• martedì , 7 Luglio 2020

Professionalità per l’inclusione

di Antonio Santoro

Quelli attuali sono, per il MIUR, tempi di predisposizione dei decreti legislativi che il Governo ha l’onere di adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge 107, “al fine di provvedere al riordino, alla semplificazione e alla codificazione delle disposizioni legislative in materia di istruzione, anche in coordinamento con le disposizioni di cui alla presente legge” (art. 180, L. 13 luglio 2015, n. 107). Legislazione delegata che, secondo la lettera c) del successivo art. 181, dovrà chiaramente esprimere ed indicare le prospettive della “promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità e (del) riconoscimento delle differenti modalità di comunicazione (in particolare) attraverso:
la ridefinizione del ruolo del personale docente di sostegno al fine di favorire l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, anche attraverso l’istituzione di appositi percorsi di formazione universitaria;
la revisione dei criteri di inserimento nei ruoli per il sostegno didattico, al fine di garantire la continuità del diritto allo studio degli alunni con disabilità, in modo da rendere possibile allo studente di fruire dello stesso insegnante di sostegno per l’intero ordine o grado di istruzione” […];
7) la previsione dell’obbligo di formazione iniziale e in servizio per i dirigenti scolastici e per i docenti sugli aspetti pedagogico-didattici e organizzativi dell’integrazione scolastica;
8) la previsione dell’obbligo di formazione in servizio per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, rispetto alle specifiche competenze, sull’assistenza di base e sugli aspetti organizzativi ed educativo-relazionali relativi al processo di integrazione scolastica”.
I lavori in corso, concernenti la ridefinizione dei percorsi e delle iniziative di formazione del personale insegnante, sembrano muoversi e svilupparsi, sostanzialmente, lungo le direttrici precisate dal sottosegretario Davide Faraone in una lettera al quotidiano La Stampa del maggio scorso. Indicazioni che evidenziavano, in primo luogo, la necessità e l’urgenza di “una formazione iniziale e in servizio che dia a tutti i docenti, ma anche ai dirigenti che devono creare condizioni di gestione adeguate, competenze professionali per lavorare con le diversità di ognuno, personalizzando i percorsi e garantendo risultati mirati”; e che sottolineavano, soprattutto, l’indispensabilità di “un’attenzione particolare per la formazione specifica (degli insegnanti di sostegno), che fa la differenza proprio in termini di risultati”. Le esperienze realizzate sul versante dell’integrazione scolastica, precisava subito dopo il sottosegretario, ci dicono chiaramente che “Noi abbiamo bisogno di costruire una formazione e una specializzazione sulle singole disabilità. Nessuna medicalizzazione, solo competenze didattiche ed educative mirate, che servono all’alunno e servono all’inclusione. Perché solo così possiamo insegnare ai compagni a relazionarsi positivamente con un alunno disabile. Sapendo spiegare loro come comunicare con il compagno, superando in qualche caso paure causate dal non sapere come fare ad interagire con lui”.



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