La funzione di controllo manageriale in ambito scolastico
di Vincenzo Campisi
Di ciò di cui non si può parlare, si deve tacere.
(Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus)
La parola manager risale all’italiano maneggiare, che deriva dal latino manu agere, il cui significato letterale è “condurre con le mani”. L’etimologia della parola rimanda ad un’idea di manager come colui il quale conduce per mano le persone che gravitano attorno ad un’organizzazione, coinvolgendole nella gestione efficace ed efficiente delle risorse, al fine di conseguire specifici risultati. In ambito scolastico, ossia in un ambiente che riflette in modo intenzionale e sistematico sull’educazione e sulla formazione, i risultati sono ampiamente riconducibili agli apprendimenti realizzati dai discenti nell’ambito delle hard e delle soft skill.
Per raggiungere predetti risultati, il manager deve svolgere cinque mansioni1:
- Pianificazione
- Organizzazione
- Guida
- Coordinamento
- Controllo
In questo contributo, presenteremo un percorso per tappe, utile per esercitare efficacemente la funzione di controllo, ossia di verifica che nelle carte della Scuola vi sia piena corrispondenza tra il dichiarato e l’agito. Funzione che sarà orientata, eminentemente, alla “cura” dell’altro, che, come ricorda Zezza2, è uno dei principali asset di ogni organizzazione, e in particolare delle Scuole. La retention di un’organizzazione passa, infatti, oltre che dal raggiungimento dei risultati legati alla mission, anche dalle relazioni positive che si vivono in seno ad essa. Chi è a capo di un’Istituzione educativa non può non esprimere l’optimum dell’educazione, e, dunque, verificherà, non “demonizzando”, ma tenendo dritta la rotta nella direzione di un’accountability condivisa.
Quanto sia importante che un capo svolga questa funzione ce lo ricorda Leopardi:
Quando altro frutto non ci venga da questa navigazione, a me pare che ella ci sia profíttevolissima in quanto che per un tempoessa ci tiene liberi dalla noia, ci fa cara la vita, ci fa pregevoli molte cose che altrimenti non avremmo in considerazione.
(Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez, in Operette morali)
Il controllo manageriale, pertanto, non si traduce in un’attività indagatrice e sanzionatoria, bensì in una forma di accompagnamento verso la meta che, in senso più ampio, è il miglioramento continuo.
Controllare, filosoficamente, è spronare a chiedersi perché le cose vanno in un certo modo. Nella risoluzione di situazioni problematiche, la domanda svolge un ruolo euristico, molto più potente di quello volto a cercare risposte. Controllando, il manager invita a riflettere sul perché le cose hanno assunto una certa fisionomia: emergeranno una serie di particolarità utili a capire come sono andate le cose e sarà più agevole individuare strategie mirate, che disegneranno le coordinate da seguire, la bussola dei valori emersi e condivisi.
Per esercitare la funzione di controllo del dichiarato e dell’agito3, il dirigente potrà seguire un percorso, strutturato nelle seguenti fasi:
| 1 | Situazione manageriale problematica |
| 2 | Normativa vigente relativa alla situazione problematica da risolvere |
| 3 | Brainstorming sulla situazione problematica |
| 4 | Analisi SWOT della situazione problematica |
| 5 | Flowchart degli step necessari per risolvere la situazione problematica |
| 6 | Possibili strategie risolutive |
| 7 | Diagramma di Gantt che temporizzi ciascuna strategia risolutiva |
| 8 | Monitoraggio di ogni strategia elaborata |
| 9 | Pubblicizzazione dei risultati raggiunti |
A seguire, proponiamo un possibile succinto ipotetico svolgimento del percorso.
- Situazione manageriale problematica
Un Capo di Istituto si insedia in un’Istituzione scolastica e prende atto che non emergono evidenze adeguate e sufficienti relative alle azioni progettuali messe in campo dai docenti. Tra le carte della Scuola, inoltre, non figura la rendicontazione sociale.
- Normativa vigente relativa alla situazione problematica da risolvere4
- Legge 241/1990, “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”
- D.P.R. n. 80/2013, “Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione”
- Brainstorming sulla situazione problematica
Il Dirigente scolastico potrà promuovere una discussione corale tra tutti i portatori di interesse, sotto forma di brainstorming, volta a comprendere le motivazioni che hanno determinato una pressoché totale assenza sia di evidenze relative a quanto realizzato dagli studenti nelle varie azioni progettuali dichiarate nel PTOF della Scuola sia di ostensione dei risultati raggiunti agli stakeholder.
Potrà optare per diverse modalità di svolgimento del brainstorming: focus group, questionari online, riunione di staff…
Le opinioni raccolte, sotto forma di parole chiave, potranno dare vita ad una word cloud, facilmente realizzabile tramite siti web che offrono gratuitamente la possibilità di generarle, e che potrà essere annoverata tra le icone che figureranno nelle carte della Scuola.
Ecco una possibile word cloud, frutto di una ipotetica discussione su mission, vision e risultati cui l’Istituzione scolastica deve tendere.

- Analisi SWOT della situazione problematica
| Punti di forza | Punti di debolezza |
| + Presenza di un team motivato. + Presa d’atto condivisa sulla necessità di invertire la rotta e muoversi nella direzione della trasparenza e dell’ostensione dei risultati e dei prodotti realizzati dagli studenti. | – Assenza, nelle UdA, di una sezione dedicata alla pubblicizzazione dei risultati. – Assenza di una sezione del sito web o di una newsletter che renda conto dei risultati raggiunti dagli studenti. |
| Opportunità | Minacce |
| + Chiarezza dei riferimenti normativi e dei modelli esplicativi ministeriali. + Supporto INDIRE. | – Possibili contenziosi per omissione di documenti istituzionali. – Soccombenza in giudizio per mancanza di evidenze che contribuiscono a determinare la valutazione degli studenti. |
- Flowchart degli step necessari per risolvere la situazione problematica
- Elaborazione possibili strategie risolutive
Svolta l’analisi del contesto, il Dirigente ipotizza possibili strategie risolutive, quali:
- Nomina di una Funzione strumentale relativa alla pubblicizzazione dei risultati (nella nomina sarà fondamentale che figurino obiettivi SMART5 e target6 dei compiti assegnati da rendicontare).
- Adozione di un format di riferimento per progettare attività didattiche prontamente rendicontabili, da valutare attraverso rubriche di valutazione di prodotto e di processo. Nel format dovranno essere oggetto di particolare cura le sezioni dedicate agli indicatori dei risultati attesi, ai target attesi, alla comunicazione del progetto (quando comunicare, che cosa comunicare, a chi comunicare, come comunicare)7.
- Corsi di formazione per docenti su come pubblicizzare le azioni progettuali messe in campo.
- Riunioni di staff, volte a presidiare le strategie adottate.
- Realizzazione di una pagina del sito web istituzionale dedicata alla Rendicontazione sociale delle attività didattiche, da aggiornare sistematicamente e illustrare ai portatori di interesse a fine anno scolastico.
- Produzione di una newsletter periodica da inviare agli stakeholder.
- Diagramma di Gantt che temporizzi ciascuna strategia risolutiva
Utile, al fine di implementare predette strategie, è redigere il diagramma di Gantt:
| Attività | Settembre | Ottobre | Novembre | Dicembre | Gennaio | Febbraio | Marzo | Aprile | Maggio | Giugno |
| Nomina FS Rendicontazione sociale | ||||||||||
| Riunioni staff | ||||||||||
| Format progetti | ||||||||||
| Delibera progetti | ||||||||||
| Formazione | ||||||||||
| Sito web Rendicontazione sociale | ||||||||||
| Progetti | ||||||||||
| Aggiornamento sito | ||||||||||
| Newsletter |
- Monitoraggio di ogni strategia elaborata
Al fine di monitorare le azioni progettuali e poter prontamente redigerne la rendicontazione nel sito web istituzionale, il Dirigente potrà utilizzare sia una lista di controllo di ogni strategia sia una scheda di sintesi dedicata al monitoraggio di ogni progetto messo in campo, simili a quelle qui proposte:
Lista di controllo strategie
| Strategia | Sì (data controllo) | No (data controllo) | Evidenze |
| Nomina FS e commissione | X (15.09.25) | Delibera collegio docenti e nomina. | |
| Riunioni staff | X (03.09.25) X (18.09.25) … | Verbali riunioni di staff. | |
| Format progetti | X (18.09.25) | Delibera collegio docenti di adozione del format. | |
| Delibera progetti | X (20.10.25) | Delibera collegio docenti progetti curricolari ed extracurricolari | |
| Formazione | X (01.10.25) | Espletamento corso di formazione per docenti sulla Rendicontazione sociale. | |
| Progetti | X (03.11.25) | Avvio progetti curricolari ed extracurricolari | |
| Sito web RS | X (02.10.25) | Presenza nel sito web istituzione di una sottosezione dedicata alla rendicontazione sociale. | |
| Aggiornamento sito RS | X (05.11.25) | X (05.11.25) | Presenza della sezione dedicata ai progetti X, Y, correttamente popolata. Il progetto Z non figura. |
| Newsletter | X (09.11.25) | Newsletter realizzata e inviata agli stakeholder. |
Scheda di sintesi progetti e iniziative mission
| Titolo | Risultati attesi | Docenti | Destinatari | Data inizio | Data fine | Budget | Indicatori: – di input – di output – di outcome – di impatto | Target atteso | Target Raggiunto | Situazione |
Scheda di sintesi progetti e iniziative vision
| Titolo | Risultati attesi | Docenti | Destinatari | Data inizio | Data fine | Budget | Indicatori: – di input – di output – di outcome – di impatto | Target atteso | Target Raggiunto | Situazione |
- Pubblicizzazione dei risultati raggiunti
Al termine di ogni azione progettuale, il Dirigente, coadiuvato dalla Funzione strumentale nominata all’uopo, passerà in rassegna le relazioni finali di ogni progetto o iniziativa didattica, corredate da rubriche di valutazione di processo e di prodotto, prenderà visione di quanto realizzato dagli studenti e valuterà la congruenza tra il dichiarato e l’agito. Successivamente, predisporrà una scheda di sintesi del progetto, corredata di slideshow o trailer, da inviare sia alla Funzione strumentale che si occupa di redigere la newsletter periodica sia al web master, affinché venga pubblicata nella sezione dedicata alla rendicontazione sociale del sito web istituzionale. Nella scheda di sintesi sarà fondamentale soffermarsi sui target raggiunti.
Eccone un esempio:
| Finalità del progetto Mindfulness e benessere a Scuola è stata insegnare a un gruppo di venti alunni della scuola primaria a vivere al meglio il presente e acquisire maggiore consapevolezza di sentimenti ed emozioni. Il progetto è in linea con il traguardo per lo sviluppo delle competenze n. 4, previsto dalle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, con l’Obiettivo 3 Salute e benessere della persona dei Global Goals dell’ONU e con la Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare, prevista dalla Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2018. Il 90% degli alunni ha imparato a svolgere autonomamente esercizi di mindfulness. Vai alla scheda e al trailer del progetto (inserire i rispettivi link). |
Un ulteriore esempio di tipologia di rendicontazione delle attività didattiche potrebbe essere la realizzare un repository, sotto forma di un sito web, delle varie attività dedicate ad eventi, quale, a titolo esemplificativo, quella dedicata al “Giorno della Memoria”.
Mutuando le parole in epigrafe, e adattandole al contesto della rendicontazione sociale8, il Dirigente scolastico passerà in rassegna i prodotti delle varie iniziative didattiche di cui i portatori di interesse potranno fare diretta esperienza, ne valuterà la congruenza con quanto dichiarato in sede progettuale e, in caso di riscontro positivo, li inviterà al web master, affinché popoli le sezioni “disegni”, “poesie”, “racconti”, “podcast”, “cortometraggi” di predetto sito web dedicato all’Olocausto. Nell’Allegato 2, viene riportato un esempio di possibile copione di un cortometraggio dedicato al Giorno della Memoria.
Allegato 1.
Scheda progetto*
PROT. N.
DEL ___/___/_____
Denominazione progetto
A.S. ____/_____
Denominazione Istituto:
Titolo del progetto:
Tipologia delle attività: □ potenziamento □ recupero □ sostegno
□ inclusione □ orientamento □ altro (specificare)
Orario: □ curriculare □ extracurriculare
Responsabile del progetto:
Cognome e Nome:
Settore: □ infanzia □ primaria □ secondaria di I grado
Nominativo dei docenti che partecipano al progetto:
1.
2.
3.
4.
Durata dell’intervento:
Periodo di realizzazione: da __/__/____ a __/__/____
COLLEGAMENTO TRA PROGETTO E PTOF
Indicare come il progetto intende contribuire a realizzare gli obiettivi del PTOF.
| DESCRIZIONE DEL PROGETTO |
- Individuare la situazione problematica che il progetto vuole contribuire a risolvere.
- Elencare i destinatari del progetto.
- Definire per ciascuna attività obiettivi, indicatori e target attesi
| Attività | Obiettivi (Risultati attesi) | Indicatori | Target atteso | |
| Input | ||||
| Output | ||||
| Outcome | ||||
| Impatto | ||||
- Definire la tempificazione delle attività
| Attività | Responsabile | Data prevista di inizio | Data prevista di conclusione | Tempificazione attività | |||||||||||
| G | F | M | A | M | G | L | A | S | O | N | D | ||||
- Proposta di calendario
| Data | Orario inizio attività | Orario fine attività | Tipologia di attività (I: insegnamento/F: funzionale all’insegnamento) |
- Budget del progetto
Costo unitario | Quantità (giornate, pezzi, ecc.) | Totale | |
| Personale | |||
| Spese | |||
| Servizi di consulenza | |||
| Acquisto di beni | |||
| Spese dirette | |||
| TOTALE |
| REALIZZAZIONE |
Descrivere il contenuto e la metodologia delle diverse attività del progetto.
| MONITORAGGIO |
Definire la frequenza e le modalità valutative, correttive e/o di miglioramento
COMUNICAZIONE DEL PROGETTO
| Quando comunicare | Che cosa comunicare | A chi comunicare | Come comunicare |
Luogo, ___/___/______
Il docente referente I docenti partecipanti
*La scheda riprende ampiamente il format del Piano di Miglioramento previsto dal progetto ministeriale CAF per MIUR.
Allegato 2
Cortometraggio Shoah
Scena unica: Classe scolastica – Giorno
Professoressa: Buongiorno, ragazzi. Bentrovati. Siete ancora tra le braccia di Morfeo? Sveglia, su! Facciamo l’appello. Alunno 1?
Alunno 1: Presente, ma non a me stessa…
Professoressa: Dai, tra un po’ andrà meglio… Alunno 2?
Alunno 2: Presente. Posso disegnare Morfeo?
Professoressa: Alunno 2, sono la professoressa di Italiano, non quella di Arte… Alunno 3?
Senza bussare, entra in classe un bidello con modi molto sbrigativi.
Bidello: Professoressa, ma non l’ha letta la circolare del Preside?
Professoressa: Ma di quale circolare parla? E poi che modi sono? Da quando si entra senza bussare?
Bidello: Ma la pianti e legga la circolare.
Professoressa: Lei è un insolente. La prego di andarsene.
Bidello: Sì, sì, tanto tra un po’ è lei che se ne andrà per un bel po’.
Il bidello si allontana, sbattendo la porta.
Professoressa: Scusate ragazzi, il comportamento del bidello è veramente deplorevole.
Vediamo un po’ che cosa dice questa circolare…
Dunque, Visto il Regio decreto-legge 15 novembre 1938 – N. 1779 Integrazione delle norme per la difesa della razza nella scuola italiana, VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E PER LA VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D’ITALIA IMPERATORE D’ETIOPIA, Udito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del DUCE, Abbiamo decretato e decretiamo: Art. 1. A qualsiasi ufficio od impiego nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, frequentate da alunni italiani, non possono essere ammesse persone di razza ebraica.
In base agli atti in possesso di questa Direzione, lei è di razza ebraica, pertanto, le è fatto espresso divieto di accedere ai locali della Scuola.
Ragazzi, ma vi rendete conto? È assurdo?
Alunno 4: Scusi, professoressa, che cosa è assurdo? L’unica cosa assurda è che lei sia stata così sbadata da non leggere la circolare prima di entrare in classe. Quindi, cortesemente…
Professoressa: Alunno 4, ma ti ha dato di volta il cervello?
Alunno 4: A me, Al Re, al Duce? Badi a come parla…
Alunno 5: Alunno 4, calmino, eh. D’accordo che tuo padre è del Fascio, ma qui siamo a Scuola e la professoressa è sempre stata gentilissima con noi. Quindi, porta rispetto.
Alunno 4: Portare rispetto a chi ha causato la morte di Gesù Cristo, a chi è avido di denaro… Sai quanto è lungo l’odio verso gli Ebrei? Ci sarà un motivo se sono odiati sin dall’antichità, no?
Alunno 5: Certo che tuo papà ti ha fatto il lavaggio del cervello per bene…
Professoressa: Grazie, alunno 5. Ma tranquillo, tranquillizzatevi tutti.
Alunno 6: Professoressa, ma come si può stare calmi? Io adoro studiare con lei e mi dà un fastidio enorme sapere che tra un po’ lei non sarà più con noi.
Bussa alla porta il Preside.
Preside: Professoressa, il bidello mi ha appena avvisato che lei era in classe. Non sa che è un suo preciso dovere leggere le mie circolari? Lei deve immediatamente allontanarsi da questi alunni italiani. Ora. Subito.
Professoressa: Preside, ma almeno il tempo di salutare i miei alunni?
Preside: Ma lei la conosce la lingua italiana? E per fortuna che è un’insegnante di lettere… Fuori!
Professoressa: Ma che cosa sono, un’appestata?
Preside: Molto peggio, mi creda. Dalla peste si può guarire, dalla sua razza no.
Alunno 5: Ragazzi, alziamoci e facciamo quadrato attorno alla professoressa. D’accordo?
Alunno 4: Alunno 5, ma tu ci tieni alla tua famiglia? Vuoi proteggere un’ebrea?
Professoressa: Alunno 5, ragazzi miei. State sereni. Ricordatevi che vi voglio un bene dell’anima e la storia ci insegna che il Bene trionfa sempre. Non preoccupatevi. Arriverà presto il giorno in cui tutto questo finirà e questa assurda Legge sarà vista come il più grande abominio della nostra amata Italia.
Ma vi prego, non dimenticate mai quello che avete visto, non perdetene memoria: è il male assoluto.
La professoressa si allontana dall’aula, sotto lo sguardo severo del Preside,
ma tra le lacrime della maggior parte degli alunni.
Dopo pochi secondi, si sente l’audio di Corrado che annuncia la fine della guerra
Entra la professoressa e, sulle note di Gam Gam, tutta la classe si lancia in un balletto di bentornata.
1 Cfr Henri Fayol, Direzione generale e industriale. Programmazione, organizzazione e controllo, Guerrini e Associati, Milano, 2011.
2 Cfr Riccarda Zezza, Cura, FrancoAngeli, Milano, 2025.
3 Cfr Campisi Vincenzo, Portale Indira,L’agire dirigenziale nelle organizzazioni educative: formazione, leadership e gestione strategica, https://www.google.com/url?q=https%3A%2F%2Fwww.scuolaeamministrazione.it%2Fit%2Flagire-dirigenziale-nelle-organizzazioni-educative-formazione-leadership-e-gestione-strategica%2F&sa=D, 2025.
Campisi Vincenzo,Lo “sguardo manageriale” applicato alle istituzioni educative, https://www.google.com/url?q=https%3A%2F%2Fwww.scuolaeamministrazione.it%2Fit%2Flo-sguardo-manageriale-applicato-alle-istituzioni-educative%2F&sa=D, 2025.
4 Questa attività è di fondamentale importanza, al fine di mostrare come e in che misura è stata evasa la norma.
5 Specifico (Specific), Misurabile (Measurable), Attuabile/Raggiungibile (Achievable), Rilevante (Relevant) e Temporizzato (Time-bound).
6 A titolo esemplificativo: 1. “Consegnare al Dirigente scolastico, entro 10 giorni dalla conclusione di ogni progetto, la seguente documentazione: relazione finale redatta dal responsabile del progetto secondo il format proposto dalla Scuola; galleria fotografica o trailer delle attività svolte; prodotti realizzati dagli studenti.” 2. “Redigere, su indicazione del Dirigente, una newsletter periodica da inviare, previo consenso del Capo di Istituto, ai portatori di interesse.”
7 Un esempio di format per redigere progetti è proposto nell’Allegato 1.
8 Nella settima proposizione del Tractatus logico-philosophicus, Wittgenstein fa riferimento ai limiti del linguaggio: etica ed estetica, ad esempio, non sono dicibili.


