• lunedì , 10 Agosto 2020

Il fare pedagogico nelle scuole del cambiamento: una didattica a misura di bambino

Abstract

Cambiare il paradigma del sistema educativo in Italia, tagliare con il passato senza rinnegarlo è una strada giusta e percorribile? Un’ educazione e un’ istruzione che muta a favore di una azione rinnovatrice, non guarda più solo alla dimensione cognitiva, ma anche a quella emotiva-affettiva -relazionale. L’art. 21 della L.15 marzo 1997, n.59 segna un passaggio importante. Il successo formativo, nonché l’attenzione all’apprendimento si colloca come desiderio di tutela del potenziale, mentre la libertà di insegnamento come garanzia istituzionale e costituzionale. Se la libertà del docente nello svolgere l’insegnamento va inteso come un valore di sfondo, quello dell’alunno diviene una dimensione sulla quale esercitare la propria professione, andando a investire su nuove sfide pedagogiche e didattiche. “Alto Potenziale” denuncia da anni la poca attenzione ai gifted, paradossalmente resi invisibili da una ignoranza elettivamente esercitata, per mancanza di strumenti e formazione. Il dono del talento è un’ energia vitale, creativa, che necessita di essere espressa e non soffocata; di essere canalizzata e non dispersa; di essere risorsa e non uno svantaggio. Se si fatica a comprenderlo, si aprono le porte al fallimento istituzionale

Lou Aronica, Scuola creativa. Manifesto per una nuova educazione , Erikson

“Nell’educazione un tesoro”: Rapporto all’Unesco della Commissione Internazionale sull’Educazione per il XXI secolo, presieduta da J. Delors (edizione italiana del 1997).

Gazzetta Ufficiale n.6 del 9 gennaio 2009 “Disposizioni urgenti per il diritto allo Studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca”

di Maria Forina*

Maria Forina
Docente, autrice, pedagogista, formatrice Rete “Alto Potenziale”

Agli albori della conoscenza e della istituzionalizzazione della scuola come sistema di istruzione e formazione, vi è una volontà lontana. Per comprenderla, viene utile citare Ken Robinson, il quale propone, un “cambiamento del paradigma dell’educazione”, allo scopo di uscire da una concezione illuminista e tagliare con il passato senza rinnegarlo. La scuola, sdoganata da un sapere trasmissivo, ha visto fiorire una nuova concezione di studente, che chiede di essere considerato pensante, di essere riconosciuto come identità reale, come coautore del processo educativo, capace di negoziare contenuti e significati.

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