Its Academy, preparazione teorica e pratica per accedere al mondo del lavoro
Abstract: Le scuole di alta tecnologia sono nate nel 2010 con l’obiettivo di formare tecnici superiori con le competenze richieste dalle imprese 4.0, in collaborazione con realtà industriali, enti locali università e centri di ricerca: in Italia sono 146 e offrono competenze in sei aree considerate strategiche per lo sviluppo economico e per la competitività del Paese, dall’efficienza energetica al turismo
Teoria e pratica per avere subito dopo il diploma, le chiavi di accesso al mondo delle imprese. Il mix di competenze in grado di colmare la mancata corrispondenza tra la domanda e l’offerta di lavoro, sull’onda delle novità figlie delle evoluzioni tecnologiche, è alla base del percorso di preparazione offerta dagli Istituti tecnologici superiori denominati Its Academy (dalla legge n. 99 del 15 luglio 2022), la prima esperienza made in Italy di offerta formativa terziaria professionalizzante: dopo la maturità, consentono di acquisire il titolo di tecnico del lavoro, spendibile nelle aziende 4.0, con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del Quadro europeo delle qualifiche (European Qualification Framework). Il titolo è corredato dall’EUROPASS diploma supplement, per favorire la circolazione in ambito nazionale ed europeo, e viene acquisito dopo aver superare una verifica finale, la cui valutazione è affidata a una commissione d’esame composta oltre che da rappresentati dell’istituto, da docenti universitari e da esperti del mondo del lavoro.
Nascita, numeri e aree strategiche
Sono stati tenuti a battesimo nel 2010 e ad oggi, in Italia, ce ne sono 146, legati a sei aree tecnologiche considerate strategiche per lo sviluppo economico e la competitività del Paese, individuate del Dpcm del 25 gennaio 2008: Efficienza energetica (in totale sono 17), Mobilità sostenibile (21), Nuove tecnologie della vita (11), Nuove tecnologie per il made in Italy (Servizi alle imprese, Sistema agro-alimentare, Sistema casa, Sistema meccanica, Sistema moda, per un totale di 60), Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (18) e Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – Turismo (19).
Le opportunità offerte sono molteplici: si va dalla promozione al marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali, al comparto agrario e di trasformazione agro-industriale, passando per interventi edilizi di costruzione, ristrutturazione e manutenzione con soluzioni impiantistiche e materiali innovativi del “Made in ltaly”, senza dimenticare il settore della moda, la gestione delle architetture e infrastrutture relative ai sistemi di comunicazione dell’Ict, i trasporti di persone e merci, i dispositivi biomedicali, l’ecosostenibilità e i sistemi meccatronici.
L’accesso e l’esame finale
L’accesso agli Its Academy avviene tramite selezione a cui possono partecipare sia i giovani che gli adulti in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore, oppure che siano in possesso di un diploma quadriennale di istruzione e formazione professionale e che abbiano frequentato un corso annuale integrativo di istruzione e formazione tecnica superiore.
Il percorso generalmente da durata di due anni, ma in alcuni possono essere previsti corsi triennali, per un totale di ore formative che oscilla tra 1.800 e duemila, da svolgere anche sotto forma di stage, la cui frequenza è obbligatoria per il 30% delle ore. Quanto ai docenti, la metà proviene direttamente dal mondo del lavoro in modo da far toccare con mano agli studenti le realtà imprenditoriali.
La fondazione come modello organizzativo
Proprio per promuovere il legame con il mondo del lavoro, gli istituti tecnologici superiori sono stati pensati guardando alla fondazione come modello organizzativo: in questo modo, infatti, viene garantita la collaborazione con i privati e allo stesso è possibile avviare intese con enti locali e con università e centri di ricerca presenti sul territorio.
Gli Its Academy si configurano come “Fondazioni di partecipazione” quale standard nazionale della struttura, con il modello di gestione pubblico-privato di attività no-profit. Acquistano la personalità giuridica dopo l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche istituito presso la Prefettura. Il controllo sulla Fondazione è affidato al Prefetto, secondo le disposizioni contenute nel Codice Civile.
Lo standard minimo organizzativo della governance delle Fondazioni Its Academy prevede che ci sia “almeno un istituto di scuola secondaria superiore statale o paritario, nella provincia ove ha sede la fondazione, la cui offerta formativa sia coerente con l’area tecnologica di riferimento dell’Its Academy, una struttura formativa accreditata dalla Regione, una o più imprese, gruppi, consorzi e reti di imprese del settore produttivo che utilizzano in modo prevalente le tecnologie che caratterizzano l’Its Academy, una università, o un’istituzione dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, o un dipartimento universitario o un altro organismo appartenente al sistema universitario della ricerca scientifica e tecnologica ovvero un ente di ricerca, pubblico o privato, o un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico o un ente pubblico di ricerca operanti nell’area tecnologica di riferimento dell’Its Academy”.
La costituzione degli Its Academy rientra nell’ambito dei piani territoriali triennali di programmazione dell’offerta formativa di competenza delle Regioni.
Gli organi della Fondazione sono il presidente, il Consiglio di amministrazione, l’Assemblea dei partecipanti, il Comitato tecnico scientifico ed il Revisore dei conti. Ciascuna Fondazione provvede a dotarsi di un proprio statuto.
Il monitoraggio di Indire per conto del ministero
La maggior parte degli Its Academy si trova in Lombardia (24); seguono Campania (16), Lazio (16), Sicilia (11); Puglia (10); Toscana, Calabria e Campania (9); Veneto(8); Emilia-Romagna, Piemonte (7); Liguria e Abruzzo (6); Sardegna (5); Marche, Friuli Venezia Giulia (4); una sola Fondazione in Molise, Umbria e Basilicata.
Su incarico del ministero dell’Istruzione, l’Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa) conduce un monitoraggio su scala nazionale per verificare le attività svolte, i risultati conseguiti, non modo da portare gli Its a sistema e favorire in processo di innovazione in linea con le richieste del mondo del lavoro.
Attraverso il monitoraggio si verifica l’effettiva corrispondenza tra gli obiettivi dichiarati al momento dell’avvio dei corsi e quelli conseguiti, guardando al numero degli studenti che hanno conseguito il diploma e a quello degli occupati, una volta terminato il percorso. E, al tempo stesso, assegnare premialità, intervenire per correggere eventuali inefficienze e “supportare politiche attive di sviluppo dell’offerta formativa delle Fondazioni nelle aree che ne abbiamo maggiormente necessità”, interpretando il ruolo degli Its come “soggetto promotore di sviluppo e innovazione”.
Il ministero dell’Istruzione, “in funzione degli esiti della valutazione e del monitoraggio, prevede che il finanziamento nazionale destinato ai percorsi degli Its, con una quota pari al 30 per cento delle risorse, sia distribuita alle Fondazioni a titolo di premialità”.
Voti sono stati assegnati agli Its a conclusione dei percorsi professionalizzanti: nove regioni hanno ottenuto risultati superiori rispetto alla valutazione media complessiva italiana. Stando al monitoraggio nazionale relativo al 2022, con riferimento ai corsi arrivati a conclusione nel 2020, a ottenere punteggi più alti rispetto alla media italiana del 7,5 sono state le regioni Umbria, Puglia, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Toscana.
Al di sotto di questa asticella, si sono fermate Lombardia, Molise, Abruzzo, Campania, Marche, Sardegna, Sicilia e Calabria.
Cinque sono le fasce di voto assegnate da Indire: “premiati”, titolo che viene riconosciuto agli istituti i cui percorsi hanno ottenuto un risultato compreso tra 70 e 100 e sono gli unici ad accedere alla premialità. A concorrere nel punteggio, è la valutazione complessiva delle 19 articolazioni descritte nell’accordo approvato in sede di Conferenza unifica il 17 dicembre 2015. Viene preso in considerazione l’indice di efficacia del percorso (criterio composto) dato dalla radice cubica del prodotto dei punteggi di tre articolazioni: numero dei diplomati, valore occupati equivalenti e rilevazione a 12 mesi.
Gli Its, inoltre, devono rispettare i criteri relativi al numero dei diplomati e al valore di occupati equivalenti (valore soglia diplomati pari a 17, valore soglia occupati equivalenti pari a 15).
Sono definiti eccellenti, gli istituti che non accedono alla premialità, pur rientrando nel risultato compreso fra 70 e 100. Insufficienti, gli Its con risultato fra 60 e 70 (escluso); problematici quelli con risultato tra 50 e 60 (escluso) e, infine, critici, quelli con risultato tra o e 50 (escluso).
Complessivamente su 260 percorsi terminati nel 2020, a un anno dal diploma, sono stati 142 quelli premiati, pari al 54,6% di quelli realizzati. Venti sono stati giudicati eccellenti (il 7,7%); 51 sono stati classificati come insufficienti (pari al 19,6%); 26 sono stati ritenuti problematici (il 10 %) e 21 sono stati quelli per i quali è stato espresso in giudizio di criticità (8,1%).
Gli standard minimi
Sono previsti alcuni standard minimi per gli Its, a partire dall’organizzazione di stage aziendali e tirocini formativi che sono resi obbligatori, per almeno il 30% della durata del monte ore totale, e possono anche essere svolti all’estero. Si sale al 50% nell’area della Mobilità sostenibile.
Per gli Its, “tanto più gli insegnanti sono portatori di esperienze di ciò che insegnano, tanto più sono in grado di facilitare la significatività dell’apprendimento”, stando a quanto sottolineato nel report di Indire.
I docenti devono provenire dal mondo del lavoro, con esperienza nel settore di almeno cinque anni, e devono essere non meno della metà del corpo insegnanti.

