• lunedì , 16 settembre 2019

Un bambino sottovuoto

Cristina Crippa mamma per caso

a cura di Vincenzo Sardelli

(docente di lettere nella scuola secondaria di II grado)

Un teatro per tutte le generazioni. Una letteratura capace di emozionare lettori di ogni età. Personaggi incontenibili, irriverenti e deliziosi. Scanzonata e irridente è anche Cristina Crippa, l’attrice che li interpreta in Il bambino sottovuoto, testo di Christine Nöstlinger vincitore del Premio Internazionale Hans C. Andersen, di scena lo scorso gennaio all’Elfo Puccini di Milano.
Diretta da Elio De Capitani, Crippa, coloratissima ed eccentrica, sorta d’incrocio tra una Mary Poppins dall’ombrello chiuso e una Mrs Doubtfire serenamente single, si trasforma nella signora Berta Bartolotti. Si presenta sul palco con il viso di biacca, danzando dondolante su un’ouverture di violini. È una buffa e ilare maschera, dietro cui campeggia un fondale a fumetti realizzato da Ferdinando Bruni, dallo stile vagamente felliniano, che riproduce episodi della storia cui stiamo per assistere.
Piuttosto matura, di rosso vestita, la signora Berta vive in un anarchico caos. Anticonformista e fantasiosa, ha il vizio del fumo e quello di storpiare le canzoni come un ragazzaccio qualunque. Si trucca sguaiatamente. Si guadagna da vivere tessendo tappeti variopinti. Si circonda di oggetti futili.
Un giorno le viene recapitato dal postino un pacco che non aveva mai ordinato. All’interno, fra trucioli celesti, un misterioso bambino sottovuoto, un “nanerottolo raggrinzito” corredato di foglietto illustrativo e soluzione vitale da versargli addosso. Berta esegue le istruzioni, e quel mostriciattolo rugoso si trasforma in Marius, splendido bambino biondo, educato, obbediente, ligio al dovere. Marius è il figlio che tutti vorrebbero avere. Così preciso da riprendere anche la neomamma le tante (troppe) volte che sbaglia.
Marius è irreprensibile, non dice mai parolacce. Gioca nel suo angolino senza disturbare. È impeccabile a tavola. Non contesta mai le decisioni degli adulti. Anche a scuola si dimostra presto il primo della classe.

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