamente si conquistano se la scuola si caratterizza e si qualifica, anche, come «ambiente di apprendimento centrato sulla discussione, la comunicazione, il lavoro cooperativo, la contestualizzazione dei saperi nella realtà, al fine di migliorarla, l’empatia, la responsabilità». E se le «modalità comunicative e di gestione delle relazioni in classe (dell’insegnante), le sue scelte didattiche» costituiscono sempre, nella diversità delle situazioni e delle condizioni, «un esempio di coerenza rispetto all’esercizio della cittadinanza».
Quest’ultima considerazione del documento torna a sottolineare la «specifica responsabilità (del docente) rispetto ai destinatari della sua azione educativa» e la rilevanza dei suoi comportamenti per portare gli allievi a frequentare correttamente gli incroci, che sono – com’è noto – i luoghi dell’incontro e dell’interazione produttiva con gli altri.

