• venerdì , 15 Novembre 2019

Fabrizio Saccomanno e Crest, Teatro per i martiri del lavoro

di Vincenzo Sardelli

 

Un sottobosco creativo fiorisce in Puglia, svariando tra la musica e il cinema. Anche il teatro è in crescita, amplia gli spazi, cerca vie alternative alla storica subalternità verso la tradizione napoletana. Fenomeno artistico sempre meno di folclore, il teatro pugliese racconta un Sud che non è solo categoria dello spirito, ma si fa portatore d’impegno civile.

Due pièce, capaci di coniugare tradizione e ricerca contemporanea, poesia e denuncia, sono Via, epopea di una migrazione, del salentino Fabrizio Saccomanno, e Capatosta di Crest Teatro, compagnia tarantina che ha sede nel rione Tamburi di Taranto, a un passo dalle ciminiere dell’Ilva.

Con linguaggi differenti capaci di toccare la sensibilità di un pubblico variegato e di incontrare il favore dei giovani, questi spettacoli si accostano con delicatezza al tema delle morti nei luoghi di lavoro. Via narra la tragedia di Marcinelle attraverso la vicenda di tre minatori originari di Tuglie, in provincia di Lecce. Capatosta esprime il lacerante dilemma tra salute e produttività all’ombra di un colosso siderurgico.

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