Scuole occupate: 5 in condotta, gite annullate e sospensioni
I dirigenti degli istituti coinvolti dall’ondata di protesta dello scorso mese di dicembre stanno valutando i provvedimenti da adottare nei confronti degli studenti che hanno preso parte alle iniziative. Il caso del liceo Tasso di Roma, mentre al Senato è iniziato l’esame del disegno di legge sulla riforma anticipata dal ministro Valditara
di Stefania De Cristofaro
Fine 2023 turbolento in diverse scuole travolte dall’ondata di occupazioni, con strascichi nell’anno 2024: gli studenti che hanno preso parte alla protesta lo scorso mese di dicembre, rischiano di essere “sanzionati” con il taglio del voto in condotta che potrebbe arrivare a 5, una sospensione sino a 10 giorni con obbligo di frequenza e l’annullamento dei viaggi di istruzione. Sanzioni che potrebbero compromettere il curriculum ai fini della prosecuzione del percorso di studio alle università. E che hanno scatenato anche la reazione delle famiglie.
Appena riprese le lezioni dopo la pausa per le vacanze di Natale, i dirigenti scolastici stanno valutando le azioni da intraprendere nei confronti degli studenti e il caso più emblematico è costituito da quanto sta accadendo al liceo Tasso di Roma. Scuola in cui hanno conseguito la maturità personalità di rilievo dal mondo politico a quello dello spettacolo: il ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato uno studente del Tasso, così come l’attore e regista Carlo Verdone. Scuola che, dopo le decisioni del preside Paolo Pedullà, è finita al centro delle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Cos’è successo?
L’occupazione degli studenti: il caso del liceo Tasso di Roma
Gli studenti hanno protestato occupando l’istituto per una settimana. Non sono stati gli unici perché nella Capitale i licei occupati sono stati nove: Morgagni, Mamiani, Manara, Righi, Archimede, Aristofane, Colonna e Virgilio. Comune denominatore, la volontà di rivolgersi direttamente al Governo per chiedere maggiore investimenti in favore dell’istruzione e più attenzione al benessere psicologico degli studenti. Accanto a queste tematiche, gli studenti hanno aggiunto la richiesta di giustizia per il popolo palestinese e per le donne vittime di femminicidio e violenza di genere. In alcuni casi, però, ci sono stati episodi di danneggiamento: dalla rottura di serrature e vetrate agli arredi delle aule. Ed è iniziata la conta dei danni, con contestuale identificazione degli studenti in qualità di responsabili dei danneggiamenti.
Al liceo Tasso 170 studenti si sono autodenunciati mandando una mail al dirigente scolastico, in segno di solidarietà nei confronti di quanti erano stati già identificati durante le giornate di occupazione.
Il preside del liceo romano, Paolo Pedullà ha chiesto al consiglio d’istituto, cui spetta il compito di comminare la sanzione, di seguire quanto è previsto dal regolamento di disciplina in caso di le occupazioni: una sospensione che può arrivare fino a 10 giorni. L’obbligo di frequenza sarebbe previsto per otto giorni. In diversi casi, ci sarebbero stati già 5 in condotta, a conclusione del primo trimestre. Non solo. Perché si sta valutando l’ipotesi di attività socialmente utili da far svolgere agli studenti nelle ore pomeridiane.
Il dirigente scolastico del liceo romano
“Nessuno vuole negare il diritto di opinione e di espressione agli studenti, ma ci sono forme democratiche in cui si esercita”, ha spiegato il dirigente scolastico del liceo romano, per il quale le sanzioni hanno una funzione rieducativa. “Senza dimenticare il diritto allo studio di chi avrebbe preferito non perdere giorni di scuola a ridosso della vacanza natalizie”, ha aggiunto. Il preside, inoltre, ha avviato una serie di incontri già prima della ripresa delle lezioni, per confrontarsi con gli studenti e anche con le famiglie.
Il ministro Valditara e le opposizioni
Il ministro della Pubblica istruzione è intervenuto sottolineando l’importanza dell’educazione al rispetto delle regole e la responsabilità sociale nella formazione dei giovani durante il percorso scolastico: “La scuola costituzionale e dunque democratica è quella che insegna a rispettare le regole e a coniugare libertà con responsabilità”, ha detto. Ma le dichiarazioni del ministro hanno scatenato le reazioni di alcuni esponenti del Pd. “E’ una punizione durissima”, ha detto la capogruppo del Partito democratico in commissione bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Michela Di Biase. “ Una scelta che non risponde ai valori di inclusività che dovrebbero essere alle basi delle istituzioni scolastiche”, ha detto. Sulla stessa lunghezza d’onda,il segretario del Pd di Roma, Enzo Foschi: “Chi occupa una scuola lo fa per manifestare un disagio e porre domande. Ma se le risposte che arrivano sono 5 in condotta e sospensioni non ci siamo”.
La revisione del voto in condotta
Intanto, la Commissione Cultura del Senato ha ripreso esame del disegno di legge che riguarda la revisione del voto in condotta, con la previsione, della non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato nel caso in cui la valutazione del comportamento è inferiore a sei decimi.
L’altra è l’introduzione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale per gli studenti con una valutazione del comportamento pari a 6/10. Prevista, inoltre, l’opportunità di coinvolgimento in attività di cittadinanza solidale per gli studenti che vengono allontanati dalla scuola per motivi disciplinari, promuovendo in tal modo la responsabilizzazione e l’educazione civica.
(foto: Roma Today)

